Museo di Palazzo Taglieschi
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Museo, 1975

Museo di Palazzo Taglieschi

Museo statale italiano nel comune di Anghiari (AR)

Anghiari (AR), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1975
Coordinate
43°32′27″ N, 12°03′23″ E
Indirizzo
Piazza Goffredo Mameli, 16, 52031 Anghiari

Storia e descrizione

Il Museo di Palazzo Taglieschi (nome per esteso Museo delle arti e tradizioni popolari dell'Alta Valle del Tevere) è un museo statale italiano con sede ad Anghiari, in provincia di Arezzo. È allestito nel palazzo Taglieschi, un'antica dimora sviluppatasi dall'unione di case-torri di origine medievale, un tempo abitazione dei Taglieschi, considerati la famiglia più ricca della zona tra il XV e il XVI secolo.

Il museo, inaugurato nel 1975, raccoglie opere d'arte che vanno dal XIV al XVIII secolo, provenienti da chiese ed edifici storici del territorio della Valtiberina, affiancate da un'ampia raccolta di oggetti d'uso domestico e agricolo legati alle tradizioni popolari della zona. L'opera più nota della collezione è la scultura lignea policroma della Madonna col Bambino di Jacopo della Quercia, databile attorno al 1420.

Storia

Il palazzo, dalle sobrie forme rinascimentali, sorge nel cuore del quartiere detto «del Borghetto», sull'attuale piazza Mameli (un tempo piazza del Borghetto).

L'edificio è il risultato dell'accorpamento di preesistenti case a torre d'impianto medievale, riadattate in forme rinascimentali nel corso del XV secolo. Un originario nucleo, in gran parte ligneo e munito di una torre angolare con funzione difensiva e di magazzino, fu parzialmente distrutto da un incendio nel 1307 e ricostruito, probabilmente per volere di Bartolomeo detto il Vecchietto, secondo la tipologia trecentesca della casa-torre mercantile. La data 1437, scolpita sulla facciata sotto lo stemma di famiglia, si riferisce alla ristrutturazione quattrocentesca condotta con l'accorpamento di più unità edilizie medievali. La successiva trasformazione dell'edificio secondo il gusto rinascimentale si deve al capitano di ventura Matteo di Antonio di Bartolomeo Taglieschi, detto Matteo Cane, al servizio di genovesi, fiorentini e bolognesi e più volte ambasciatore della comunità di Anghiari, attivo nella seconda metà del Quattrocento: nel 1472 guidò una delle compagnie anghiaresi all'assedio di Volterra agli ordini di Federico da Montefeltro. Le maestranze che vi lavorarono applicarono i canoni delle scuole fiorentina e urbinate. I Taglieschi erano ricordati come una famiglia «antica e onorata d'insegna».

Nell'aspetto complessivamente rinascimentale si conservano elementi dell'architettura medievale, come le finestre a sesto acuto della fiancata, l'avancorpo a sbalzo su mensoloni della facciata e l'ampio magazzino interno con volta a crociera.

L'edificio mantenne il nome dei Taglieschi anche dopo essere passato, dalla prima metà del Cinquecento, ad altre famiglie — gli Angiolieri, i Testi e i Lisi — fino al 1881, quando subì i rimaneggiamenti più gravi, con l'inserimento di tramezzi e soppalchi; nel secondo dopoguerra ospitò le famiglie più bisognose del paese. Il restauro che ne ha ripristinato l'aspetto gentilizio fu avviato negli anni sessanta del Novecento. …

Percorso espositivo e collezioni

Il percorso museale si articola in una ventina di sale disposte su quattro livelli, raccordate da una scala lignea in una insolita successione di ambienti che si conclude in una loggia vetrata affacciata sul borgo di Anghiari; l'ultimo livello, per ragioni di agibilità, non è di norma aperto al pubblico. Caratteristica peculiare dell'allestimento è l'accostamento delle opere d'arte maggiori a un'ampia raccolta di oggetti legati alla vita e alle tradizioni popolari della zona, d'uso domestico e agricolo.

Al piano terreno, attraverso frammenti scultorei e affreschi staccati, si documentano alcuni aspetti della storia della Valtiberina. Vi sono esposti materiali lapidei di varia epoca e provenienza, dai capitelli romani ai bassorilievi d'epoca gotica, provenienti principalmente da edifici della zona. Sulla facciata esterna dell'edificio, a destra dell'ingresso del museo, si trova un grande affresco raffigurante la Madonna col Bambino. All'ingresso del museo, presso l'inizio della scalinata, è collocata la lunetta in terracotta invetriata policroma con Gesù e la Samaritana al pozzo (145 × 295 cm), attribuita a Benedetto Buglioni, continuatore della tecnica robbiana, e datata al 1510-1520 circa; è realizzata in terracotta solo parzialmente invetriata, con gli incarnati non smaltati per un effetto più naturale. Il soggetto ben si prestava a coronamento di un lavabo: lo stesso tema era già stato svolto da Benedetto Buglioni nella lunetta del lavabo del refettorio di San Pietro dei Cassinesi a Perugia (1487-1490).

Sala IV (detta "la Grotta"): ospita utensili per la lavorazione del grano e delle olive, oltre a una macina in pietra e ai vasi per i colori che ricordano la produzione di stoviglie e tegami, attività che impegnava nel borgo dodici forni.

Sala V: raccoglie una serie di campane provenienti da edifici religiosi della zona, databili fra il 1300 e il 1600, e una raccolta di chiavi e chiavistelli, fra cui una singolare chiave utilizzabile all'occorrenza anche come arma da fuoco. …

Opere principali

La scultura lignea policroma raffigurante la Madonna col Bambino, considerata il capolavoro del museo, è attribuita a Jacopo della Quercia; per ragioni stilistiche la storica dell'arte Anna Maria Maetzke, nel catalogo della mostra senese Scultura dipinta (1987), ne ha fissato la datazione entro il 1420. L'opera fu eseguita per una chiesa di Anghiari su commissione della Compagnia di Santa Maria della Misericordia, come ricorda l'iscrizione dipinta sul basamento. Acquistata dallo Stato italiano nel 1977 tramite la Soprintendenza di Arezzo, proviene dalla cappella annessa alla villa di Sterpeto, presso Anghiari. La Vergine è raffigurata seduta in trono; il Bambino, in piedi e benedicente, è forse non pertinente, e le due figure — a lungo esposte separatamente — sono state ricomposte in modo unitario solo nei primi anni Duemila, dopo un restauro condotto negli anni ottanta del Novecento.

La grande pala in terracotta invetriata (185 × 187 cm) raffigurante la Natività e Santi, detta anche Pala Ducci, proviene dalla Badia di San Bartolomeo di Anghiari, dove era collocata sul secondo altare di destra della navata, e fu trasferita nel museo all'epoca del suo allestimento. Reca alle estremità della predella lo stemma dei Ducci d'Anghiari, famiglia originaria dell'Alpe di Catenaia: l'opera fu commissionata nel 1472 da Filippo Ducci, e in seguito donata alla Badia. È opera della bottega di Andrea della Robbia, ma la datazione e l'identificazione della mano interna alla bottega restano controverse. Un'ipotesi più antica, fondata su fonti documentarie locali, la riferiva a Giovanni della Robbia, lettura però scartata per l'incongruenza anagrafica con la data di committenza; il Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) la ricollega all'attività di Girolamo della Robbia; la scheda ufficiale della Direzione regionale Musei la riferisce a una collaborazione di Andrea con il figlio Girolamo, con datazione al 1505-1510 circa, mentre la critica più recente propende per il fratello Luca «il giovane».

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo di Palazzo Taglieschi».

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  1. 1975Fondazione e apertura

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Museo di Palazzo TaglieschiPiazza Goffredo Mameli, 16, 52031 Anghiari

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Domande frequenti

Dove si trova Museo di Palazzo Taglieschi?

Museo di Palazzo Taglieschi si trova nel comune di Anghiari, in provincia di Arezzo (Toscana), all'indirizzo Piazza Goffredo Mameli, 16, 52031 Anghiari. Coordinate: 43.54080, 12.05642.

Quali sono gli orari di Museo di Palazzo Taglieschi?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Tu, We, Th 09:15-18:00; Fr, Sa, Su, PH 10:15-19:00; Mo off; Jan 1 off; Dec 25 off. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Si può visitare gratis Museo di Palazzo Taglieschi?

Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.

A quando risale Museo di Palazzo Taglieschi?

La datazione indicata da Wikidata è: 1975.

Cosa vedere vicino a Museo di Palazzo Taglieschi?

Nei dintorni si trovano: Museo della battaglia e di Anghiari (a 0 m), Museo delle memorie e del paesaggio nella terra di Anghiari (a 0 m), Palazzo Marzocco (a 0 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Anghiari, palazzo taglieschi, esterno 01 — Sailko, CC BY 3.0
  2. Anghiari, palazzo taglieschi, interno 01 — Sailko, CC BY 3.0
  3. Anghiari, palazzo taglieschi, interno, caminetto 01 — Sailko, CC BY 3.0
  4. Anghiari, palazzo taglieschi, interno, caminetto 04 mascherone — Sailko, CC BY 3.0
  5. Anghiari, palazzo taglieschi, interno, scalinata 01 — Sailko, CC BY 3.0
  6. Anghiari, palazzo taglieschi, interno, scalinata 03 finestra con iscrizione — Sailko, CC BY 3.0
  7. Anghiari, palazzo taglieschi, interno, scalinata 04 porticciola — Sailko, CC BY 3.0
  8. Anghiari, palazzo taglieschi, portone — Sailko, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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