Foto: Clawsb, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, XIX secolo
Museo civico Mons. Domenico Mambrini
Museo italiano a Galeata
Galeata (FC), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, XIX secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°59′07″ N, 11°54′20″ E
- Indirizzo
- Via Zanetti, 14 - loc. Pianetto, - Galeata
Storia e descrizione
Galeata (Gagliêda in romagnolo) è un comune italiano di 2 574 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Uno dei comuni storici della Romagna toscana, fino al 1923 ha fatto parte della provincia di Firenze.
Storia
Le più antiche tracce di frequentazione della valle del Bidente risalgono alla preistoria e alla protostoria, come documentano materiali litici e ceramici provenienti da insediamenti sparsi lungo il medio e alto corso del fiume, oggi conservati nel Museo civico 'Mons. Domenico Mambrini'.
In età protostorica l'area fu occupata da comunità umbre, inserite in una rete di scambi che metteva in relazione l'Appennino con la pianura e l'Adriatico. Fra il VI e il IV secolo a.C. le popolazioni umbre della valle del Bidente si concentrarono sul pianoro a nord dell'attuale abitato, dando origine al centro di Mevanìola, la cui denominazione richiama l'antica città umbra di Mevania (odierna Bevagna).
Dopo la conquista romana della regione, il centro fu elevato a municipium, inserito nella rete urbana dell'Italia nordorientale. La città romana di Mevanìola, identificata nel 1934 da monsignor Domenico Mambrini grazie al rinvenimento di mosaici pavimentali in località Monastero, presentava un impianto articolato a terrazze, con edifici pubblici disposti lungo un asse viario principale sul quale si affacciavano il foro, le terme e un teatro di impianto ellenizzante risalente al I secolo a.C..
L'economia si fondava su agricoltura, allevamento e sfruttamento delle risorse boschive, favorite dalla posizione strategica sui percorsi che collegavano la valle del Bidente con la Valle del Savio e l'Appennino tosco-romagnolo. Con la crisi dell'Impero romano d'Occidente e le invasioni barbariche del V secolo, il centro urbano andò incontro a un progressivo declino. Le devastazioni e l'insicurezza determinarono l'abbandono parziale di Mevanìola e il riutilizzo di strutture e materiali edilizi per la costruzione di nuovi insediamenti posti in posizione più facilmente difendibile lungo il fondovalle, dove si sviluppò l'abitato che darà origine a Galeata.
Intorno al 490 la tradizione agiografica colloca la fondazione dell'abbazia di Sant'Ellero sul rilievo che domina l'attuale abitato, da parte del monaco sant'Ellero, di origine umbra. …
Monumenti e luoghi d'interesse
Il centro storico di Galeata conserva l'assetto urbanistico originario di borgo medievale della Romagna toscana, caratterizzato da edifici porticati e da un tessuto architettonico omogeneo di gusto toscano. Le principali vie, IV Novembre e Ferdinando Zanetti, sono fiancheggiate da portici ad archi a tutto sesto, con case in laterizio e pietra serena, e costituiscono l'asse viario dell'antico abitato.
La chiesa principale di Galeata è la chiesa di San Pietro, in stile neogotico, con facciata in laterizio e rosone centrale. Un'iscrizione lapidea sulla facciata testimonia la fondazione medievale dell'edificio, risalente al periodo romanico. All'interno sono conservate opere lignee e tele di scuola romagnola del XVIII secolo.
La chiesa della Madonna dell'Umiltà sorge nel centro del paese e custodisce, in un altare barocco recentemente restaurato, l'immagine della Madonna, compatrona di Galeata insieme a Sant'Ellero. L'edificio, di origine seicentesca, presenta una navata unica con decorazioni a stucco e pale d'altare di scuola forlivese.
L'abbazia di Sant'Ellero, situata su un colle che domina la valle del Bidente, fu fondata tra il V e il VI secolo dal monaco Sant'Ellero, divenendo nei secoli un importante centro religioso e culturale dell'Appennino tosco-romagnolo. La chiesa conserva la cripta con il sarcofago del santo, colonne romane di reimpiego e un portale marmoreo del XII secolo.
La Chiesa di Santa Maria del Pantano è una delle più antiche pievi rurali del territorio forlivese. Situata nei pressi del fiume Bidente, è documentata già nell'VIII secolo e conserva un impianto preromanico a navata unica, con abside semicircolare e copertura lignea. All'interno sono visibili frammenti di affreschi trecenteschi e un fonte battesimale romanico in pietra locale.
In via IV Novembre si trova il palazzo che fu sede della curia abbaziale di Sant'Ellero fino al 1787, nel quale è murato lo stemma del cardinale Pietro Aldobrandini, abate commendatario e arcivescovo di Ravenna. …
Cultura
Sito nella frazione Pianetto (a due km da Galeata) raccoglie il materiale scavato su iniziativa dell'arciprete mons. Domenico Mambrini (1879-1944). Appassionato di studi archeologici ed archivistici, a lui si deve l'esatta ubicazione del sito archeologico della città romana di Mevaniola. Il museo è organizzato in due sezioni:
Sezione archeologica: sono esposti manufatti dalle civiltà villanoviana ed umbra fino all'età bizantina. Nel museo è conservata una chiave onoraria risalente al I secolo d.C. simboleggiante il potere della città. Se ne ha solamente un altro esempio in tutta Italia.
Sezione storico-artistica: sono esposte ceramiche, dipinti e affreschi, tra cui la Madonna dell'Umiltà, patrona di Galeata, databile al 1330 circa.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico Mons. Domenico Mambrini».
Linea del tempo
- XIX secoloFondazione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
Indirizzo
Via Zanetti, 14 - loc. Pianetto, - Galeata
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo civico Mons. Domenico Mambrini?
Museo civico Mons. Domenico Mambrini si trova nel comune di Galeata, in provincia di Forlì-Cesena (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Zanetti, 14 - loc. Pianetto, - Galeata. Coordinate: 43.98521, 11.90553.
A quando risale Museo civico Mons. Domenico Mambrini?
La datazione indicata da Wikidata è: XIX secolo.
Cosa vedere vicino a Museo civico Mons. Domenico Mambrini?
Nei dintorni si trovano: Mevaniola (a 300 m), Teatro Lorenzo Golfarelli (a 3,6 km), Castello di Pondo (a 5,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Museo Mambrini esterno — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Arte Medievale — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Chiostro — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Erosione — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Lapide romana — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Madonna del latte — Clawsb, CC BY-SA 4.0
- Museo Mambrini Sant'Ellero — Clawsb, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

