- UNESCO
Foto: Stifone, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, 1228
Sacro Convento
Convento dei francescani conventuali ad Assisi presso la Basilica di San Francesco
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, 1228
- Coordinate
- 43°04′29″ N, 12°36′20″ E
Storia e descrizione
Il Sacro Convento di San Francesco in Assisi, sorge nella città serafica accanto all'omonima basilica la cui costruzione fu inaugurata da papa Gregorio IX il 17 luglio 1228, all'indomani della canonizzazione del Poverello. L'accesso principale è dalla piazza inferiore di San Francesco.
Una fonte quattrocentesca motiva l'attributo "sacro" al fatto che il convento - cosa certamente singolare - sarebbe stato consacrato insieme alla basilica da papa Innocenzo IV nel 1253.
Nell'anno 2000, insieme ad altri siti francescani del circondario, il complesso monumentale costituito dalla Basilica e dal Sacro Convento è stato inserito nella Lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Origini, evoluzione strutturale e restauri del complesso
Dopo la morte di san Francesco fu papa Gregorio IX, già cardinale vescovo di Ostia (che lo stesso Francesco aveva ottenuto da papa Onorio III come "protettore" dell'Ordine) a voler la costruzione in Assisi di una specialis ecclesia dove custodire il corpo del Santo già sepolto nella chiesa di San Giorgio, entro le mura della città.
È frate Elia da Cortona, per conto dello stesso Pontefice, a ricevere la donazione da parte di Simone di Puzarello (o Pucciarello) di «unam terre positam in vocabulo collis inferni in comitatu Assisiensi» perché vi sia costruito un luogo, oratorio o chiesa «pro beatissimo corpore sancti Francisci».
Collis inferni (volgarizzato in Colle dell'inferno), forse per il suo aspetto selvaggio, ma più probabilmente inferius perché posto in basso rispetto alla città. Lì erano erette le forche per l'impiccagione dei condannati a morte ed è probabile che vi trovassero rifugio i lebbrosi. Una tradizione fa risalire la scelta del luogo al desiderio dello stesso Francesco di essere sepolto «Dove sonno le forche deli malfactori», mentre qualcuno vi indica uno dei luoghi dove Francesco si ritirava in solitudine e preghiera.
Il 17 luglio 1228, papa Gregorio IX - dopo che il giorno precedente aveva solennemente iscritto Francesco nell'albo dei santi - diede avvio alla costruzione della nuova chiesa accanto alla quale vennero contemporaneamente edificati i primitivi spazi (i loca della Regola non bollata o domus in quella del 1223) per i frati, con ogni probabilità sul terreno donato il 31 luglio successivo - questa volta direttamente alla chiesa di San Francesco - sito nella piaggia del colle della medesima chiesa, sopra il Tescio.
Il primo riferimento esplicito al convento è in un documento del 27 maggio 1239: una promessa di risarcimento fatta da frate Elia dominus et custos della chiesa di S. Francesco di Assisi e frate Giacomo da Bevagna, sindaco e procuratore della detta chiesa et conventus ipsius, atto redatto - scrive il notaio - apud dictam ecclesiam Sancti Francisci, in quadam camera ipsius ecclesie. …
Elementi decorativi
A differenza dell'attigua Basilica il complesso conventuale non presenta - salvo qualche eccezione che - particolari elementi di tipo decorativo.
Nell'estrema essenzialità degli ambienti primitivi (ancor oggi detti "di frate Elia") fa notizia il capitello della colonna al centro della sala del Capitolo, che sì può giustificare con il fatto che quell'ambiente sia nato insieme al cosiddetto palazzo papale, all'epoca di papa Innocenzo IV.
Da un punto di vista architettonico qualche elemento decorativo comincia a comparire nel secolo XV nel porticato (chiamato "il calce"), sul lato sud del refettorio grande, e nel chiostro della zona absidale che fu rinnovato per volere di Sisto IV, di cui porta ancora il nome.
Sul fronte della pittura c'è da segnalare il Cristo crocifisso con angeli e santi affrescata nella sala del Capitolo da Puccio Capanna (circa 1330) e, di qualche anno dopo, la pittura del refettorio di fra Martino di Assisi (per la quale il 17 maggio 1344 riceve 15 once di colore azzurro) della quale però non rimane che uno scarno riferimento d'archivio. Nel chiostro di Sisto IV invece l'assisano Dono Doni, insieme al figlio Lorenzo, nel 1564 realizza degli affreschi monocromi con episodi della vita di san Francesco e santa Chiara e, tra i quadri, tondi con il ritratto di illustri minoriti. Lo stesso Dono Doni realizzò per il refettorio "d'inverno" un'Ultima Cena (datata 1573) e, nel refettorio "grande", «un grande Crocifisso con, sullo sfondo, Gerusalemme e Assisi con il Sacro Convento». Quest'ultima opera fu sostituita nel 1760 dalla finta architettura con la scena della Conferma della Regola di Pietro Carattoli che disegnò anche la decorazione a stucco, poi realizzata dal folignate Vincenzo Cenci.
Tra le due ali del fabbricato sud, al piano terra, tra refettorio "grande" e dormitorio, rimane la decorazione settecentesca di quella che probabilmente fu la cappella dei novizi in cui, la presenza del ritratto di san Giuseppe da Copertino, beatificato nel 1753 e canonizzato 1767, offre il termine ad quem di una possibile datazione. Dello stesso periodo scudi con immagini sacre (Gesù, Maria, san Giuseppe e santi francescani) sopra le porte d'ingresso delle "celle" della vecchia infermeria, ora dormitorio inferiore, nello stesso fabbricato sud.
Dopo l'elezione nel 1769 del francescano conventuale papa Clemente XIV, venne decorata l'entrata ogivale del refettorio "grande", con lo stemma del Pontefice e le allegorie della pace e della giustizia.
Opere d'arte
Ultima Cena (1717), tela di Francesco Solimena sulla parete ovest del refettorio "grande". Fu commissionata dal Ministro generale Andrea Borghesi.
Beato Bonaventura da Potenza, (1776).
Estasi di san Giuseppe da Copertino (dopo il 1753-1767), tela dell'imolese Andrea Benedetto Fornioni.
Martirio di sant'Orsola (fine XVI inizi XVII secolo) del Melosso.
Storie di san Francesco (inizi XVIII secolo), quattro tele di Giuseppe Nicola Nasini di Siena.
Immacolata Concezione (1808), dipinto su tela di Andrea Pozzi.
Pio VII e Pio IX (1855), statue in marmo bianco di Francesco Gianfredi, donate da papa Pio IX (che fu terziario francescano) dopo il soggiorno al Sacro Convento del 7 e 8 maggio 1857. Originariamente collocate ai lati della scala che portava alla Tomba del Santo sono ora sistemate nell'ordine inferiore del chiostro di Sisto IV, a ridosso della parete est.
Otto bassorilievi in terracotta rivesta (XIX secolo) di Francesco Gianfredi raffiguranti la vicenda del corpo di san Francesco dalla sua morte alla sepoltura nella basilica a lui dedicata, al ritrovamento della tomba del 1818 e la sua gloria tra i santi dei tre ordini da lui fondati. Originariamente collocati a ornamento della Tomba del Santo sono ora sistemati nell'atrio di ingresso del convento.
Incontro di Francesco con Madonna Povertà (circa 1926), bassorilievo dell'artista torinese Stefano Vigna realizzato per il VII Centenario della morte di san Francesco. La scena si ispirata al canto XI del Paradiso di Dante, raffigurato insieme a papa Innocenzo III.
San Francesco (secondo decennio del XX secolo), bassorilievo di frate Luigi Sapia.
Vicende storiche
Le vicende del Sacro Convento sono ovviamente connesse a quelle della Basilica. Lo prova ad esempio la bolla di Bonifacio IX che il 28 agosto 1393 - dopo aver riparato al Sacro Convento dal luglio al settembre dell'anno precedente e aver personalmente constatato la necessità di urgenti interventi per la manutenzione della chiesa e dello stesso convento - concede privilegi spirituali a quanti daranno elemosine a favore del complesso monumentale e anche per il sostentamento dei frati, ridotti di numero per la mancanza di offerte e oblazioni.
Nel secolo XVII, dal 1639 al 1653, alloggiò presso il convento assisano frate Giuseppe da Copertino, un soggiorno obbligato per ordine dell'allora Sant'Uffizio che indagava sulle sue estasi. In occasione della visita di Eleonora Gonzaga-Nevers, moglie dell'imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando III, nell'aprile 1653 fu per lui allestito un piccolo appartamento (dove sono ancora conservate alcune memorie di allora) attiguo alla sala del Capitolo.
Nell'epoca moderna, dopo il saccheggio delle truppe napoleoniche del 1798, l'evento che maggiormente segnò la vita del convento - e della comunità che in esso viveva - fu la soppressione degli Ordini religiosi seguita all'unità d'Italia, in Umbria anticipata all'11 dicembre 1860 per effetto del cosiddetto Decreto Pepoli.
Il Comune di Assisi istituì in quell'occasione una fabbriceria che, per il servizio alla chiesa, provvedeva al mantenimento di alcuni religiosi alloggiati in una piccola zona del convento sul lato sud-est. Il resto del complesso, dopo quattordici anni di abbandono, nel 1875 divenne sede del Convitto nazionale per gli orfani degli insegnanti elementari.
Solo nel 1927, all'indomani delle celebrazioni per il VII centenario della nascita di san Francesco, grazie all'azione dell'allora Ministro generale Alfonso Orlich, il Sacro Convento fu restituito ai Frati minori conventuali che dovettero però costruire, nella parte alta della stessa città di Assisi, il «costosissimo collegio-convitto Principe di Napoli».
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Domande frequenti
Dove si trova Sacro Convento?
Sacro Convento si trova nel comune di Assisi, in provincia di Perugia (Umbria). Coordinate: 43.07472, 12.60556.
A quando risale Sacro Convento?
La datazione indicata da Wikidata è: 1228.
Cosa vedere vicino a Sacro Convento?
Nei dintorni si trovano: Museo del Tesoro della basilica di San Francesco (a 0 m), Museo missionario multimediale d'Europa (a 200 m), Abbazia di San Pietro (a 400 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Sacro Convento (Assisi) - Remote view — Stifone, CC BY-SA 4.0
- San Francesco d’Assisi , icona in stile bizantino — BogdanSolomenco, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze