Foto: Didier Descouens, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo del Bo
Edificio storico sede dell'Università degli Studi di Padova
In breve
- Stili
- Architettura rinascimentale, razionalismo italiano
- Architetto
- Andrea Moroni
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°24′25″ N, 11°52′39″ E
- Indirizzo
- Via 8 febbraio, 2 - 35122 Padova PD
Storia e descrizione
Il Palazzo del Bo (comunemente noto come Il Bò) è la storica sede dell'Università degli Studi di Padova dal 1493. Tuttora è sede del rettorato e della Scuola di Giurisprudenza, nonché del Teatro anatomico più antico del mondo.
Storia
L'Università degli Studi di Padova fu fondata da un esodo di docenti e studenti provenienti dallo Studio di Bologna nel 1222. Quando l'Università si stabilì nell'attuale sede del Bo era ormai passato molto tempo dalla sua fondazione e, oramai, tutte le sue strutture erano profondamente mutate da quelle iniziali. Era oramai resa illustre dal valore dei propri scolari e dei suoi insegnanti, inoltre poteva materialmente considerarsi una delle maggiori università europee, e la più frequentata da studenti stranieri tra le università della penisola italiana. Come tanti altri complessi che hanno avuto una lunga vita storica, anche quella del Bo si presenta con una genesi alquanto complessa e con vicende che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a modificarne la fisionomia. Pertanto un'analisi storica delle varie componenti del Palazzo, a partire dal definito nucleo cinquecentesco, per poi arrivare fino alle aggiunte, imponenti, avvenute durante il ventennio fascista, implica la comprensione delle vicende che nei secoli hanno scandito la vita cittadina e universitaria.
Tra l'attuale via Cesare Battisti (già via delle Beccarie) e via VIII Febbraio (già via S. Martino), nell'area che oggi corrisponde alla parte più antica e monumentale del Bo, sorgevano tre case, di proprietà della nobile Famiglia dei Papafava, una delle quali era detta la Ca' Bianca (domus alba a turri), e proprio in un documento del 1493 si fa riferimento ad una domus alba. Pertanto si ritiene che questi tre edifici costituiscano il nucleo più antico del Palazzo, che dunque può essere fatto risalire al 1493. Questo nucleo di edifici era poi passato sotto la proprietà di un macellaio quando questi, avendo fornito delle derrate di carne durante l'assedio della città, li aveva ricevuti in dono nel 1405 da Francesco I da Carrara, signore di Padova.
Il macellaio vi aveva aperto una locanda (Hospitium Bovis) che aveva come insegna un bucranio, ancora oggi simbolo dell'Università di Padova. L'appellativo "Bo" deriva proprio dal nome della locanda facente parte del suo nucleo più antico, e ancora oggi, emblematicamente, il simbolo dell'Università rimane il bucranio. Non solo il complesso edilizio si definiva "Bo", ma anche la vicina contrada. …
Stemmi
Uno degli aspetti caratteristici del Palazzo, che colpisce immediatamente il visitatore è l'incredibile numero di stemmi, dipinti e in rilievo che decorano non solo l'atrio e i loggiati, ma anche molte sale e altri vani a cominciare dall'Aula Magna (v. infra). Il numero dei blasoni, considerati sia quelli dipinti che quelli in rilievo raggiungono il numero di circa 3 000. Proprio la degenerazione di questa usanza indusse il Governo Veneto nel 1688 a vietare la collocazione di nuovi stemmi, visto che per dare spazio ai nuovi (di dimensioni mastodontiche) occorreva distruggere gli antichi, con la perdita delle testimonianze che ad essi erano legate. Un'attenta e accurata opera di riordino di tutti gli stemmi venne eseguita da Antonio Brillo.
Inizialmente gli stemmi venivano dipinti, l'universitas artistarum commissionò prima a Francesco Falzapato e poi a Dario Varotari (nel 1581) il compito di dipingere gli stemmi dei Rettori e dei Consiglieri. Nel 1590 fu stabilito che gli stemmi dovevano essere costruiti in pietra, anche se l'usanza di dipingerli si mantenne.
L'accenno agli stemmi non rileva solamente sotto l'aspetto artistico, bensì porta ad una riflessione su una fondamentale componente universitaria: gli studenti. Infatti, a tal proposito si ha notizia che a cominciare da epoche molto lontane tutti gli studenti che volevano frequentare l'Università di Padova, esclusi i monaci (qualora non fossero vescovi, abati o priori) dovevano iscriversi nel registro delle matricole (amministrato dal bidellus) e al contempo dovevano giurare di obbedire ai Rettori (erano dispensati dal giuramento gli studenti che fossero figli o fratelli di Re). Gli studenti erano divisi per nazioni, il cui numero è variato durante le epoche, ogni nazione eleggeva il proprio Consigliere. Proprio gli stemmi dunque rappresentano oltre i Rettori e i Consiglieri anche gli studenti provenienti dalle varie nationes, e, ovviamente, anche i professores (che in epoca medioevale, come i Rettori, erano scelti dagli Studenti).
Palazzo
A partire dal 1932, attraverso la demolizione degli ultimi edifici circostanti, fu costruita la nuova ala del Palazzo, che si articola intorno al "Cortile Nuovo" detto anche "Cortile Littorio". Questi imponenti lavori di ampliamento e ristrutturazione del Palazzo furono eseguiti sotto il Rettorato di Carlo Anti ed eseguiti da Gio Ponti e numerosi artisti del novecento che contribuirono con sculture e affreschi a decorare la nuova ala dove si trovano gli appartamenti accademici e il Rettorato. L'allora rettore Carlo Anti, grazie anche ai cospicui finanziamenti del governo, diede un impulso di rinnovamento all'Università, facendo porre in altrettante sedi staccate ben cinque istituti scientifici (due istituti della Facoltà di Medicina e tre di Ingegneria) e facendo edificare in Via Marzolo la Casa dello Studente, che fu inaugurata nel 1934. Questi interventi hanno conferito al complesso il volto attuale, essi costituiscono una dimostrazione, nonostante alcune dolorose demolizioni, di recupero funzionale di un complesso storico. Un problema centrale per Carlo Anti, uomo dotato di una grande sensibilità storico-artistica, era che questa secolare architettura fosse conservata con la dignità e col rispetto cui aveva diritto, ma che allo stesso tempo non fosse un museo, ma qualcosa di ben più vivo, pur con il suo carico di reperti e di storia. Egli era un professore di archeologia, e forse proprio per questo era a conoscenza della mortificazione che un museo può facilmente generare. Sistemando il Bo egli dimostrò il suo rispetto per la storia, cercando al contempo di illuminarlo e renderlo funzionale alla vita universitaria. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo del Bo».
Persone
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri ville e palazzi storici in Veneto
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Palazzo del Bo?
Palazzo del Bo si trova nel comune di Padova, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Via 8 febbraio, 2 - 35122 Padova PD. Coordinate: 45.40684, 11.87754.
Cosa vedere vicino a Palazzo del Bo?
Nei dintorni si trovano: Torre del Bo (a 0 m), Palazzo Trieste (a 100 m), Ponte di San Lorenzo (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Palazzo Bo (Padua) — Didier Descouens, CC BY-SA 4.0
- Cortile Antico di Palazzo del Bo - Padova — Memi26, CC BY-SA 4.0
- Dettaglio del loggiato del Cortile Antico di Palazzo del Bo - Padova — Memi26, CC BY-SA 4.0
- Facciata di Palazzo Bo - Ingresso cortile antico — Simona Iacobbe, CC BY-SA 4.0
- Facciata di Palazzo Bo — Simona Iacobbe, CC BY-SA 4.0
- Loggiato del Cortile Antico di Palazzo del Bo - Padova — Memi26, CC BY-SA 4.0
- Padova - Palazzo del Bo - 202209170018 5 — Simonosa, CC BY-SA 4.0
- Padova - Palazzo del Bo - 202209201018 5 — Loredana arrabito, CC BY-SA 4.0
- Padova - Palazzo del Bo - 202209201018 — Loredana arrabito, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze