Museo del Tesoro della basilica di San Francesco
  • Ingresso gratuito
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Foto: Chris Light, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo, 1926

Museo del Tesoro della basilica di San Francesco

Museo a Assisi, Italia

Assisi (PG), Umbria

  • Ingresso gratuito
Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1926
Superficie
523 m²
Coordinate
43°04′28″ N, 12°36′21″ E
Indirizzo
Piazza Inferiore San Francesco 2, 06081 Assisi

Storia e descrizione

Il Museo del tesoro della basilica di San Francesco è una raccolta d'arte sacra esposta in due sale del Palazzo Nord del Sacro Convento di Assisi, con accesso dal primo piano del rinascimentale Chiostro di Sisto IV, a ridosso dell'abside della celebre basilica che custodisce le spoglie del Poverello. Dal 1986 il Museo ospita la collezione F. M. Perkins comprendente le opere donate all'Ordine dei frati minori conventuali dal critico d'arte americano, terziario francescano, morto ad Assisi nell'ottobre 1955.

Il Museo aderisce all'Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (AMEI) e alla Rete museale ecclesiastica umbra

Storia del museo

Risale al 1930, tre anni dopo la restituzione ai frati della basilica e del Sacro Convento, la prima esposizione del tesoro nella sala Pio XI del Palazzo Ovest dello stesso complesso conventuale. Si volle così valorizzare ciò che dell'antico patrimonio era sopravvissuto all'usura del tempo, ma specialmente alle spogliazioni napoleoniche (nel 1798 vennero razziati circa 390 chili di suppellettili in argento e altri preziosi) e a quella della soppressione italiana del 1866, quando comunque la Camera del Tesoro, posta alla base del poderoso campanile, si presentava già tristemente dilapidata.

Dai documenti d'archivio e soprattutto dagli antichi inventari di sacristia (il primo è del 1338), possiamo conoscere qualcosa dell'evoluzione di questa raccolta. Ma ci sono altri testimoni: le prime biografie del Santo attestano, ad esempio, come nel 1230, in occasione della traslazione del corpo di Francesco nella nuova chiesa a lui dedicata, Gregorio IX inviò in dono «una croce d'oro, scintillante di pietre preziose, con incastonata una reliquia del legno della croce di Cristo. Oltre a ciò, oggetti di decorazione, suppellettile liturgica e altri oggetti utili al servizio dell'altare, molti preziosi e splendidi parati sacri».

A questi doni, tanti altri e molto preziosi fecero seguito tanto che la loro gestione dovette creare non poche difficoltà e forse anche qualche scrupolo ai seguaci del Poverello. A risolvere la questione intervenne nel 1254 Papa Innocenzo IV che con la bolla Dignum existimamus riconosceva ai frati il solo uso dei beni liberandoli così dalla preoccupazione della proprietà che, come per l'intero complesso santuariale, era stata evocata dalla stessa Sede Apostolica. Nel contempo si stabiliva l'assoluto divieto a chiunque di asportare, pignorare o alienare tale patrimonio. Una disposizione successivamente ribadita da papa Clemente X nel 1703.

Sede

Non è secondario contestualizzare l'esposizione nel complesso monumentale formato dalla basilica e dal Sacro Convento che costituisce il luogo originario in cui il tesoro si è andato formando e per cui alcune opere sono state addirittura create.

Le stanze in cui attualmente il Museo ha sede appartengono alla prima costruzione realizzata, per volere di Gregorio IX, a partire dal 1228 per la comunità dei frati. In tali ambienti ebbe certamente a dimorare per breve tempo anche lo stesso pontefice che aveva posto l'intero complesso sotto la sua immediata giurisdizione.

Nel 1756 il salone sopra l'antico dormitorio (l'attuale sala romanica) subì pesanti rifacimenti in stile neogotico della volta, interventi che oggi gli valgono il nome di "sala gotica". Proprio in tale sala dal 1977 è collocato il Tesoro mentre in quella attigua, verso il cosiddetto salone papale (primitiva sede del Museo stesso), la cosiddetta "sala rossa", venne nel 1986 esposta per la prima volta la collezione F. M. Perkins.

Nella seconda metà del secolo XX sono stati affidati al Museo i 56 dipinti e la scultura della cosiddetta Collezione F. M. Perkins, comprendente opere tra il XIV e XVI secolo tra cui – per citarne solo alcune – un San Francesco del Beato Angelico, la Madonna che adora il Bambino del Garofalo, due tavole di Giovanni di Paolo e tre di Pietro Lorenzetti, il San Sebastiano dell'Ortolano e il San Cristoforo del Sassetta.

L'attuale allestimento delle due raccolte risale all'anno 2000 quando il Museo fu riaperto dopo i danni alla struttura causati dal terremoto del settembre 1997.

Opere

Nonostante l'impoverimento subito nel corso della sua storia, quello che dell'antico tesoro si può oggi ammirare risulta ancora di notevole interesse lasciando immaginare quella che doveva essere la ricchezza storica e artistica originaria di questa raccolta, mantenutasi grosso modo intatta fino alla fine del secolo XVIII.

La raccolta si compone per la maggior parte di opere delle arti cosiddette minori, anche se non mancano alcune pitture e sculture.

Tra ciò che si è salvato dell'antico tesoro, troviamo significative testimonianze degli inizi della collezione e del suo carattere internazionale: opere di provenienza e origine francese (come i manoscritti miniati a Parigi verso la metà del Duecento, oreficerie tra cui il bel reliquiario della Veste Inconsutile e quello della Sacra Spina in stile gotico classico parigino della seconda metà dello stesso XIII secolo, una elegante Madonna con Bambino in avorio anch'essa in purissimo stile gotico francese del secolo XIV), fiamminghe (l'arazzo di Sisto IV con l'albero francescano e alcuni avori), tedesche (l'orologio donato nel 1701 dall'imperatore d'Austria Leopoldo I al padre Vincenzo Coronelli e alcune oreficerie austriache-Salisburghesi).

Le oreficerie sono predominanti: reliquiari di varie forme, provenienze, date e stili. Alcuni si distinguono per la loro singolarità come ad esempio quello di sant'Andrea (sec. XIII) e quello di sant'Orsola (sec. XIV), ornato da un bel vetro dorato e graffito. Fra i vasi d'altare spicca un folto numero di calici di varie epoche tra cui il più celebre è sicuramente quello d'argento dorato ornato di smalti di Guccio della Mannaia dono di Niccolò IV, il primo francescano a sedere sulla cattedra di san Pietro dal 1288 al 1292. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo del Tesoro della basilica di San Francesco».

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Museo del Tesoro della basilica di San FrancescoPiazza Inferiore San Francesco 2, 06081 Assisi
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Domande frequenti

Dove si trova Museo del Tesoro della basilica di San Francesco?

Museo del Tesoro della basilica di San Francesco si trova nel comune di Assisi, in provincia di Perugia (Umbria), all'indirizzo Piazza Inferiore San Francesco 2, 06081 Assisi. Coordinate: 43.07453, 12.60586.

Quali sono gli orari di Museo del Tesoro della basilica di San Francesco?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Lunedì: Chiuso; Da martedì a sabato: 10:00–17:00; Domenica: 11:00–17:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a Museo del Tesoro della basilica di San Francesco?

L'ingresso è gratuito.

A quando risale Museo del Tesoro della basilica di San Francesco?

La datazione indicata da Wikidata è: 1926.

Cosa vedere vicino a Museo del Tesoro della basilica di San Francesco?

Nei dintorni si trovano: Sacro Convento (a 0 m), Museo missionario multimediale d'Europa (a 200 m), Abbazia di San Pietro (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Crucifix, Museo del Tesoro di San Francesco 10-07 to 22 1037 — Chris Light, CC BY-SA 4.0
  2. Treasure Museum of the Basilica of Saint Francis in Assisi 01 — Carlo Dell'Orto, CC BY-SA 4.0
  3. Assisi - Museo del Tesoro della basilica di San Francesco - 2026-09-28 00-27-08 001 — Fraefe, CC BY-SA 4.0
  4. Scuola trapanese, cofanetto-reliquiario, ante 1465 (assisi, museo del tesoro di san francesco) — Sailko, CC BY 3.0
  5. Reliquiario del dito di s. andrea, 1278-1281 ca., in argento dorato, cristallo di rocca e granato rosso (assisi, museo del tesoro bsf) 00,1 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
  6. Reliquiario del dito di s. andrea, 1278-1281 ca., in argento dorato, cristallo di rocca e granato rosso (assisi, museo del tesoro bsf) 01 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
  7. Chalice Assisi Guccio di Mannaia 1 Entire Chalice — TimeForLunch, CC BY-SA 4.0
  8. Chalice Assisi Guccio di Mannaia 2 Detail Knop — TimeForLunch, CC BY-SA 4.0
  9. Chalice Assisi Guccio di Mannaia 3 Detail Name — TimeForLunch, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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