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Foto: intoinside, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Borgo
Cordovado
Comune italiano
In breve
- Tipo
- Borgo
- Altitudine
- 15 m s.l.m.
- Superficie
- 12.020.000 m²
- Coordinate
- 45°51′00″ N, 12°52′60″ E
Storia e descrizione
Cordovado (Cordovât in friulano, Cordovado in veneto) è un comune italiano di 2 677 abitanti del Friuli-Venezia Giulia.
Storia
Il borgo antico – ovvero l'area del castello – è nato probabilmente sulle vestigia di un castrum romano, che venne posto a difesa di un guado della via Iulia Augusta, la via che dalla romana Concordia Sagittaria portava al Norico, su un ramo (Tilaventum maius) ora prosciugato del fiume Tagliamento.
Nel marzo del 2023, durante i sondaggi eseguiti nell’ambito della procedura di verifica preventiva di interesse archeologico per la realizzazione del metanodotto Mestre-Trieste, in località Belvedere ad una profondità di 1,70 metri sono state rinvenuti dei resti strutturali di un insediamento d'età romana che in base alla stratigrafia indagata, ai materiali raccolti ed alle tecniche murarie utilizzate potrebbe risalire tra il I o II sec. d.C. al IV d.C.
Gli scavi hanno portato alla luce i resti di due edifici oltre che a un tracciato viario che li divide. Di uno dei due è stato individuato un unico ambiente con una pavimentazione in tessere di laterizio e strutture murarie a livello di fondazione. L'altra struttura invece è formata da 3 ambienti e un’area esterna, i piani pavimentali sono in frammenti laterizi e ghiaia. Tra i due edifici è stato identificato un piano lastricato con solchi di carro ben visibili.
Il castello di Cordovado (Borgo Castello) venne poi fortificato tra il XI e il XII secolo dai vescovi di Concordia acquisendo funzioni ecclesiastiche, militari e civili grazie alla sua posizione vantaggiosa. Nel XV secolo, col passaggio della Patria del Friuli alla Repubblica di Venezia perse i suoi poteri militari.
La prima nomina ufficiale di Cordovado avviene in un documento del 1186, dove è indicato come possedimento concesso da papa Urbano III al Vescovo di Concordia Sagittaria.
Fu da sempre possedimento dei vescovi di Concordia (tanto da diventarne residenza estiva e sede sussidiaria), che lo governarono tramite un gastaldo, carica questa attribuita alla famiglia dei Ridolfi che aveva il compito di risiedervi stabilmente, di custodirlo, di difenderlo, di amministrarlo e amministrarvi la giustizia (venne concessa alla comunità ampia autonomia, come la giurisdizione penale e lo Statuto del 1337). …
Monumenti e luoghi d'interesse
Si è scelto di dividere la sezione in 4 sotto-sezioni in base al contesto storico-geografico.
L'attuale area fortificata è il risultato di modifiche e stratificazioni che si sono succedute nel tempo, quelle più significative tra Seicento e Ottocento. La cerchia esterna di mura, con terrapieno, fossato, due torri portaie ancor oggi presenti per l'accesso da nord (oggi nota come Torre dell'Orologio) e da sud, nel basso medioevo racchiudeva uno spazio interno costituito dal castello vescovile, a sua volta munito di mura e fossato con ponte levatoio, mastio e altri edifici; accanto sorgeva il borgo.
L'ultima descrizione a noi giunta del castello appartenuto ai vescovi di Concordia risale al 1856, poco prima del suo abbattimento definitivo.
Lungo il tratto delle mura meridionali si notano il bastione sud-ovest, i resti del fossato e, vicino alla torre portaia sud, le case costruite all'interno del recinto nel XIX secolo. Delle due torri portaie, la meridionale conserva la postierla, invece la settentrionale (Torre dell'Orologio), le scale e i camminamenti in legno al suo interno.
Un nucleo di edifici di fronte al castello era adibito ad abitazioni del personale amministrativo. Due di questi edifici si svilupparono poi, a partire dal tardo medioevo, come abitazioni signorili: il Palazzo Bozza-Marrubini vicino alla Torre dell'Orologio (torre di accesso da nord), il Palazzo Agricola più spostato a sud. Hanno aspetto architettonico rinascimentale, con ampie arcate al piano terra e trifore di ampio respiro e sono dotati di giardino sul retro.
Il Palazzo Bozza-Marrubini conserva internamente cicli di affreschi settecenteschi di Giovanni Francesco Zamolo che rivestono una notevole importanza per la storia locale poiché riproducono scorci urbani dell'epoca, con il castello e i palazzi dell'antico paese.
Ricavato nella seconda metà del Seicento da strutture preesistenti a fianco dell'antico castello, il palazzo fu eretto dai nobili Attimis. A tre piani, ha un'elegante facciata con un ampio portone d'ingresso e una trifora che lo sormonta, ad illuminare il grande salone di ricevimento. La scalinata che conduce al portone d'ingresso è stata costruita dove esisteva un ponte levatoio del castello. Il palazzo ha un grande parco che si sviluppa verso la campagna. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cordovado».
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Domande frequenti
Dove si trova Cordovado?
Cordovado si trova nel comune di Cordovado, in provincia di Pordenone (Friuli-Venezia Giulia). Coordinate: 45.85000, 12.88333.
Cosa vedere vicino a Cordovado?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Cecchini (a 0 m), Sesto al Reghena (a 5,2 km), Abbazia di Santa Maria in Sylvis (a 5,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Cordovado panorama — intoinside, CC BY 3.0
- Cordovado - Spaccafumo 2021.12.28 — Frto, CC BY-SA 4.0
- Cordovado Veduta 01 — Sirleonidas, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
