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Foto: Postcrosser, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Branca Doria
Palazzo storico di Genova
In breve
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°24′30″ N, 8°55′59″ E
- Indirizzo
- Vico Doria, 1
Storia e descrizione
Il palazzo Branca Doria, conosciuto anche come palazzo Doria-Centurione, è un edificio storico italiano, sito fra vico Falamonica 1 e vico Doria 13, nel centro storico di Genova.
Perfettamente inserito nella conformazione tardo duecentesca di piazza San Matteo (della quale è il palazzo più antico), si trova all'angolo immediatamente a sinistra della chiesa di San Matteo, alla quale è collegato da un archivolto che scavalca l'accesso al chiostro trecentesco.
È uno dei Palazzi dei Rolli che furono designati, al tempo della Repubblica di Genova, a ospitare gli ospiti di alto rango durante le visite di stato per conto del governo genovese. Il palazzo è presente una sola volta nei rolli, a nome di Gio. Batta e Gio. Stefano Doria (rollo 1599).
Dal 1947 è sottoposto a vincolo di tutela da parte della soprintendenza.
Branca Doria
Appartenuto a Branca Doria, conosciuto per la citazione che fa di lui nella Divina Commedia Dante Alighieri collocandolo all'inferno sebbene ancora vivente. E, subito dopo averlo ritratto come personaggio infernale, il sommo poeta coglie lo spunto per scagliarsi contro i genovesi:
L'individuazione del palazzo si fonda sul documento rinvenuto da Arturo Ferretto che, relativamente all'eredità venuta a Branca Doria dalla divisione dei beni paterni, veniva a possedere questa casa grande del valore di Lire 200, situata nel vico di San Matteo presso il pozzo e confinante sul retro con la canonica di San Matteo e sul lato con la casa di altri Doria, eredi questi di Gavino e Pietrino Doria. Il passaggio risale all'"Anno 1276, 3 maggio".
Storia e descrizione
Si può presumere, dalla posizione allineata alla tardo duecentesca chiesa di San Matteo e dallo stile gotico, che nel 1276 il palazzo fosse di recente costruzione. La sua realizzazione coincide col rinnovo generale della piazza del secondo Duecento, epoca in cui la famiglia gode di maggiori potere e ricchezza.
Vengono costruiti nuovi palazzi e la chiesa di San Matteo è completamente ricostruita attorno al 1278 in posizione differente: se la precedente chiesa romanica occupava quasi tutto lo spazio della piazza, la ricostruzione gotica - corrispondente all'attuale edificio - arretra la facciata allineandola al fronte del palazzo di Branca Doria.
L'atto del passaggio ereditario del 1276 cita il vicolo di San Matteo anziché la piazza, intendendo pertanto il passaggio lungo il fianco della precedente chiesa romanica, sedime che la chiesa gotica libera di proposito, allineandosi al palazzo di Branca Doria. Il legame con questo si rinsalda ulteriormente quando si realizza il chiostro tra il 1308 e il 1309, con accesso passante sotto l'arcata laterale.
Realizzato da maestranze antelamiche attive a Genova, l'edificio aveva funzioni di rappresentanza e corrispondeva alla tipologia dei palazzi locali dell'epoca: dotato di ampio portico a quattro arcate al piano terra, corrispondente alla parte commerciale. In seguito altre maestranze antelamiche ricompongono al suo interno il vasto cortile con scala loggiata e le colonne ornate da capitelli finemente lavorati. …
Le collezioni d'arte
Quale dimora patrizia il palazzo conservava una ricca quadreria, ovvero quanto restava delle collezioni messe insieme nella prima metà del Seicento dai fratelli Marco Antonio, che qui abitò, e Gio.Carlo Doria. Dei quadri fornisce un elenco la guida dell'Anonimo del 1818 (edizione Sagep), quando il palazzo apparteneva ancora agli eredi del fu Giuseppe Doria.
Tele in una prima sala al secondo piano:
Giovanni Battista Paggi: La strage degli innocenti (un grande frammento sopravvive al Museo Civico e Diocesano di Colle di Val d'Elsa - Siena)
Guilliam Van Deynen (ma allora ritenuto Rubens): miniatura col ritratto di Agostino Doria in veste di doge circondato da tutta la sua famiglia (oggi in collezione privata)
Van Dyck: ritratto di Giovan Luca Doria
Giusto Sustermans: ritratto di Marcantonio Doria (oggi in collezione privata)
Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto: Cristo morto (oggi alla National Gallery di Londra)
Bernardo Strozzi: Generosità di Alessandro Magno ovvero Alessandro Magno rende la corona ad Abdolomino (oggi al Fuji Art Museum di Tokio)
Il ripristino delle strutture medievali
Poco prima degli anni 1930 i restauri diretti da Orlando Grosso scrostarono parzialmente gli intonaci post-rinascimentali per riportare in vista parti dell'architettura medioevale duecentesca, con le arcate ogivali dal tipico paramento murario a strisce bianche e nere (o grigio arenaria, colore della pietra di Promontorio, dal nome delle cave situate sulle alture di Sampierdarena), bicromatismo tipico del gotico genovese.
Il portico, tamponato da murature successive, nei secoli XIII-XIV si apriva sulla piazza con un'unica grande arcata e sul vicolo da quattro. L'arcata sulla piazza è segnata dalla ghiera a conci bianchi e neri; accanto ad essa, perpendicolare in pianta, sta l'arcata che permette l'accesso al retrostante chiostro di San Matteo.
A conclusione di questo piano terra corre il fregio di archetti ciechi di pietra nera, parzialmente interrotto dalle seicentesche mensole dei poggiolo, ornate di mascheroni. Queste nuove bicature, due porte finestre con poggioli aggettanti dalle balaustre marmoree, interrompono la continuità medievale.
Il fronte laterale sul vicolo Doria, prospetto laterale meno visibile per la ristrettezza del passaggi, è meno aulico. Il restauro di Grosso riporta alla luce le quattro grandi arcate nel vicolo, a sesto acuto, ma in laterizio, e rette da pilastri ottagoni di pietra poggianti sullo spesso muro di base in pietra squadrata. In origine pertanto tutto il piano terra si apriva all'esterno con un portico a quattro campate, secondo la tipologia del palazzo a portico in auge a Genova fra il XII e il XIV secolo.
Questi portici, ammirati da Francesco Petrarca al suo passaggio a Genova, erano privati e non pubblici, relativi alle operazioni commerciali; vennero nella la maggior parte otturati dal rinnovo edilizio del XV secolo.
Subito sopra le arcate del portico otturato, su entrambi i fronti, corre il fregio di archetti ciechi, qui in mattoni con peducci di pietra.
I capitelli gotici dei pilastri, al momento delle modifiche post-medioevali, vennero limati ed amputati delle sporgenze – cornici e foglie a gocce d'acqua o forme a crochet – in questo palazzo come negli altri della piazzetta, per uniformare le superfici murarie, altrimenti discontinue per le varie preesistenze, arcate, loro tamponamenti, bucature chiuse, ecc. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Branca Doria».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Branca Doria?
Palazzo Branca Doria si trova nel comune di Genova, in provincia di Genova (Liguria), all'indirizzo Vico Doria, 1. Coordinate: 44.40839, 8.93309.
Cosa vedere vicino a Palazzo Branca Doria?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Giorgio Doria (a 0 m), Palazzo Doria-Danovaro (a 0 m), Palazzo Lamba Doria (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Palazzo Doria-Centurione01 — Postcrosser, CC BY-SA 4.0
- Genova, Palazzo di Branca Doria — Palickap, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Branca Doria 01 — Anonimogenovese, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Doria-Centurione02 — Postcrosser, CC BY-SA 4.0
- 07 Genua Innenstadtansicht (7776545234) — VillageHero from Ulm, Germany, CC BY-SA 2.0
- Genova-AP-1010488 — Antoine Pitrou, FAL
- Genova-DSCF8020-bis — Twice25 & Rinina25, CC BY 2.5
- Genova-DSCF8022 — Twice25 & Rinina25, CC BY 2.5
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze