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Villa / Palazzo storico, anni 1550
Villa Barbaro
Villa palladiana nel comune italiano di Maser (TV)
In breve
- Epoca
- Rinascimento, anni 1550
- Stile
- Palladianesimo
- Architetto
- Andrea Palladio
- Committente
- Daniele Barbaro
- Committente
- Marcantonio Barbaro
- Superficie
- 65.700 m²
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
- Coordinate
- 45°48′43″ N, 11°58′35″ E
- Indirizzo
- Via Cornuda, 7 - Maser
Storia e descrizione
Villa Barbaro a Maser (Treviso) è una villa veneta, costruita da Andrea Palladio tra il 1554 e il 1558-1560 circa per l'umanista Daniele Barbaro e per suo fratello Marcantonio Barbaro, ambasciatore della Repubblica di Venezia, trasformando il vecchio palazzo medievale di proprietà della famiglia in una splendida abitazione di campagna consona allo studio delle arti e alla contemplazione intellettuale, decorata con un ciclo di affreschi che rappresenta uno dei capolavori di Paolo Veronese.
Il complesso della villa, che comprende anche un tempietto palladiano, è stato inserito dall'UNESCO nel 1996 - assieme alle altre ville palladiane del Veneto - nella lista dei patrimoni dell'umanità.
Storia
La villa sorge a mezza costa sui colli Asolani, poco lontano da una sorgente che secondo la tradizione fu un luogo di culto e forse anche sede di un tempio. Prima di entrare nel patrimonio della famiglia Barbaro, il terreno appartenne ai Pisani e ai Giustinian. L'esatta collocazione temporale della costruzione della villa è incerta: Adalberto dal Lago la ritiene databile tra il 1560 e il 1570, altri studiosi retrodatano il completamento dei lavori al 1558, Anthony Hobson propone come anno di inizio dei lavori il 1560: proprio in quell'anno Palladio aveva consegnato le illustrazioni che uno dei due fratelli Barbaro, Daniele, gli aveva chiesto per il proprio commentario sugli scritti di Vitruvio (M. Vitruvii de architectura, Venezia 1567).
La personalità dei committenti influenzò senza dubbio il progetto: è da attribuire a Daniele, coadiutore del patriarca di Aquileia, fine umanista e studioso di filosofia, matematica e ottica, la volontà di conferire alla villa un significato sacrale, mentre il disegno del ninfeo retrostante la villa si deve a Marcantonio, energico politico e amministratore, ma allo stesso tempo fine intenditore d'architettura (ricevette un esplicito omaggio da Palladio nei Quattro Libri per l'ideazione di una scala ovata). Entrambi i Barbaro ebbero un ruolo chiave in molte scelte architettoniche della Repubblica e furono instancabili promotori dell'inserimento di Palladio nell'ambiente veneziano.
Per via femminile, la villa passò dai discendenti di Marcantonio ai Trevisan, da questi ai Basadonna, quindi ai Manin del ramo di Ludovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia. Questi ultimi la vendettero nel 1838 a Gian Battista Colferai che l'aveva in affitto già da qualche anno, ma le sue eredi, per non spendere sostanze in un bene indiviso, la lasciarono andare completamente in rovina. Fu l'industriale friulano Sante Giacomelli, che acquistò la proprietà nel 1850, a restaurare e rinnovare la villa, avvalendosi dell'opera di Zanotti e Eugenio Moretti Larese. …
Architettura
La realizzazione della villa per i fratelli Barbaro a Maser costituisce per Palladio un punto di arrivo importante nella definizione della nuova tipologia di edificio di campagna. Per la prima volta infatti (anche se la soluzione ha precedenti in ville quattrocentesche) la casa dominicale e le barchesse sono allineate in un'unità architettonica compatta. A Maser ciò probabilmente è da collegarsi alla particolare localizzazione della villa sulle pendici di un colle: la disposizione in linea garantiva una migliore visibilità dalla strada sottostante, e del resto l'orografia del terreno avrebbe imposto costosi terrazzamenti a barchesse disposte secondo l'andamento del declivio.Se è vero che per molti versi la villa mostra marcate differenze rispetto alle altre realizzazioni palladiane, ciò è senza dubbio frutto dell'interazione fra l'architetto e una committenza d'eccezione. Daniele Barbaro è un uomo raffinato, profondo studioso d'architettura antica e mentore di Palladio dopo la morte di Giangiorgio Trissino nel 1550: sono insieme a Roma nel 1554 per completare la preparazione. Nella costruzione della villa Palladio interviene con abilità, riuscendo a trasformare una casa preesistente agganciandola alle barchesse rettilinee e scavando sulla parete del colle un ninfeo con una peschiera dalla quale, grazie a un sofisticato sistema idraulico, l'acqua viene trasportata negli ambienti di servizio e quindi raggiunge giardini e brolo. Nella didascalia della pagina dei Quattro Libri che riguarda la villa, Palladio mette in evidenza proprio questo exploit tecnologico che si richiama all'idraulica romana antica. È evidente che, piuttosto che le venete ville-fattoria, il modello di villa Barbaro sono le grandi residenze romane, come villa Giulia o Villa d'Este che Pirro Ligorio realizzava a Tivoli a per il cardinale Ippolito d'Este (al quale per altro Barbaro dedica il M. Vitruvii de architectura). …
Decorazione
All'interno della villa il pittore Paolo Veronese realizza quello che è considerato uno dei più straordinari cicli di affreschi del Cinquecento veneto.
La forza e la qualità dello Spazio illusionistico che si sovrappone a quello palladiano hanno fatto pensare a una sorta di conflitto fra pittore e architetto, tanto più che Veronese non viene citato nella didascalia della tavola dei Quattro Libri dedicata alla villa. Del resto, evidentemente influenzato (e probabilmente intimorito) dal gusto e dalla personalità dei Barbaro, è molto probabile che Palladio abbia ritagliato per sé un ruolo tecnico e di coordinamento generale, lasciando ai committenti - se non, secondo alcuni, allo stesso Veronese - largo spazio per l'invenzione: lo prova il fantasioso disegno della facciata che difficilmente può essergli attribuito.
È stato rilevato che i paesaggi dipinti nelle sale siano stati derivati da una serie di incisioni pubblicate da Hieronymus Cock nel 1551 e da altre, opera di Battista Pittoni, apparse nel 1561. Vi sono dunque buone ragioni per ritenere che il Veronese abbia lavorato al ciclo di Maser tra il 1560 e il 1561.
Probabilmente fu la sala dell'Olimpo ad essere affrescata per prima, immediatamente seguita da quella a crociera e dalle due sale verso la facciata. Per ultimi furono realizzati gli affreschi delle due sale più piccole rivolte verso la collina dove appaiono le vedute derivate dal Pittoni.
Veronese realizza per questa sala una complessa finta architettura con colonne, bassorilievi e nicchie con suonatrici, nella quale si aprono finte porte popolate di realistici personaggi (un paggio e una bambina, entrambi in atto di dare il benvenuto) e ampi balconi con paesaggi a cui fanno eco quelli reali fuori dalle grandi finestre.
Spade, lance, alabarde ed altri oggetti appoggiati negli angoli rafforzano l'effetto trompe l'oeil e sembrano invitare il visitatore a lasciare i fardelli delle battaglie quotidiane per lasciarsi andare ai piaceri della vita in villa. …
Tempietto
Ai piedi del declivio su cui sorge la villa, Palladio realizza in seguito un raffinato tempietto destinato ad assolvere la doppia funzione di cappella gentilizia e chiesa parrocchiale per il borgo di Maser. Non si conosce con certezza la data di inizio dei lavori di costruzione; nel fregio sono incisi il millesimo 1580, i nomi del patrono, Marcantonio Barbaro, e di Palladio. Assieme al Teatro Olimpico è l'ultima opera dell'architetto, che la tradizione vuole morto proprio a Maser durante la direzione dei lavori.
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Domande frequenti
Dove si trova Villa Barbaro?
Villa Barbaro si trova nel comune di Maser, in provincia di Treviso (Veneto), all'indirizzo Via Cornuda, 7 - Maser. Coordinate: 45.81194, 11.97639.
A quando risale Villa Barbaro?
La datazione indicata da Wikidata è: anni 1550.
Cosa vedere vicino a Villa Barbaro?
Nei dintorni si trovano: Ca' Nani (a 600 m), Villa Barbini-Rinaldi (a 4,5 km), Villa Rubini (a 4,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Villa Barbaro panoramica fronte Marcok — Marcok / it.wikipedia.org, Public domain
- Andrea Palladios Villa Barbaro 01 — BKP, Public domain
- Fountain Villa Barbaro Detail 1 — Oursana, CC0
- Fountain Villa Barbaro — Oursana, CC0
- Montebelluna — Lahiri Cappello, CC BY 2.0
- Palladio - Villa Maser — Oursana, Public domain
- Palladio Villa barbaro Maser Barchessa destra — Oursana, Public domain
- Palladio Villa Barbaro Maser Statue — Oursana, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze