- Gratis 1ª domenica
Foto: Lalupa, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1995
Museo nazionale romano di palazzo Massimo
Una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
- Gratis la prima domenica
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1995
- Superficie
- 4230 m²
- Coordinate
- 41°54′05″ N, 12°29′54″ E
- Indirizzo
- Largo di Villa Peretti, 2 - 00185 Roma
Storia e descrizione
Il Palazzo Massimo alle Terme è la principale delle quattro sedi del Museo nazionale romano, assieme alla sede originaria delle Terme di Diocleziano, che ospita attualmente la sezione epigrafica e protostorica, a Palazzo Altemps, sede delle collezioni rinascimentali di scultura antica, e alla Crypta Balbi, sede della collezione altomedievale.
È sito nel rione Esquilino, nei pressi della stazione Termini.
Storia
Palazzo Massimo fu ricostruito tra il 1883 e il 1886 dall'architetto Camillo Pistrucci sulla villa Montalto-Peretti, come sede di un collegio per i Gesuiti, che qui rimase fino al 1960.
Dopo alterne vicende fu acquistato dallo Stato nel 1981 e restaurato, su progetto dell'architetto Costantino Dardi. Tutto ciò fu reso possibile grazie al finanziamento di una legge speciale per la tutela del patrimonio archeologico romano.
Il palazzo si sviluppa su quattro piani e uno sotterraneo, in buona parte destinati all'esposizione delle collezioni, oltre a prevedere una serie di uffici, una biblioteca e una sala conferenze.
La sede museale venne inaugurata nel 1995 (quando fu aperto il solo pian terreno) e completata nel 1998 con l'apertura del primo e secondo piano oltre a quello interrato.
Il Museo e le collezioni esposte
L'area espositiva occupa quattro dei piani da cui è costituito il palazzo, essendo gli altri ambienti riservati ad uffici della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma.
L'allestimento museale è articolato in sottosezioni che illustrano i momenti più importanti della produzione artistica di Roma antica.
Il Museo ospita la "sezione di arte antica" con opere figurative di epoca tardo-repubblicana, imperiale e tardo-antica al pianterreno, primo e secondo piano (tra cui le opere d'arte delle grandi residenze dell'ordine senatorio, con originali greci portati a Roma in epoca antica) oltre ad una "sezione di numismatica e oreficeria" sugli aspetti dell'economia romana al piano interrato.
Piano terra
Il pianterreno ospita capolavori dell'arte romana, dalla tarda età repubblicana (con opere appartenute alle classi dirigenti del II-I secolo a.C.), all'epoca della dinastia Giulio-Claudia. Subito dopo la biglietteria si incontra una colossale statua di divinità femminile seduta. Essa proviene dalle pendici dell'Aventino ed è composta da numerose tipologie di marmi colorati antichi, secondo una tecnica molto apprezzata dagli scultori romani.
Questa statua è di età augustea ed è stata restaurata come Minerva, dove il viso è stato rifatto in gesso con le sembianze di dell'Atena Carpegna. Secondo recenti studi sembra però che la statua raffigurasse Magna Mater-Cibele, un'antica divinità anatolica, il cui centro principale del suo culto era Pessinunte in Frigia e che, a partire dalla seconda guerra punica, iniziò a proteggere i Romani.
Secondo gli oracoli dei Libri Sibillini, l'introduzione del culto della Magna Mater fu una condizione indispensabile per raggiungere finalmente la cacciata del nemico cartaginese dall'Italia. Nell'aprile 204 a.C. la pietra nera di Pessinunte giunse a Ostia e venne consegnata a Publio Cornelio Scipione Nasica, cugino di Publio Scipione e figlio di Gneo Scipione.
Nella "galleria I" sono esposti numerosi ritratti maschili e femminili anonimi. La disposizione evoca una galleria di antenati, sulla base di quanto realmente accadeva nelle abitazioni e monumenti funerari dell'antica Roma. Tra questi ritratti si ricorda quello di una donna anziana (da Palombara Sabina) e di un sacerdote di Iside della metà del I secolo a.C. (rinvenuto nel Tevere), caratterizzato da una testa rasata e una tipica cicatrice verticale. Il ritratto, severo e volitivo, prova la diffusione del culto egizio a Roma, contrastato spesso dalla nobilitas, alla fine impostosi nella capitale per l'associazione di Iside alla dea Fortuna.
Sempre nella "galleria I", troviamo il centro di un pavimento a mosaico di una villa romana (Tor Bella Monaca, Roma), che raffigurava un episodio del mito degli Argonauti, nel quale Hylas, il giovane compagno di Ercole, attinge acqua e una Ninfa si appresta a trascinarlo nella fonte. …
Piano primo
Al primo piano si giunge da un ampio scalone dove sono esposte in alcune nicchie le statue (copie o rielaborazioni da originali greci) delle più importanti divinità della religione romano-greca di provenienza dalle ville laziali: Giove, Apollo, Dioniso e Atena.
Qui sono esposti i capolavori della statuaria romana, dall'età dei Flavi alla tarda antichità, oltre a numerosi sarcofagi, pagani e cristiani, tra cui ricordiamo il sarcofago di Portonaccio. In un grande salone è riproposto l'antico "salone dei capolavori" del "Museo delle Terme", in cui sono esposte alcune importanti opere sulla scultura "ideale", utilizzata come prezioso arredo di ville dell'aristocrazia romana, come l'Afrodite accovacciata, due copie del Discobolo e alcuni originali greci (tra cui la Fanciulla di Anzio).
Nella "Galleria I" troviamo numerosi ritratti provenienti da Villa Adriana, la residenza imperiale voluta e costruita da Adriano a Tivoli. Qui sono esposti alcuni dei ritratti dei suoi successori: da Marco Aurelio, rinvenuto nella piazza d'Oro, a Bruzia Crispina, moglie di Commodo, fino ad un Caracalla in età matura (212-217 d.C.), la cui immagine si discosta da quella della dinastia degli Antonini, avendo una barba corta, il volto imbronciato e una leggera torsione del volto verso sinistra a ricordare il ritratto di Alessandro Magno.
Secondo un fenomeno che già si è potuto vedere al piano terreno riguardo alla dinastia giulio-claudia, il potere centrale utilizzò sempre più spesso il mezzo dell'iconografia per fini propagandistici e pubblicistici.
Nella "Sala I" sono contenute opere dedicata all'immagine degli imperatori flavi (69-96 d.C.), Vespasiano, Tito e Domiziano e di Nerva (96-98), che diede inizio agli imperatori adottivi (96-192). Tra questi ritratti, uno dei più importanti è sicuramente quello di Vespasiano, trovato nel Tevere (inv. 53), che appartiene alla corrente realista, tanto cara nel periodo tardo repubblicano, dove l'imperatore è rappresentato vecchio e rugoso, al contrario di quanto era accaduto dopo il classicismo dell'età giulio-claudia. Il significato di questo cambiamento nel gusto di questo regnante viene spiegato come il ritorno agli antichi valori del mos maiorum di epoca repubblicana. Al contrario con il figlio, Domiziano abbiamo un ritorno al filo-ellenismo. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo nazionale romano di palazzo Massimo».
Linea del tempo
- 1995Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei nel Lazio
- Gratis 1ª domenica
- Gratis 1ª domenica
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo nazionale romano di palazzo Massimo?
Museo nazionale romano di palazzo Massimo si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo Largo di Villa Peretti, 2 - 00185 Roma. Coordinate: 41.90136, 12.49836.
Quanto costa l'ingresso a Museo nazionale romano di palazzo Massimo?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo nazionale romano di palazzo Massimo?
La datazione indicata da Wikidata è: 1995.
Cosa vedere vicino a Museo nazionale romano di palazzo Massimo?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Massimo alle Terme (a 0 m), Horti Lolliani (a 100 m), Terme di Diocleziano (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Castro Pretorio - MNR Palazzo Massimo 1010397 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Antinous, from Hadrian's Villa, late Hadrianic period 130-138 AD, Palazzo Massimo alle Terme, Rome (12453833504) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
- 0 Apollon du Tibre - Pal. Massimo alle Terme (2) — Copy after Phidias (Greek, 5th century BC), CC BY-SA 3.0
- 0 Sarcofago delle Muse - Pal. Massimo alle Terme (1) — Unknown author Unknown author, CC BY-SA 3.0
- 0 Sarcophage de Marcus Claudianus - Pal. Massimo alle Terme (1) — Unknown artist Unknown artist, CC BY-SA 3.0
- 0 Aphrodite de Ménophantos - Pal. Masssimo alle Terme — Menophantos (signed), CC BY-SA 3.0
- Antinous, Palazzo Massimo — Tomk2ski, CC BY-SA 4.0
- Bust of Herodotus in Palazzo Massimo (Rome) — Livioandronico2013, CC BY-SA 4.0
- Bust of Philip V of Macedon in Palazzo Massimo (Rome) — Livioandronico2013, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze