Palazzo Cecchini
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Foto: Tournasol7, CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Palazzo Cecchini

Palazzo nel comune italiano di Cordovado (PN)

Cordovado (PN), Friuli-Venezia Giulia

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°50′59″ N, 12°52′59″ E
Indirizzo
Piazza Cecchini

Storia e descrizione

Palazzo Cecchini è un edificio che sorge nel comune di Cordovado. Nato come complesso conventuale dei Domenicani, edificato a partire dai primi decenni del Settecento, utilizzando alcune preesistenze, divenne struttura privata nel XIX secolo assumendo l'odierna denominazione in onore della famiglia proprietaria.

Storia

Nel 1710 a Cordovado il Vescovo Vallaresso deliberò l'istituzione del convento dei padri domenicani osservanti della congregazione del beato Giacomo Salomonico delle Zattere di Venezia. I Domenicani presero sede nelle case dei cappellani adattate a convento (corrispondenti agli attuali Palazzo Cecchini e Mainardi), dove si ricavavano il dormitorio, il refettorio, la sala capitolare, la foresteria, stanze per lavare e conservare il vestiario, le cucine, la dispensa, un primo chiostro e successivamente un altro chiostro nell'area dei novizi, intervenendo più volte con restauri, adattamenti ed ampliamenti (come ad esempio la costruzione di un muro per la chiusura dell'orto).

Nel 1723 la comunità religiosa si fece più allargata e poteva contare anche su una fornitissima ed importante biblioteca. Con l'arrivo dei Francesi del Generale Bernadotte nel maggio del 1797 e con l'avvio della municipalità, il convento iniziò un progressivo degrado: divenuto luogo di acquartieramento di truppe, come ospedale militare, fu oggetto di depredazioni di oggetti preziosi (quali gli arredi della chiesa) ed anche di documenti da parte della municipalità (definita dai cronisti del tempo come "Ginia" e "lupi affamati"). Il convento venne quindi soppresso dai provvedimenti napoleonici e i padri domenicani lasciarono per sempre Cordovado il 6 ottobre 1806. Tra il 1809 ed 1811 gli edifici furono acquistati da Vincenzo Marzin. I discendenti vendettero poi nel 1865 all'ingegner Francesco Cecchini la parte del palazzo adiacente al Santuario, che lo ristrutturò nella facciata, creando altresì un'ala interna e tutta una serie di locali (entro il 1887).

Francesco Cecchini

Ingegnere ferroviario e filantropo, nato nel 1819 e morto nel 1897, Francesco Cecchini, figlio di un medico e di una donna colta, condusse con profitto, probabilmente a Vienna, gli studi universitari, laureandosi prima in ingegneria ferroviaria e successivamente in scienze matematiche. Le testimonianze del tempo lo descrivono come "un uomo ben piantato, di bell'aspetto, elegantemente vestito, con capelli scuri, barba e baffi ad incorniciargli il volto squadrato".

Pur rimanendo sempre profondamente legato a Cordovado, paese in cui volle mantenere la residenza sino alla fine dei suoi giorni, Cecchini viaggiò molto, in particolare in Austria. Destinò parte del patrimonio familiare a diversi progetti di tracciati ferroviari e al restauro di alcuni immobili Cordovadesi, tra i quali il Santuario ed il Municipio.

Monarchico moderato, ricoprì la carica di Consigliere Comunale, ricoprendo poi per quindici anni la carica di sindaco del paese.

Cecchini fu profondamente legato all'attività benefica della Congregazione, ovvero del Pio Istituto Elemosiniere.

In alcune generiche disposizioni testamentarie è poi documentato l'attaccamento del Cecchini all'universo dei lavoratori: "...il mio compito come sindaco sarà sempre quello di proteggere le classi degli operai, agricoltori e nulla abbienti. onde non vengono colpite da tasse comunali inique e non corrispondenti al loro stato economico...".

Cecchini volle inoltre essere vicino ai piccoli ed ai bambini, nei quali ammirava candore, semplicità e modestia. È noto come, nei periodi di festività, egli girasse per le strade del paese a distribuire soldi ai giovanissimi, consigliandogli di investirli in dolci di vario genere o per il teatrino delle marionette.

Cecchini, consulente speciale della Compagnia Ferroviaria, fece in modo che una delle più importanti arterie ferroviarie nel Veneto e Friuli, la Casarsa-Portogruaro, passasse in prossimità del paese di Cordovado.

Dopo avere assicurato a Cordovado una valida via di comunicazione con la rete ferroviaria, finanziò e si occupò dell'allestimento di una piccola stazione.

Di notevole importanza fu il testamento dell'ingegner Cecchini, anche per il grosso lascito a favore del Comune di Cordovado:

Oltre al Palazzo, l'eredità morale più legata al nome Cecchini, per i Cordovadesi, è l'asilo comunale, che porta ancora il suo nome.

Esterno

Il Palazzo Cecchini è interposto tra il Santuario della Madonna delle Grazie, piccolo gioiello barocco costruito nel luogo d’apparizione della Madonna a Cordovado nel 1603, ed il Palazzo Mainardi, antico noviziato del convento ed attuale proprietà diocesana utilizzata come oratorio. L’intero complesso architettonico, inserito in un suggestivo scenario immerso nel verde della natura, è stato oggetto di numerosi interventi di restauro, che hanno consentito un recupero accurato e funzionale degli edifici, cui è stata riassegnata una funzione culturale e turistica per la comunità locale.

La facciata medievaleggiante di Palazzo Cecchini ha di recente subito un ulteriore restauro, volto in particolare alla conservazione degli intonaci e del manto della copertura. All'interno di Palazzo Cecchini e di Palazzo Mainardi è ubicato il Parco dei Domenicani, che si caratterizza per i grandi alberi: una bisecolare sophora pendula, due sophora japonica situate nel parco Cecchini ed un bagolaro celtis australis, caratterizzante Parco Mainardi.

Di fronte all'entrata di Palazzo Cecchini è situato il piazzale della Madonna, che si contraddistingue per una raffigurazione in pietra del gioco antico del campanon, inserita su progetto dell'architetto Mario Liut tra il 1992 ed il 1993. L'intervento, realizzato con pietre locali rustiche, quali il Giglio del Cugnan, il Rosso della Secca e la pietra di Torreano, venne premiato ottenendo il primo posto per l'arredo urbano al Concorso internazionale Marble Architectural Award di Carrara nel 1994. Di fronte all'ala destra di Palazzo Mainardi, invece, è presente una fontanella, progetto dell'architetto Paolo De Rocco, risalente al 1922, quando la sua funzione era l'approvvigionamento idrico delle famiglie cordovadesi.

Il complesso ed il piazzale della Madonna, in particolare, sono stati fonte d'ispirazione letteraria per lo scrittore garibaldino Ippolito Nievo (1831-1861) ne "Confessioni di un italiano" (1867).

Il ricordo di questi luoghi appare nel delirio dell'agonia dal Cordovadese Bruto Provedoni:

Nel Porticato esterno sono di notevole interesse due affreschi: La Madonna con bambino in gloria di Baldassar d'Anna e San Nicolò, di anonimo friulano del XVVIII secolo.

Sul retro di Palazzo Cecchini è presente la cosiddetta "arena estiva", area ad oggi adibita a spettacoli all'aperto e rievocazioni medievali.

Interni

I fregi presenti sul soffitto dell'atrio all'interno del Palazzo sono in stile pompeiano, stile diffuso nell'Ottocento e che è possibile notare in altre ville venete e friulane. I motivi ornamentali rappresentano elementi di origine animale (zoomorfici) e vegetale (fitomorfici), sia di fantasia che reali. Si possono notare inoltre finte nicchie marmoree dove sono raffigurate delle presenze femminili.

Nel salone centrale della struttura si ha l'Allegoria Patriottica. In quest'opera si nota al centro la donna rappresentante la Patria e, attorno a lei, le divinità profane, protettrici delle attività riguardanti ambito economico e culturale.

Lateralmente, vi è una stanza il cui soffitto è coperto da una decorazione "a tappezzeria" blu, su cui risaltano due Notturni, dipinti a tempera dentro una cornice esagonale.

Nel primo è rappresentato uno scorcio di Venezia, si possono osservare delle sagome di gondole sui canali, e le case riflesse sull'acqua. Si può supporre sia in atto una riccorrenza gioiosa. Nel secondo Notturno si nota sempre Venezia, tuttavia al lato sinistro si nota un arco in rovina, che determina nell'opera un effetto di staticità. Inoltre si contrappone e contrasta con le luci, l'atmosfera festosa e la folla presente nella parte destra.

Lo stile di queste due opere ricorda molto Ippolito Caffi, artista particolarmente impegnato sul fronte politico e patriottico. Probabilmente l'autore era particolarmente vicino al Caffi, data la somiglianza nello stile, caratterizzato da un particolare uso di luci e colori.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Cecchini».

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Palazzo CecchiniPiazza Cecchini
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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Cecchini?

Palazzo Cecchini si trova nel comune di Cordovado, in provincia di Pordenone (Friuli-Venezia Giulia), all'indirizzo Piazza Cecchini. Coordinate: 45.84967, 12.88292.

Cosa vedere vicino a Palazzo Cecchini?

Nei dintorni si trovano: Cordovado (a 0 m), Sesto al Reghena (a 5,1 km), Abbazia di Santa Maria in Sylvis (a 5,2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Palazzo Cecchini in Cordovado (2) — Tournasol7, CC BY 4.0
  2. Cordovado Palazzo Cecchini — BKLuis, CC BY-SA 4.0
  3. Palazzo Cecchini - la corte interna — Frto, CC BY 4.0
  4. Palazzo Cecchini in Cordovado (1) — Tournasol7, CC BY 4.0
  5. Scala interna del Palazzo Cecchini — Nadina.rosa, CC BY 4.0
  6. Interno sala biblioteca — Chiara.piazza, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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