Foto: Myrabella, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1515
Palazzo Farnese
Palazzo storico di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Epoca
- Rinascimento, 1515
- Stile
- Architettura rinascimentale
- Architetti
- Michelangelo Buonarroti, Giacomo Della Porta, Antonio da Sangallo il Giovane
- Committente
- papa Paolo III
- Coordinate
- 41°53′41″ N, 12°28′15″ E
Storia e descrizione
Palazzo Farnese è un edificio storico di Roma.
Di proprietà dello Stato Italiano, è concesso dal 1936 al governo francese per un periodo di 99 anni. È sede dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'École française di Roma, la cui biblioteca si sviluppa su due piani del palazzo, il secondo e il terzo.
Esempio della corrente sintetista sangallesca nell'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Giacomo Puccini vi ambientò il secondo atto dell'opera Tosca.
Storia
Il progetto originario del palazzo si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane, per incarico del cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III), che tra il 1495 e il 1512 aveva acquistato il palazzo Ferriz e altri edifici che sorgevano nell'area. I lavori, iniziati nel 1514, si interruppero per il sacco di Roma nel 1527 e furono ripresi nel 1541, dopo l'ascesa al papato del cardinal Farnese, con modifiche al progetto originario e ad opera dello stesso Sangallo. In particolare venne creata la piazza antistante.
Dopo la morte del Sangallo nel 1546, i lavori furono proseguiti sotto la direzione di Michelangelo: a lui sembra doversi il cornicione che delimita superiormente la facciata, il balcone sopra il portale centrale con il grande stemma e il completamento di gran parte del cortile interno. La morte del papa interruppe nuovamente i lavori nel 1549.
Altri lavori furono effettuati ad opera di Ruggero nipote del papa, tra il 1565 e la sua morte nel 1575, diretti dal Vignola. Infine a Giacomo della Porta, chiamato dal secondo cardinale Alessandro Farnese, altro nipote del papa, si deve la parte posteriore con la facciata verso il Tevere, completata nel 1589 e che avrebbe dovuto essere collegata con un ponte, mai realizzato, alla Villa Chigi (o "Farnesina"), acquistata nel 1580 sulla riva opposta.
Per la sua mole e forma il palazzo era chiamato "il dado dei Farnese" ed era considerato una delle "Quattro meraviglie di Roma", insieme a Il cembalo dei Borghese, alla Scala dei Caetani e al Portone dei Carboniani.
Nel 1731, in seguito alla morte dell'ultimo duca Antonio Farnese, la proprietà del palazzo passò dai Farnese ai Borbone di Napoli. Nel XVIII secolo Giuseppe Vasi lo denominava sulla sua stampa come "Palazzo Regio Farnese", essendo all'epoca di proprietà del re Carlo VII di Napoli, della famiglia dei Borbone di Napoli, figlio dell'ultima discendente della famiglia, Elisabetta. Divenne in seguito sede dell'ambasciata delle Due Sicilie presso la Santa Sede. …
Descrizione
Il palazzo prospetta su una piazza ornata di fontane, che riutilizzano bacini in granito provenienti dalle Terme di Caracalla. La facciata, in mattoni con cantonale in travertino (56 m di lato), si articola su tre piani. Le 13 finestre di ciascun piano presentano differenti decorazioni, e quelle del piano nobile sono coronate da frontoncini alternativamente curvilinei e triangolari.
I restauri condotti nel 2000 hanno evidenziato una decorazione ottenuta con l'uso di mattoni albasi (poco cotti, di colore giallo e particolarmente porosi) e ferraioli (molto cotti, di colore rosso e molto resistenti) in alcune parti della facciata e, in alcuni casi, anche con scialbature di colore. Tali decorazioni tuttavia seguono logiche diverse nella parte destra e in quella sinistra della facciata. Quest'ultima presenta una decorazione geometricamente definita a losanghe, Inoltre nei timpani delle finestre del piano nobile sono presenti degli intarsi floreali, sempre realizzati con mattoni bicromi. Tali mattoni bicromi sono utilizzati anche per l'ammorsatura delle finestre, che presenta una caratteristica apparecchiatura dentellata, presumibilmente per motivi strutturali. Queste decorazioni hanno lasciato supporre nel corso degli anni che la facciata in cortina splendidamente apparecchiata, tagliata e arrotata in opera, fosse fatta per essere lasciata a vista.
La parte destra della facciata è molto meno curata, le losanghe ben definite sono poche e buona parte dei ferraioli sono posti alla rinfusa nella parte alta del piano nobile, nei pressi del cantonale. Questa difformità sulla facciata di quello che è presumibilmente il palazzo gentilizio più importante della Roma rinascimentale ha invece suffragato l'ipotesi che la cortina andasse rivestita e che l'apparecchiatura perfettamente liscia e quasi monolitica avesse lo scopo di minimizzare lo spessore dell'intonaco in stucco di travertino, riducendolo a due o tre mani di scialbo in latte di calce. Quest'ipotesi è suffragata dal ritrovamento di tracce di scialbatura su altre importanti architetture dell'epoca, come ad esempio il Palazzo dei Conservatori di Michelangelo nel complesso del Campidoglio. …
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Farnese?
Palazzo Farnese si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89469, 12.47081.
A quando risale Palazzo Farnese?
La datazione indicata da Wikidata è: 1515.
Cosa vedere vicino a Palazzo Farnese?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Spada (a 100 m), Palazzo Fusconi Pighini (a 100 m), Galleria Spada (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Palais Farnese — Myrabella, CC BY-SA 3.0
- Peinture Paul Poggionovo — Frigara J.B, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze