Foto: Dedi62, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Barberini ai Giubbonari
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Architetto
- Annibale Lippi
- Coordinate
- 41°53′40″ N, 12°28′24″ E
Storia e descrizione
Il palazzo Barberini ai Giubbonari, anche detto Casa Grande Barberini per distinguerlo dal più celebre palazzo del rione Trevi, è un palazzo storico di Roma. Fu la prima residenza della famiglia nella capitale pontificia e, anche dopo la costruzione del palazzo alle Quattro Fontane, rimase la dimora di Taddeo, principe di Palestrina, fino alla fuga in Francia. Il palazzo rimase dei Barberini fino al quarto decennio del Settecento, quando lo vendettero ai Carmelitani Scalzi, che ne fecero la sede della loro Curia generalizia; passato poi al Monte di Pietà, è oggi proprietà del comune di Roma e sede di istituti scolastici, tra cui il liceo Vittoria Colonna.
Storia
Il palazzo, nella sua fase residenziale, prese lentamente forma nel corso di quasi ottant'anni (1581-1658) e quattro generazioni con numerosi acquisti successivi di case confinanti, ingrandendosi parallelamente al crescere delle fortune della famiglia Barberini. Il punto d'avvio per la fabbrica fu l'acquisto, il 15 giugno 1581, di una casa con quattro botteghe al piano terra di proprietà della famiglia Scapucci da parte di monsignor Francesco Barberini (1528-1600), protonotaro apostolico e primo artefice dell'inserimento del casato nella società romana. Il monsignore, che nel 1584 fece venire il nipote Maffeo a Roma per farlo studiare al Collegio Romano, perfezionò il progetto negli anni successivi comprando nuove case confinanti con la sua su via dei Giubbonari, in direzione dell'attuale piazza Cairoli, e affidando ad Annibale Lippi la sistemazione dei piani primo e secondo intorno a un cortile, con quattro sale e un salone ognuno.
Morto Francesco, l'immobile rimase interamente in mano al nipote Maffeo, a quell'altezza cronologica protonotaro apostolico e chierico di camera e ormai lanciato verso una rapida carriera prelatizia grazie anche alle ingenti finanze lasciategli dallo zio (calcolate in oltre 100.000 scudi di beni mobili, oltre alle case ai Giubbonari e a due casali vicino a Roma). Monsignor Maffeo chiamò a Roma i suoi parenti più stretti e, tra 1600 e 1603, commise lavori di sistemazione della casa per alloggiarli, sotto la direzione di Flaminio Ponzio, valutati 2600 scudi. Dopo la sua nomina a cardinale nel 1606, Maffeo (che, impegnato in missioni diplomatiche e di governo a Parigi e Bologna, e risiedente nella sua diocesi di Spoleto, raramente visse a Roma negli anni tra il 1601 e il 1617) prese in affitto per sé altri palazzi: prima quello dei Salviati al Collegio Romano, poi quello Madruzzo in Borgo; tuttavia, per dotare la sua famiglia di una residenza adeguata al nuovo rango cardinalizio, proseguì negli acquisti di case su via dei Giubbonari, facendone unificare la facciata e risistemando il piano nobile in un appartamento unitario di otto sale: a questa fase, conclusa entro il 1612, risale la cappellina ancora oggi esistente, fatta affrescare dal Passignano, pittore di cui il cardinale si stava avvalendo anche per la decorazione della cappella di famiglia in Sant'Andrea della Valle. …
Descrizione
Il palazzo, di notevoli dimensioni, occupa gran parte dell'isolato compreso tra via dei Giubbonari, via dell'Arco del Monte, vicolo della Madonnella (che si incunea nel lotto collegando un'entrata laterale del palazzo a via Capo di Ferro) e vicolo delle Grotte; in particolare, l'edificio costituisce la parte d'angolo dell'isolato che affaccia con i due lati rettilinei su via dei Giubbonari e via dell'Arco del Monte, interrotta a metà da piazza del Monte di Pietà, corrispondenti alle due lunghe facciate principali, composte rispettivamente da 16 e 18 finestre. L'edificio nella sua facies attuale è frutto di numerose trasformazioni e ampliamenti, ben mascherati nell'aspetto uniforme esteriore quelli settecenteschi, più ingombranti esteticamente quelli tardo-ottocenteschi, come la sopraelevazione e la creazione di terrazze, motivati dai numerosi cambi di proprietà e destinazione d'uso nel corso della sua storia, oltre che dallo stato di degrado in cui spesso il palazzo incorse e in cui ancora oggi versa in molte sue parti. Esso è composto principalmente da due corpi di fabbrica, unificati all'esterno: il primo, quello barberiniano, corrisponde alle facciate su via dei Giubbonari e su piazza del Monte di Pietà, mentre il secondo, della seconda metà del settecento, corrisponde alla prosecuzione della facciata su via dell'Arco del Monte verso Trinità dei Pellegrini; entrambi sono dotati di un proprio atrio, cortile e scalone. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Barberini ai Giubbonari».
Persone
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Barberini ai Giubbonari?
Palazzo Barberini ai Giubbonari si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89450, 12.47330.
Cosa vedere vicino a Palazzo Barberini ai Giubbonari?
Nei dintorni si trovano: Tempio di Nettuno (a 100 m), Portico di Pompeo (a 100 m), Teatro di Pompeo (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- LICEO VITTORIA COLONNA — Dedi62, CC BY-SA 4.0
- Via dei Giubbonari - panoramio — Mister No, CC BY 3.0
- Giuseppe Vasi – Santa Teresa e San Giovanni della Croce dei Carmelitani — Giuseppe Vasi, Public domain
- Regola - Arco del monte verso Tevere 1230479 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze