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Foto: EMBodrato, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1905
Palazzo delle Poste e dei Telegrafi
Edificio storico di Torino
In breve
- Epoca
- Età contemporanea, 1905
- Stili
- Architettura art nouveau, architettura eclettica
- Coordinate
- 45°04′04″ N, 7°40′49″ E
- Indirizzo
- via Alfieri 10 - 10121 - Torino
Storia e descrizione
Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di via Alfieri a Torino è un edificio storico, dal 1911 sede direzionale cittadina dei servizi postali. L'edificio sorge nei pressi della centrale piazza San Carlo, sull'isolato di Santa Teresa già occupato dall'ex distretto militare. Gli isolati compresi tra le vie dell’Arsenale e XX Settembre divengono, dalla seconda metà dell’Ottocento, il centro finanziario della città. Vi trovano, infatti, sede, in grandi palazzi riadattati allo scopo o in edifici di nuova edificazione, le prime banche d’affari e, da inizio Novecento, le sedi dirigenziali di importanti aziende di servizi.
Il palazzo delle Poste e dei Telegrafi, progettato dall'ufficio tecnico municipale, conserva sulla facciata principale e negli ambienti di rappresentanza opere dello scultore Edoardo Rubino e dell'architetto Giulio Casanova.
Storia
La trattativa tra il Ministero delle poste e dei telegrafi e il Municipio di Torino per la costruzione della sede centrale dei servizi postali e telegrafici ha inizio nel 1900. Il sindaco Severino Casana ne riferisce alla Giunta municipale il 10 marzo 1901. Il palazzo non dovrà essere sontuoso, ma di semplice eleganza, sufficientemente ampio per poter accogliere l'eventuale potenziamento dei servizi e costruito con caratteristiche che garantiscano buone condizioni di igiene e di comodità per i funzionari e per il pubblico. L’anno successivo, il 30 maggio 1902, il Consiglio comunale delibera una prima bozza di convenzione con lo Stato, approvata in forma definitiva il 24 luglio 1903 e ratificata con la legge ottantaquattro del 6 marzo 1904.
Il progetto è affidato all'ufficio tecnico municipale e prevede la costruzione di un edificio di 6000 m2 disposti su tre piani e un ammezzato e predisposto per future sopraelevazioni. Attraverso Cassa depositi e prestiti il Governo si impegna a rimborsare le spese per un ammontare massimo di lire 1.350.000.
Due temi accendono fin da subito il dibattito in Consiglio comunale e sui quotidiani locali: la dimensione dell'edificio e l’affidamento all'ufficio tecnico municipale della sua progettazione. L’aspetto dimensionale è sollevato l’11 gennaio 1904 dal consigliere Carlo Compans de Brichanteau, che richiama l'attenzione sulla possibilità che nuovi servizi possano trovare sede nel palazzo, facendo riferimento in particolare al servizio telefonico, del quale, tuttavia, non sono ancora chiari lo sviluppo e la diffusione. Il 17 maggio 1904 sul quotidiano “La Stampa” viene pubblicata una lettera, non firmata, in polemica con la «municipalizzazione dell’architettura» nella quale si contesta la scelta di non ricorrere a un concorso pubblico per la progettazione. Il tema è ripreso nella seduta del Consiglio comunale del giorno successivo da Davide Calandra, sostenuto da Ernesto Balbo Bertone di Sambuy e sarà a più riprese riproposto in sedute successive dallo stesso Calandra, da Giovanni Angelo Reycend, da Severino Casana cui è succeduto nell’incarico di sindaco Secondo Frola, dal di Sambuy e da Carlo Compans de Brichanteau. …
Descrizione
Il palazzo ha struttura in cemento armato con tamponamenti in mattoni. La pianta è organizzata intorno al grande salone per i servizi al pubblico, coperto da un’ampia struttura in metallo e vetro, che riprende il sistema di rifunzionalizzazione delle corti interne frequentemente adottato nei palazzi aristocratici sei-settecenteschi trasformati per ospitare le sedi di banche e assicurazioni. Anche la soluzione ad angolo smussato, sull'incrocio tra le vie dell’Arsenale e Alfieri, adotta l’uso di altri edifici limitrofi, pur non assolvendo, in questo caso, al ruolo di accesso di rappresentanza e asse di distribuzione degli spazi interni. L’ingresso è, infatti, collocato su via Alfieri, in asse alla facciata; il portale è affiancato da due cariatidi opera dello scultore Edoardo Rubino, cui si devono anche le figure alate ad alto rilievo del vestibolo, che dà accesso a un ampio atrio a impianto ellittico, riccamente decorati con motivi di gusto Liberty su progetto del Casanova. Dall'atrio il pubblico è distribuito ai diversi servizi: il salone con gli sportelli, il servizio telegrammi e le cabine dei telefoni, la sala di scrittura.
Gli elementi decorativi di facciata sono realizzati in pietra naturale e litocemento. Sulla facciata principale, all'ultimo piano, negli spazi tra le finestre, sono collocati gli stemmi delle province realizzati con piastrelle in ceramica smaltata, disegnate dall'architetto Giulio Casanova e realizzate dalla Manifattura Fontebuoni di Firenze.
La continuità dell'affaccio su via dell'Arsenale è interrotta dall'aprirsi di due corti, che alleggeriscono l'impatto dell'edificio sulla strada.
L’impresa dei lavori è assunta dall’ingegner Giuseppe Bellia e per il cemento armato interviene l’impresa Gianassi Pollino & Boffa. La ditta di plasticatori Musso fratelli e Papotti Francesco di Torino è incaricata della realizzazione di tutti gli apparati decorativi: in litocemento per le facciate, a stucco negli ambienti interni.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo delle Poste e dei Telegrafi».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo delle Poste e dei Telegrafi?
Palazzo delle Poste e dei Telegrafi si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo via Alfieri 10 - 10121 - Torino. Coordinate: 45.06788, 7.68018.
A quando risale Palazzo delle Poste e dei Telegrafi?
La datazione indicata da Wikidata è: 1905.
Cosa vedere vicino a Palazzo delle Poste e dei Telegrafi?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Alfieri (Torino) (a 0 m), Palazzo Valperga Galleani (a 0 m), Palazzo Trucchi di Levaldigi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- PalazzoPosteTelegrafi Torino (2) — EMBodrato, CC BY-SA 4.0
- PalazzoPosteTelegrafi Torino (1) — EMBodrato, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze