Foto: Didier Descouens, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1424
Ca' d'Oro
Edificio museale di Venezia
- Nel Venezia e la sua laguna, patrimonio UNESCO
- Gratis la prima domenica
In breve
- Epoca
- Medioevo, 1424
- Stile
- Architettura gotica
- Architetti
- Bartolomeo Bono, Giovanni Bono, Matteo Raverti
- Fondatore
- Giorgio Franchetti
- Coordinate
- 45°26′26″ N, 12°20′02″ E
- Indirizzo
- Calle Ca' d'Oro, 3934
Storia e descrizione
La Ca' d'Oro è un noto palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande, la cui denominazione deriva dal fatto che in origine alcune parti della facciata erano ricoperte d'oro, rifinitura che faceva parte di una complessa policromia, oggi scomparsa, ritenuta uno dei massimi esempi del gotico fiorito veneziano. Dal 1927 è adibito a museo come sede della Galleria Franchetti.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale del Veneto, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.
Storia
La storia di questa fabbrica trova le sue origini in Marino Contarini, personalità appartenente a una ricca famiglia dogale, anche se più abile mercante che politico. Contarini sposò molto giovane Soradamor Zeno, la cui famiglia possedeva una vasta proprietà sul Canal Grande, presso il confino di Santa Sofia, comprendente anche una costruzione di dimensioni tali, da essere definita Domus Magna. A seguito di un litigio familiare, il Contarini dovette comperare il manufatto dalla famiglia Zeno, senza utilizzare la dote della moglie.
Dopo la morte della moglie, il Contarini iniziò un'ambiziosa opera di completa ristrutturazione dell'antico edificio: nel 1421 il Contarini contattò allora il milanese Matteo Raverti e l'anno successivo i veneziani Giovanni e Bartolomeo Bono, anche se i lavori iniziarono solamente nel 1424.
Il committente trattò per anni con le maestranze lombarde e venete, tanto che alcuni sostengono che a Marino Contarini si deve la fisionomia finale del palazzo. A Marino Contarini si può in particolare addebitare la decisione di conservare alcune reminiscenze dell'edificio precedente: il portico sull'acqua deve essere molto simile, per lo meno planimetricamente, a quello del palazzo precedente, mentre due fregi duecenteschi, rimessi in opera in verticale, sono sicuramente appartenenti al palazzo degli Zeno. Alcune incoerenze costruttive si devono certamente alle volontà del Contarini: le colonnine tortili, che corrono lungo i due spigoli della facciata creando un cordone, non legano però con il coronamento; inoltre la mezzeria dell'edificio, segnata dai tre pinnacoli più alti del coronamento, non coincide con l'apparente mezzeria della facciata, sottolineata dai fregi verticali posti a destra delle logge.
Nel cantiere veneziano lavorarono contemporaneamente due diverse botteghe, la cui impronta è riconoscibile nella varietà degli apparati decorativi: quella guidata da Matteo Raverti, nella quale erano attive maestranze provenienti dal comasco, e quella guidata da Giovanni Bono e dal figlio Bartolomeo, composta quasi esclusivamente da maestranze venete. Anche se le due botteghe lavorarono contemporaneamente, alcune incongruenze negli apparati decorativi fanno pensare che esse operassero per lo più separate, anche se dirette dal programma di massima del committente. …
Descrizione
L'assetto planimetrico della fabbrica non si discosta eccessivamente da quello della tipica casa-fondaco dei patrizi veneziani. La vistosa asimmetria dell'impianto è determinata dalla prassi costruttiva dell'epoca che prevedeva il riutilizzo delle fondazioni dell'edificio precedente, senza amplianti nei lotti adiacenti. In questo caso anche il mantenimento della corte interna e della cisterna in essa scavata è determinante per l'assetto planimetrico, poiché ha vincolato la pianta ad articolarsi a forma di C attorno a una corte scoperta, al centro della quale è posizionata la grande vera da pozzo in marmo broccatello di Verona, realizzata da Giovanni e Bartolomeo Bono nel 1427, i quali vi scolpirono su tre lati, tra un ricco fogliame, le allegorie femminili della Giustizia, della Fortezza e della Carità. Come consueto nelle dimore veneziane, alle ampie logge della facciata corrispondono internamente dei lunghi saloni, detti portego, che attraversano l'edificio in tutta la sua profondità.
Palazzo Ducale, che era ancora in fase di ultimazione durante la costruzione della Ca' d'Oro, fu sicuramente un riferimento progettuale importante: la moltiplicazione delle aperture nei loggiati ai piani nobili rispetto al portico al pian terreno secondo un rapporto 1 a 2 e le merlature che chiudono superiormente la facciata derivano, almeno come idea costruttiva, sicuramente dalla più importante fabbrica veneziana dell'epoca. Se il portico del pian terreno ricorda molto quello della duecentesca ca' da Mosto, le esafore dei piani superiori, ma anche la quadrifora del pian terreno, furono delle reinterpretazioni personali del Raverti e dei Bono della loggia del Palazzo Ducale. …
Il museo
La galleria ospita la collezione di opere d'arte raccolta da Giorgio Franchetti nella sua vita. In seguito alla donazione allo Stato italiano avvenuta nel 1916 e in vista dell'allestimento del museo, alla collezione Franchetti furono affiancate alcune raccolte statali da cui provengono la maggior parte dei bronzi e delle sculture esposte, oltre a numerosi dipinti veneti e fiamminghi.
Tra le opere di maggior pregio vi sono il San Sebastiano di Andrea Mantegna, il Ritratto di Marcello Durazzo di Antoon van Dyck, il Doppio ritratto di Tullio Lombardo, la Venere allo specchio di Tiziano, due vedute di Francesco Guardi, la Crocifissione di Jan van Eyck, la Venere dormiente di Paris Bordone e ciò che resta degli affreschi di Tiziano dipinti sulla facciata laterale del Fondaco dei Tedeschi, tra cui spicca la Giuditta. Di Vittore Carpaccio e bottega sono i tre teleri con le Storie della Vergine provenienti dalla Scuola degli Albanesi.
Oltre alle sale espositive, il museo ospita vari laboratori per la conservazione e il restauro di opere d'arte.
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ca' d'Oro».
Linea del tempo
- 1954Apertura
Persone
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri ville e palazzi storici in Veneto
- UNESCO
- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Ca' d'Oro?
Ca' d'Oro si trova nel comune di Venezia, in provincia di Venezia (Veneto), all'indirizzo Calle Ca' d'Oro, 3934. Coordinate: 45.44056, 12.33389.
Quali sono gli orari di Ca' d'Oro?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Lunedì: 9:00–14:00; Da martedì a domenica: 9:00–19:00; 1 gennaio: Chiuso; 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Ca' d'Oro?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Ca' d'Oro?
La datazione indicata da Wikidata è: 1424.
Cosa vedere vicino a Ca' d'Oro?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Giustinian Pesaro (a 0 m), Palazzo Miani Coletti Giusti (a 0 m), Ca' Sagredo (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Ca' d'Oro facciata — Didier Descouens, CC BY-SA 4.0
- Ca D'oro Combattimento tra ignudi von Vittore Gambello detto Camelio — Andraszy, CC BY-SA 4.0
- Ca' d'oro, finestra sul canal grande — Sailko, CC BY-SA 3.0
- Canal Grande Ca Sagredo Venezia 07 2017 4442 — Mariordo (Mario Roberto Durán Ortiz), CC BY-SA 4.0
- Mira de Simone-Licht und Zeit in Ca D'Oro — Mira de Simone, CC BY 3.0
- Venedig-Canale-Grande-7 — SchiDD, CC BY 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze