Foto: Lalupa, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Fortezza / Torre, IV secolo a.C.
Mura serviane
Cinta muraria di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Fortezza / Torre
- Epoca
- Età antica, IV secolo a.C.
- Materiali
- Tufo
- Coordinate
- 41°54′06″ N, 12°30′06″ E
Storia e descrizione
Le Mura serviane sono le prime mura di Roma del VI secolo a.C., fatte costruire da Tarquinio Prisco, secondo la tradizione, poi ampliate e dotate di un ampio fossato dal successore, Servio Tullio, dal quale presero il nome.
Storia
La struttura urbana successiva alla cosiddetta Roma quadrata e fino alla costruzione, nel VI secolo a.C., delle mura serviane, si era basata su un processo di aggregazione tra le varie genti che occupavano i colli intorno al Palatino (Etruschi, Latini, Sabini), nucleo centrale della città, ed era organizzata in modo decentrato, nel senso che le varie alture costituenti la città non facevano parte di un'unica entità difensiva, ma possedevano, ciascuna, una sua struttura militare indipendente, affidata più alla forza e al valore degli uomini che non alle fortificazioni. La configurazione orografica dei colli era sufficiente a provvedere, da sola, alle necessità della difesa, eventualmente aiutata, dove si fosse rivelato necessario, dalla costruzione di mura o dallo scavo di un fossato e di un terrapieno (agger) tra Porta Collina e l'Esquilino, per una lunghezza di circa 6 stadi.
Le mura serviane arcaiche
Le prime difese unitarie di Roma erano rappresentate da un massiccio terrapieno costruito nelle zone più esposte della città (soprattutto nel tratto pianeggiante nord-orientale) e dall'unione delle difese individuali dei colli, ed è attribuito, come riferisce Livio, al sesto re romano (secondo dei tre etruschi), Servio Tullio, alla metà del VI secolo a.C.. La recinzione con le mura fu il culmine di un'intensa attività urbanistica, fondata sulla delimitazione territoriale della città in quattro parti (la "Roma quadrifaria"). Si tratta di una cinta muraria di almeno
Porte: si contavano circa 17 porte principali.
in blocchi squadrati di tufo del Palatino che fu poi utilizzato come appoggio per la fortificazione di un paio di secoli più tarda.
Su questa struttura si apriva, probabilmente, una porta per ogni altura: la Mugonia per il Palatino, la Saturnia (o Pandana) per il Campidoglio, la Viminalis, l'Oppia, la Cespia e la Querquetulana per i colli di cui portano il nome (Querquetulum era l'antico nome del Celio) e la Collina (per il collis Quirinalis).
Molto si è discusso sul tracciato e la consistenza di questa cinta, arrivando a dubitare della sua reale esistenza, ma oggi si tende a riconoscere come molto probabile la storicità dell'evento, grazie anche ai reperti archeologici. Esistono infatti alcuni reperti collocabili nella fase originaria della fortificazione, come i tratti di mura a piccoli blocchi di tufo del Palatino sull'Aventino e sul Campidoglio. Sul Quirinale e sull'Aventino invece la fortificazione doveva essere costituita da un più semplice terrapieno, alto cinque metri, ovvero l'agger descritto minuziosamente dalle fonti antiche ed oggi scomparso. …
Le porte
Uno tra i problemi più dibattuti e di difficile soluzione della topografia della Roma regia e repubblicana è quello delle porte; le notizie dirette sono pochissime ed i resti archeologici ancora più scarsi. Non sempre la loro posizione precisa è accertata e anche sul loro numero si hanno dei dubbi. All'epoca della fondazione da parte di Romolo dovevano essere, secondo Plinio, tre o forse quattro, aperte in una cinta muraria che racchiudeva il Palatino ed il Campidoglio. E questa notizia “storica” racchiude già un'imprecisione in quanto la presunta fondazione romulea si riferiva ad un centro abitato limitato al solo Palatino, mentre l'inclusione del Campidoglio è di un periodo posteriore. Varrone riferisce i nomi delle tre porte: “Mugonia” (presso l'Arco di Tito), “Romana” o “Romanula” (nei pressi della chiesa di Santa Francesca Romana) e “Januaria” o “Janualis” o “Trigonia” in posizione incerta, verso il colle Celio o verso il Tevere (vedi anche Roma quadrata). …
Il tracciato
Già prima della costruzione della cinta del VI secolo a.C., quindi nel periodo in cui ogni colle aveva una sua propria difesa, e prima ancora di essere incluso nell'ambito cittadino, il Campidoglio aveva una struttura difensiva autonoma. In realtà, ciascuna delle due alture di cui è composto il colle (l'Arx, dove sono ora la chiesa di S. Maria in Aracoeli e l'Altare della Patria, ed il Capitolium vero e proprio, sull'altro lato dell'odierna piazza del Campidoglio) aveva una sua propria cinta difensiva, collegata con l'altra, e provvista di porte autonome. Alcuni resti di queste antichissime difese, rivolte verso il Campo Marzio, sono ancora visibili nel giardino tra l'Aracoeli e la scalinata posteriore al Vittoriano. Il muro serviano, probabilmente duplicando quello del VI secolo, sfruttò questa difesa originaria, includendola nella cinta cittadina e congiungendosi ad essa approssimativamente nella zona del sepolcro di Gaio Publicio Bibulo, i cui resti sono ancora visibili nei pressi della fontana che si trova alla sinistra guardando l'Altare della Patria, all'inizio di via dei Fori Imperiali, dove si apriva anche la porta Ratumena (forse divenuta poi porta Fontinalis) che consentiva l'accesso a Roma dalla via Flaminia, lungo il tracciato dell'odierna via del Corso.
Da lì il muro arretrava verso la zona del Foro di Traiano (originariamente ad una quota un po' più bassa dell'attuale) per inerpicarsi poi di nuovo lungo le pendici del Quirinale, dietro i Mercati traianei e lungo la salita del Grillo, dove sono visibili alcuni resti sopravvissuti alle demolizioni operate nel 112 d.C. per la costruzione del Foro e la cosiddetta Torre delle Milizie, costruita forse su uno dei contrafforti del muro serviano. Poco oltre, a largo Magnanapoli, si trovava la porta Sanqualis: al centro della piazza sono conservate tre file di blocchi, 12 in tutto, di dimensioni 120x57x54 cm, appartenenti forse proprio alla struttura della porta. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura serviane».
Linea del tempo
- IV secolo a.C.Costruzione
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- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Mura serviane?
Mura serviane si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.90167, 12.50167.
A quando risale Mura serviane?
La datazione indicata da Wikidata è: IV secolo a.C..
Cosa vedere vicino a Mura serviane?
Nei dintorni si trovano: Porta Viminale (a 100 m), Museo nazionale romano di palazzo Massimo (a 300 m), Museo Nazionale Romano (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Ripa - le mura a via di sant anselmo 051211-06 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Esquilino - mura serviane all'auditorium 1120875 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Monti - mura serviane a Magnanapoli 1010002 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- S Sabina mura serviane 1150186 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- S Sabina mura serviane cisterna 1150183 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Sallustiano - mura serviane a via Salandra 01702 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Le mura di Servio (xilografia) — Unknown author Unknown author, Public domain
- Ripa - le mura a via di sant anselmo arco a porta raudusculana 051211-08 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
- Termini intérieur - muraille Servienne — Joël Thibault, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze