Museo Opificio Rubboli
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Foto: Tanocanario, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo Opificio Rubboli

Museo italiano a Gualdo Tadino

Gualdo Tadino (PG), Umbria

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Coordinate
43°13′54″ N, 12°47′15″ E
Indirizzo
Via Pico Discepoli 21, Gualdo Tadino

Storia e descrizione

Il Museo Opificio Rubboli si trova nel comune di Gualdo Tadino, aperto nel 2015 nei locali della manifattura ottocentesca di maioliche a lustro, conserva gli antichi forni a muffola, realizzati seguendo il disegno del trattatista rinascimentale Cipriano Piccolpasso (1558).

L’apparato produttivo originale che comprende torni, vasche, mensole, forni, oltre a stampi, utensili, ossidi e pigmenti, restituisce un vero brano di histoire événementielle, nella sua rispondenza a un ambiente reale di centocinquanta anni fa.

Le sale espositive coincidono quindi con i luoghi in cui furono realizzate le ceramiche appartenenti alla collezione museale.

La storia

La manifattura Rubboli era dedita alla fabbricazione di maioliche a lustro oro e rubino che replicavano a livello tecnico e stilistico quelle del celebre ceramista rinascimentale Maestro Giorgio Andreoli (Intra, 1465-70 – Gubbio, 1533).

Nacque ad opera di Paolo Marino Rubboli (Fiorenzuola di Focara, 1838 – Gualdo Tadino, 1890), un pioniere del revival del lustro nel XIX secolo.

Anche il fratello maggiore di Paolo, Vincenzo Rubboli (Fiorenzuola di Focara 1835 – Roma 1896), ebbe con tutta probabilità un ruolo significativo nella fondazione della ditta, quando nel 1863, mentre si trovava a Fabriano presso la fabbrica Miliani, scrisse alla Ferniani di Faenza, proponendo una formula per il lustro già sperimentata con successo. Dieci anni più tardi sarà Paolo ad avanzare un’offerta simile allo stesso destinatario.

Paolo Rubboli si stabilì a Gualdo Tadino nel 1875, iniziando a lavorare nell’ex convento di San Francesco, in un’impresa di cui era titolare il collezionista e mercante d’arte antica, Marcello Galli Dunn. Tale sodalizio ebbe vita breve, terminando l’anno successivo. L’attività venne quindi rilevata da Paolo che, forse con il sostegno economico del fratello, riuscì ad affermarsi nella realizzazione di pregiate maioliche neo-rinascimentali, impiegando una tecnica da poco riscoperta dopo un oblio di due secoli e mezzo. Nel suo progetto fu affiancato dalla terza moglie, la ceramista Daria Vecchi Rubboli (Fabriano,1853 – Gualdo Tadino 1929) che ne condivideva la passione e quei segreti di bottega, senza i quali il lustro non sarebbe riuscito.

Nel 1878 furono donati alla municipalità di Gualdo Tadino due piatti da parata, uno con lo stemma comunale e l’altro con la Bottega del pittore Matteo da Gualdo, firmati sul verso con la frase “Giuseppe Discepoli pinse, Paolo Rubboli iridiò”. La donazione era accompagnata da una lettera di Paolo, utile per ricostruire le vicende riguardanti la genesi della manifattura e comprendere l’entusiasmo dei ceramisti che avevano contribuito alla riscoperta del lustro. …

Sale Espositive

La sala, che costituisce l’inizio del percorso museale, è l’unica ad affacciarsi sulla strada piuttosto che sul cortile interno, diversamente dagli altri ambienti dell’edificio. Presenta un tornio con due ruote, i rispettivi sedili e vari piani di appoggio, oltre a mensole con stampi, una light box con la fotografia di un momento di vita dell’opificio negli anni quaranta, il ritratto fotografico di Paolo Rubboli e la copia anastatica della lettera che Paolo inviò alla municipalità nell’agosto del 1878.

Nella vetrina centrale si trovano le maioliche più antiche della collezione, appartenenti alla fase iniziale della manifattura, tra le quali va menzionato un servizio di piatti e vassoi da portata in terraglia, con busti-ritratto di imperatori romani. Sono presenti anche opere appartenenti ad altre ditte coeve, come la Ginori di Doccia, la Miliani di Fabriano e la Farina di Faenza.

Accanto alle ceramiche è esposta anche un’edizione a stampa del 1879 del trattato di Cipriano Piccolpasso, Li tre libri dell’arte del vasaio (1558). Il volume, fonte di ispirazione indispensabile nella riscoperta della tecnica del lustro, è aperto sulla tavola che riproduce dettagliatamente il forno a muffola della bottega del figlio di Mastro Giorgio, Vincenzo, così come lo vide lo stesso Piccolpasso.

La seconda sala, oltre agli stampi in gesso, alle foto di famiglia, ai disegni e al Diploma per la Maiolica Iridiata che Daria ottenne nel 1899, contiene in una parte della vetrina alcune maioliche a lustro della fase di Paolo. Tra queste compare il piatto con Cristo nella casa del Fariseo, copia dell’originale cinquecentesco di Maestro Giorgio, attualmente al Metropolitan Museum di New York. La maggior parte delle opere in mostra appartiene però al periodo in cui la manifattura era diretta da Daria Rubboli, dal 1890 al 1920.

Vi sono inoltre due mattonelle (una di William de Morgan, l’altra di Galileo Chini), un vasetto e un piatto entrambi di Ulisse Cantagalli, ad attestare il fascino esercitato dal terzo fuoco sugli artisti delle Arts & Crafts e dell’Art Nouveau. …

Proprietà e gestione

Il Museo Opificio Rubboli è di proprietà del Comune di Gualdo Tadino che ne ha curato il restauro, su progetto degli architetti Maria Carmela Frate e Nello Teodori, aprendolo al pubblico il 15 gennaio del 2015. La proprietà comunale riguarda inoltre circa un terzo della collezione di maioliche, mentre le altre, appartenenti a Maurizio Tittarelli Rubboli, sono in comodato d’uso presso il museo.

Il magazzino, situato nel cortile di fronte all’opificio e attualmente adibito a showroom, nonché a biglietteria durante l’orario di apertura del museo, è proprietà di Maurizio Tittarelli Rubboli, insieme al giardino, nel quale è consentito l’ingresso ai visitatori.

L’accesso al museo è garantito dal Polo Museale di Gualdo Tadino che lo gestisce per conto del comune, mentre l’Associazione Culturale Rubboli si occupa di conservazione, promozione e ricerca, contribuendo a rendere il Museo Opificio Rubboli un centro attivo e dinamico, attraverso pubblicazioni, mostre, convegni ed eventi.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo Opificio Rubboli».

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  1. 2015Apertura

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Museo Opificio RubboliVia Pico Discepoli 21, Gualdo Tadino
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Domande frequenti

Dove si trova Museo Opificio Rubboli?

Museo Opificio Rubboli si trova nel comune di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia (Umbria), all'indirizzo Via Pico Discepoli 21, Gualdo Tadino. Coordinate: 43.23157, 12.78738.

Cosa vedere vicino a Museo Opificio Rubboli?

Nei dintorni si trovano: Rocca Flea (a 200 m), Esanatoglia (a 13 km), Nocera Umbra (a 13,4 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Museo Opificio Rubboli - Sala della Fornace - Aldo Ajò — Tanocanario, CC BY-SA 4.0
  2. Sala Daria Rubboli – Sala della Formatura — Tanocanario, CC BY-SA 4.0
  3. Sala Lorenzo e Alberto Rubboli – Sala della Smaltatura — Tanocanario, CC BY-SA 4.0
  4. Sala Paolo Rubboli – Sala della foggiatura — Tanocanario, CC BY-SA 4.0
  5. Sala delle Muffole – Sala del Riverbero — Tanocanario, CC BY-SA 4.0
  6. Sala Società Ceramica Umbra – Sala della Fornace — Tanocanario, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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