Foto: Urban38, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Superficie
- 100 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°22′14″ N, 11°40′12″ E
- Indirizzo
- Via Emilia Ponente 27
Storia e descrizione
Il santuario della Beata Vergine del Piratello è una chiesa, con annesso convento francescano, situata sulla via Emilia circa 3 km ad ovest di Imola. È la sede del più antico culto mariano della città.
Origine
Come molti altri santuari mariani, l'edificio è stato eretto nei pressi del luogo in cui avvenne un'apparizione della Madonna a un fedele. La tradizione vuole che Stefano Mangelli, un pio lombardo vissuto alla fine del Quattrocento, nel 1483 partisse da Cremona, diretto a piedi al santuario di Loreto per un pellegrinaggio. Egli stazionò a 3 km da Imola in un ostello. Era giovedì santo (che quell'anno cadeva il 27 marzo), nei suoi piani sarebbe dovuto arrivare a destinazione in tempo per la Pasqua. Prima di ripartire si fermò a recitare una preghiera davanti a un'immagine della Madonna, posta in un'edicola, ombreggiata da un piccolo pero (un piradèl in romagnolo).
In quel momento la Madonna gli apparve e gli parlò. Si presentò come “Immacolata Maria regina di vita eterna” e gli disse di presentarsi alle autorità imolesi per chiedere che in quel punto fosse costruito un santuario a lei dedicato. Poi fece fiorire un roseto, come prova della sua potenza. Si era in marzo: una fioritura fuori stagione.
Mangelli portò, a titolo di prova della veridicità del proprio racconto, i fiori di fronte alle autorità, che credettero ed esaudirono la richiesta della Vergine. Il Piratello è uno dei primi tre luoghi dove la Vergine ha annunciato di essere l'Immacolata Concezione.
Il santuario e il convento
Il 27 gennaio 1489 Caterina Sforza, signora all'epoca di Imola e Forlì, ottenne dal papa il permesso di costruire una chiesa con annesso convento. La consacrazione della chiesa avvenne il 27 marzo (anniversario dell'allocuzione mariana) 1492. L'edificio sacro, opera dei maestri Domenico e Zilio della Lobia da Lugano, ha forma rettangolare, con un portale sovrastato da un portichetto.
Caterina Sforza affidò la cura del sito ai frati del Terzo ordine regolare di San Francesco, nelle fonti citate anche come «Eremiti di Valverde» o «Romiti di Valverde». Con tal nome, infatti, erano conosciuti a Forlì questi frati, che avevano la loro chiesa (Chiesa di Santa Maria in Valverde) non distante dalla Rocca di Ravaldino.
Il beato Geremia Lambertenghi (1440 - 25 marzo 1513) fu il fondatore e il primo Superiore del convento, che esiste ancora oggi.
Nel 1525, durante un primo ampliamento della struttura, fu apposta una targa esterna in arenaria recante una dicitura che si può leggere tuttora:
L'edificio sacro fu ampliato fra il 1532 e il 1540.
L'interno della chiesa, restaurato nel 1883, è a due navate trasversali con decorazioni ottocentesche. Vi si possono ammirare:
l'affresco della Madonna del Piratello, di pittore anonimo del XV secolo. È collocato al centro della tribuna;
i dipinti raffiguranti i quattro Evangelisti (attribuiti alla scuola del Guercino);
il paliotto dell'altar maggiore della scuola del Guercino;
il pregevole ciborio in arenaria del 1494 circa, opera di Pier Severo da Piancaldoli ed Antonio da Reggio;
le vetrate del XV secolo rappresentanti l'Annunciazione, eseguite probabilmente su disegno di Guiduccio da Imola, conservate nel museo del Santuario;
una preziosa collezione di ex-voto in legno e alcuni antichi manoscritti, tra i quali uno autografo del beato Lambertenghi.
All'esterno è visibile il campanile, costruito nei primi anni dopo il 1500 su progetto del Bramante.
Nel 1798 i rivoluzionari napoleonici soppressero le congregazioni religiose nel territorio imolese. Il governo napoleonico, inoltre, effettuò la requisizione di parte degli immobili del santuario. …
Il culto mariano
Il 4 febbraio 1617 fu emanato dal Comune il provvedimento che autorizzava l'ingresso annuale dell'immagine della Beata Vergine nella cattedrale di Imola. Venne così confermato lo stretto legame che si era creato nel tempo tra la Sacra immagine e la città. Contestualmente i frati francescani incaricarono la Confraternita del Santissimo Sacramento del suo trasporto. La Madonna del Piratello fece il suo primo ingresso in città il 30 aprile dello stesso anno. Fu portata in processione lungo le vie della città nei tre giorni delle Rogazioni minori. In quella solenne occasione l'immagine della Vergine fu incoronata dal vescovo, il beato Rodolfo Paleotti, con un diadema d'argento.
Nel 1711 venne avviato l'iter per richiedere al Capitolo di San Pietro l'incoronazione ufficiale dell'immagine. La richiesta fu accolta ed il 15 agosto 1714 la Madonna venne solennemente incoronata con un diadema d'oro. In anni seguenti la sacra immagine fu proclamata dal Comune Decor Imolensium.
Ancora oggi il 27 marzo si celebra la Festa della Sacra immagine. Si rinnova il rito delle Rogazioni, con processioni per le vie di Imola, dove il popolo accompagna l'immagine della Beata Vergine. La Confraternita del Santissimo Sacramento effettua il trasporto fino a Imola e ne segue ogni movimento in città.
A Imola, la Madonna del Piratello è chiamata in romagnolo La Madòna d'e' Pradèl. Esiste il detto: Par la Madòna d'e' Pradèl u s'fa festa cun è brazadèl (in italiano: "Per la Madonna del Piratello si fa festa con la ciambella"). E ancora: Par la Madòna d'e' Pradèl t'an mëta vëja la gabêna e al caparèl (in italiano: "Per la Madonna del Piratello non mettere via la giacca e il cappello").
Le rogazioni con la Madonna del Piratello sono da sempre la processione religiosa più importante per la città di Imola. Fino alla metà del XX secolo, prima che la secolarizzazione dei costumi avesse assopito il credo religioso, l'ingresso in città della Madonna era un vero e proprio evento: la folla riempiva tutta la via Emilia e le strade confluenti.
Le rogazioni dette "minori" si tengono nei tre giorni precedenti la festa dell'Ascensione, cinque domeniche dopo la Pasqua. Oggi i festeggiamenti durano un'intera settimana, a partire dalla domenica precedente l'Ascensione. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo d’arte sacra del Santuario del Piratello».
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Come arrivare
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- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo d’arte sacra del Santuario del Piratello?
Museo d’arte sacra del Santuario del Piratello si trova nel comune di Imola, in provincia di Bologna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Emilia Ponente 27. Coordinate: 44.37049, 11.67012.
Cosa vedere vicino a Museo d’arte sacra del Santuario del Piratello?
Nei dintorni si trovano: Rocca Sforzesca - Collezioni d'armi e di ceramiche (a 3,5 km), Rocca sforzesca di Imola (a 3,5 km), Rocca di Dozza (a 3,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Ingresso del Museo d'arte sacra del Santuario del Piratello — Urban38, CC BY-SA 4.0
- Imola interno del Santuario della madonna del Piratello xilografia — Giuseppe Barberis, Public domain
- Imola Santuario della madonna del Piratello xilografia — Giuseppe Barberis, Public domain
- Imola, Santuario della Beata Vergine del Piratello, interno 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di Santa Maria del Piratello 16 — Maurolattuga, CC BY-SA 3.0
- Piratello di imola 2 church — Seauton, 13 April 2019, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze