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Foto: Theluoz, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1862
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°20′08″ N, 12°54′13″ E
- Indirizzo
- Piazza Giovanni Paolo II, 60044 Fabriano
Storia e descrizione
La Pinacoteca civica "Bruno Molajoli" di Fabriano nasce nel 1862 ed è situata presso l'Ospedale di Santa Maria del Buon Gesù. La pinacoteca venne intitolata nel 1988 a Bruno Molajoli, storico dell'arte fabrianese e direttore delle Belli Arti negli anni Sessanta.
La collezione storica si distingue soprattutto per la sezione di arte medievale che raccoglie affreschi, tavole e rare sculture lignee della seconda metà del XIII e del XIV secolo: in particolare si segnalano le opere di scuola fabrianese, di alcuni anonimi maestri giotteschi e di Allegretto Nuzi. I secoli successivi sono poi documentati da alcune personalità artistiche come Antonio da Fabriano, eccentrico protagonista del 1400 marchigiano, Simone De Magistris, pittore visionario di Caldarola, e Orazio Gentileschi, notissimo maestro caravaggesco. Infine, a partire da ottobre 2015 è stata allestita una nuova sezione di arte contemporanea, che raccoglie i principali artisti del '900 italiano donata da Ester Merloni alla città di Fabriano.
Storia
La pinacoteca venne fondata nel 1862 dall'allora sindaco del Comune di Fabriano Andrea Stelluti Scala, aiutato dallo storico Oreste Marcoaldi, il quale redasse un catalogo delle opere esposte. Venne riunito all'interno del Palazzo Comunale, già Palazzo Chiavelli, un primo nucleo di opere, provenienti da chiese e luoghi di culto della città e del territorio. Il primo allestimento espositivo comprendeva già importanti testimonianze pittoriche degli artisti fabrianesi dei secoli XIV e XV, come il "Trittico" di Allegretto Nuzi, e la "Dormitio Virginis" di Antonio da Fabriano. Nel tempo, le famiglie Bargagnati, Miliani, Zonghi-Lotti donarono alla Pinacoteca dipinti di loro proprietà.
Fra il 1911 e il 1913, la raccolta si arricchì della collezione di arazzi di manifattura fiamminga del XVI e XVII secolo e di dipinti di Scuola Fabrianese del XIV secolo, di proprietà del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di San Venanzio. Fu necessario trasferire la collezione in una nuova e più adeguata sede espositiva, individuata in alcune sale del Palazzo Vescovile.
Tra il 1920 ed il 1922 il Prof. Luigi Serra, Soprintendente alle Antichità e Belle Arti per le Marche, curò il nuovo ordinamento della collezione grazie all'ottenimento di due nuovi locali concessi dal Vescovo pubblicandone il relativo catalogo.
Durante la seconda guerra mondiale, il patrimonio artistico della Pinacoteca venne depositato nella rocca di Sassocorvaro (PU), preservandolo dai rischi di danneggiamento e dispersione. Dopo gli eventi bellici, la collezione ritornò all'interno del Palazzo Vescovile e il nuovo allestimento fu inaugurato il 10 agosto del 1952.
Nel tempo si fece sempre più pressante l'esigenza di trovare una nuova sede alla Pinacoteca; si individuò il complesso dello Spedale di Santa Maria del Buon Gesù come possibile destinazione finale. In vista del trasferimento, la Pinacoteca chiuse alla fine del 1990. All'inizio del 1991, Giancarlo Castagnari coordinò il trasporto delle opere al Buon Gesù, sistemandole in due sale. Nel frattempo furono acquisiti anche i gruppi di sculture lignee policrome del Trecento. I lavori di allestimento terminarono nell'autunno del 1994.
Il 16 dicembre 1994 venne inaugurata e aperta al pubblico la nuova sede della Pinacoteca. …
Il complesso di Santa Maria del Buon Gesù
L'Ospedale di Santa Maria del Buon Gesù venne eretto nel 1456 da San Giacomo della Marca per riunire le varie strutture ospedaliere presenti in città in un unico edificio. Il complesso monumentale è stato costruito di fronte alla Cattedrale di San Venanzio, approfittando della donazione di alcuni terreni adibiti a giardini da alcuni notabili della città, e fino al 1983 è stato utilizzato come brefotrofio femminile e istituto psicopedagogico.
La struttura è un significativo esempio di architettura tardogotica nelle Marche. La facciata originaria è caratterizzata da un portico voltato a crociera, con cinque arcate a sesto acuto di diversa ampiezza che poggiano su pilastri cruciformi; nella parte superiore, invece, si aprono finestre bifore ad archetti trilobati iscritte entro un arco a tutto sesto.
Tra le bifore è visibile un'edicola dipinta inizialmente con una "Madonna col Bambino", poi ricostruita poiché fu danneggiata da una bomba nel 1945.
All'interno dell'oratorio, oltre alle lunette affrescate da Andrea Boscoli, è presente lo stendardo di dipinto intorno al 1460 dal Maestro di Staffolo che raffigura la "Madonna in adorazione del Bambino". Allo stesso pittore appartengono gli affreschi visibili sotto il portico. Inoltre nel chiostro si trova il pozzo a pianta ottagonale del 1483.
L'edificio è stato ristrutturato negli anni Novanta su progetto dell'architetto Bruno Rossi per accogliervi le opere della Pinacoteca.
Le collezioni
All'interno della Pinacoteca è possibile visitare 5 sale in cui è conservata la collezione storica al piano superiore. Da ottobre 2015 è stata allestita una collezione di arte contemporanea che ospita due sale con i maggiori artisti del Novecento, donata da Ester Merloni.
Fabriano già dal XIII secolo è un centro di produzione artistica e culturale di primo piano nel panorama umbro-marchigiano. In questa sala si conserva il pregevole ciclo di affreschi proveniente dall'ex convento fabrianese di S. Agostino, opera dell'omonimo maestro attivo nella seconda metà del Duecento. I tre affreschi rappresentano un vero e proprio spaccato di storia dell'ordine agostiniano che trova qui le più antiche rappresentazioni di alcuni soggetti come la consegna della regola agli eremiti da parte dello stesso S. Agostino e il santo eremita Guglielmo di Malavalle. L'anonimo maestro di S. Agostino è sicuramente ancora legato alla pittura di tradizione romanica, da molti considerato un artista di formazione umbra, da altri accostato all'area abruzzese e laziale.
Riconducibili invece all'area spoletina sono la croce dipinta e la scultura lignea: la prima, il Christus Patiens è opera autografa di Rinaldo di Ranuccio databile tra 1250 e 1260, forse proveniente da ambiente francescano, mentre la Madonna con Bambino della seconda metà del Duecento, è opera di un maestro anonimo, forse itinerante, ed è un esempio di ottima fattura e straordinaria ricchezza decorativa. …
Artisti e opere
Elenco degli artisti e le scuole d’arti presenti all’interno della Pinacoteca con le relative opere.
Rainaldetto di Ranuccio da Spoleto, “Croce dipinta”
Ignoto umbro, “Madonna con Bambino"
Maestro di Sant’Agostino, “Crocifissione”
Maestro di Sant’Agostino, “Sant’Agostino consegna la regola agli eremiti”
Maestro di Sant’Agostino, “San Guglielmo da Malavalle”
Maestro di Sant’Emiliano, “Madonna col Bambino, Santa Lucia, Santa Caterina d’Alessandria, Sant’ Emiliano”
Maestro di Campodonico,“Crocifissione”
Maestro di Campodonico,“Annunciazione e Flagellazione”
Puccio di Simone, “S.Antonio Abate tra i devoti”
Allegretto Nuzi, “Santa Caterina d’Alessandria e visione del suo sposalizio mistico”
Allegretto Nuzi, “Redentore in trono adorato dalla Vergine”
Allegretto Nuzi, “Gesù Bambino”
Allegretto Nuzi, “San Nicola da Tolentino, Sant’Agostino, Santo Stefano”
Allegretto Nuzi, “Madonna col Bambino, Santa Maria Maddalena, San Giovanni Evangelista, San Bartolomeo, San Venanzio”
Allegretto Nuzi, “Madonna col Bambino”
Maestro dei Magi (Giovanni di Bartolomeo?), “San Giuseppe”
Maestro dei Magi (Giovanni di Bartolomeo?), “I tre Re Magi”
Scuola di Allegretto Nuzi, “Sant’ Anna, la Vergine, il Bambino”
Scuola di Allegretto Nuzi, “Madonna della Grazie con due oranti”
Scuola di Allegretto Nuzi, “Quattro profeti”
Scuola di Allegretto Nuzi, “Madonna della Misericordia”
Francescuccio di Cecco Ghissi, “Madonna col Bambino, San Nicola da Bari, San Giovanni Evangelista, San Giovanni Battista, San Venanzo”
Francescuccio di Cecco Ghissi, “Madonna dell’Umiltà”
Francescuccio di Cecco Ghissi, “Angelo”
Maestro dei Beati Becchetti, “Cristo Crocefisso”
Maestro dei Beati Becchetti, “San Giovanni Evangelista”
Maestro dei Beati Becchetti, “Vergine Addolorata”
Maestro di San Verecondo, “Madonna col Bambino, Sant’ Agostino, San Verecondo”
Ottaviano Nelli, “Quattro miracoli del Beato Pietro Becchetti”
Maestro di Staffolo, “Vergine Adorante il Bambino, l’Eterno, S.Giovanni Battista, S.Caterina d’Alessandria” …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pinacoteca civica Bruno Molajoli».
Linea del tempo
- 1862Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappa- Museo diocesano di Fabriano0,0 km
Palazzo del Podestà0,1 km
Teatro Gentile da Fabriano0,1 km
Museo della carta e della filigrana0,3 km
Deposito attrezzato delle opere d'arte di Fabriano0,4 km- Archivio storico delle Cartiere Miliani Fabriano0,6 km
Museo speleo paleontologico e archeologico di Genga9,2 kmEsanatoglia10,0 km
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Domande frequenti
Dove si trova Pinacoteca civica Bruno Molajoli?
Pinacoteca civica Bruno Molajoli si trova nel comune di Fabriano, in provincia di Ancona (Marche), all'indirizzo Piazza Giovanni Paolo II, 60044 Fabriano. Coordinate: 43.33557, 12.90352.
Quanto costa l'ingresso a Pinacoteca civica Bruno Molajoli?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Pinacoteca civica Bruno Molajoli?
La datazione indicata da Wikidata è: 1862.
Cosa vedere vicino a Pinacoteca civica Bruno Molajoli?
Nei dintorni si trovano: Museo diocesano di Fabriano (a 0 m), Palazzo del Podestà (a 100 m), Teatro Gentile da Fabriano (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Facciata Spedale Santa Maria del Buon Gesù — Theluoz, CC BY-SA 4.0
- Fabriano - Pinacoteca civica Bruno Molajoli - 001 — Diego_Baglieri, CC BY-SA 4.0
- Fabriano - Spedale Santa Maria del Buon Gesù — Viaggiamocela, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze