Foto: Rapallo80, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, XX secolo
Museo civico di storia naturale
Museo civico di Ferrara
Ferrara (FE), Emilia-Romagna
- Ingresso gratuito
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, XX secolo
- Superficie
- 600 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°50′17″ N, 11°37′21″ E
- Indirizzo
- Largo Florestano Vancini, 2, 44121 Ferrara
Storia e descrizione
Il Museo civico di storia naturale di Ferrara si trova in Largo Florestano Vancini n. 2 (già via Filippo de Pisis n. 24).
Storia e descrizione
Il primo nucleo museale nacque nel ‘700, grazie ad una donazione di minerali fatta dal canonico Antonio Marescotti al già esistente museo civico. Nel 1850, una donazione effettuata da Elia Rossi arricchì la collezione di esemplari zoologici provenienti dall'Africa. Nel 1862, l'Università degli Studi di Ferrara, allora di proprietà comunale, stabilì che era necessario realizzare un museo a supporto degli insegnamenti della nuova cattedra di Storia naturale. L'inaugurazione ufficiale avvenne nel 1872, nei locali dell'ex convento delle Martiri di via Roversella. La direzione era affidata a Galdino Gardini, che curò assiduamente i rapporti con i vari donatori e benefattori (Elia Rossi, Angelo Castelbolognesi, Enea Cavalieri, Angelo Fiorini, Angelo Conti): il Museo aumentò enormemente il proprio patrimonio arrivando a contare più di 74.000 esemplari di zoologia, mineralogia, geologia, paleontologia ed etnografia. Il pensionamento del Gardini, nel 1892, segnò una prima fase di ristagno per le attività del museo, che fu chiuso per inventario e riaperto solo nel 1937, dopo che le collezioni, già in parte smembrate, furono trasferite nel nuovo edificio appositamente progettato e realizzato dall'ingegnere Carlo Savonuzzi in collaborazione col fratello Girolamo fra il 1935 e il 1937 sui resti medievali dell'ex ospedale cittadino. Tuttavia, il museo riacquistò vitalità soltanto dopo la Seconda Guerra mondiale, quando la direzione venne affidata a Mario Francesco Canella, che ne resse le sorti fra il 1952 e il 1978. Nel 1982 la direzione venne assunta da Fausto Pesarini, naturalista e biologo, che ne promosse un profondo rinnovamento strutturale e funzionale. Dal 2012 è diretto da Stefano Mazzotti, già conservatore per la zoologia dello stesso museo dal 1990.
Collezioni
Le collezioni del museo, in continua crescita, comprendono quasi un milione di pezzi.
Ci sono diverse collezioni e ogni collezione è a sua volta divisa in più sezioni.
Le collezioni di Scienze della Terra
Qui si possono trovare rocce, minerali e fossili per un totali di 21.000 pezzi.
Le collezioni malacologiche
Qui sono raccolte conchiglie provenienti da tutto il mondo. La collezione originale comprendeva 2.071 esemplari per 683 specie, con gli anni, e con donazioni importanti, vale la pena ricordare quella di Giorgio Lazzari (100.000 esemplari di almeno 3.500 specie terrestri e dulciacquicole) la sezione è tra le più grandi del museo.
Le raccolte di invertebrati
Questa sezione comprende artropodi non insetti e altri invertebrati per un totale di 5130 esemplari.
Le collezioni entomologiche
La collezione, ad oggi, raggiunge la cifra considerevole di 400.000 esemplari, partendo da quella storica che si aggirava attorno ai 562 esemplari.
Le collezioni erpetologiche
Qua è possibile osservare anfibi, in 1726 esemplari, e rettili, in 797 esemplari.
Migliaia di reperti ed esemplari, tra cui è possibile osservare un gatto selvatico, un lupo, uno sciacallo dorato, una lontra e un orso polare.
La collezione etnografica
Questa sezione è stata creata al momento della fondazione del Museo e raccoglie reperti legati agli usi e costumi di popoli sparsi per il mondo. Il fondo dispone di 30 reperti.
Gli erbari
La raccolta di erbari comprende l’erbario officinale di Raffaele Curti (circa 100 fogli) e l’erbario di esemplari raccolti sulle sponde dei maceri, tipici bacini artificiali d’acqua dolce un tempo usati per la lavorazione della canapa (23 fogli).
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico di storia naturale».
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- XX secoloFondazione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Museo civico di storia naturale?
Museo civico di storia naturale si trova nel comune di Ferrara, in provincia di Ferrara (Emilia-Romagna), all'indirizzo Largo Florestano Vancini, 2, 44121 Ferrara. Coordinate: 44.83806, 11.62252.
Quali sono gli orari di Museo civico di storia naturale?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 9:00–18:00; Lunedì: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo civico di storia naturale?
L'ingresso è gratuito.
Museo civico di storia naturale è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è parzialmente accessibile in carrozzina.
A quando risale Museo civico di storia naturale?
La datazione indicata da Wikidata è: XX secolo.
Cosa vedere vicino a Museo civico di storia naturale?
Nei dintorni si trovano: Complesso Boldini (a 100 m), Palazzo Roverella (a 100 m), Palazzo delle Assicurazioni Generali (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Ferrara Museo di storia naturale — Rapallo80, CC BY-SA 4.0
- Museo di storia naturale di Ferrara 01 — Iopensa, CC BY-SA 4.0
- Facciata del Museo di Storia Naturale durante l'esposizione del progetto The Faunal Countdown — Tommaso Trombetta, CC BY-SA 3.0
- Ferrara Natural History Museum — Sien, Public domain
- Palazzo del Conservatorio G. Frescobaldi, Museo di Storia Naturale e Scuola Alda Costa — Lungoleno, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze