Museo, Pratola Peligna (AQ)

42°06′00″ N, 13°52′42″ E

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Museo

Museo civico della civiltà contadina

Museo di Pratola Peligna

Pratola Peligna (AQ), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
110 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°06′00″ N, 13°52′42″ E
Indirizzo
Via Trieste 10, 67035 Pratola Peligna

Storia e descrizione

Pratola Peligna (Pratëlë in abruzzese) è un comune italiano di 6 849 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Peligna.

Storia

Si suppone che in epoca romana vi sorgesse uno sconosciuto pagus (villaggio) peligno, che avrebbe partecipato con Corfinium alla guerra sociale contro Roma nel 91 a.C., ma mancano ritrovamenti che ne provino l'esistenza. Una tomba del VI secolo, con corredo ostrogoto, attesta l'esistenza di un insediamento, forse coincidente con la località Fara de Campiliano, citata nei documenti dei secoli successivi.

Il primo documento in cui compare il nome di Pratola ("in loco Pratulae") è un contratto agrario del 997, riportato nel Chronicon Volturnensis, che tuttavia non si riferisce ancora ad un centro abitato. Nel corso del XII secolo fu creato un centro fortificato: nel 1170 il castrum Pratulae fu assegnato dal normanno Guglielmo II al vescovo Odorisio di Forcona.

Nel 1294 il feudo viene assegnato da Carlo II d'Angiò all'abate del monastero di abbazia di Santo Spirito del Morrone, sotto il cui dominio Pratola rimarrà fino al 1807.

Dal 1863, per regio decreto, il paese ha assunto il nome di Pratola Peligna.

La storia del paese è caratterizzata da diversi fermenti popolari; da ricordare: nel 1799 la rivolta contro l'invasione francese (insieme con molti altri Comuni d'Abruzzo), l'opposizione alla Costituzione del governo borbonico di Ferdinando II nel 1848 e la sommossa del 1934 contro il regime fascista. Durante l'ultima guerra mondiale, e precisamente il 2 agosto 1943, fu bombardato dagli alleati lo stabilimento della Montecatini, sito a due chilometri dal paese.

Il 9 gennaio 2006 al comune di Pratola è stata conferita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la medaglia di bronzo al merito civile, con la seguente motivazione: "Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu sottoposto a continui e violenti bombardamenti, che provocarono numerose vittime civili e la distruzione del patrimonio industriale. La popolazione, costretta a rifugiarsi nella campagna circostante, contribuì alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo una feroce rappresaglia da parte dell'esercito tedesco. 1943/1944".

Monumenti e luoghi d'interesse

Al centro storico, detto "dentro la terra",

di impianto medioevale, si accede dall'arco d'Angiò, che reca lo stemma dell'Ordine dei Celestini, un serpente attorcigliato alla Croce. Il cuore del borgo è la piazzetta di San Pietro Celestino. Vi si trovano le chiese di San Pietro Celestino e della Santissima Trinità, con portali del XVI e del XVIII secolo; all'interno pala d'altare e fonte battesimale cinquecenteschi.

Il santuario sorge dove si trovava una cappella cinquecentesca, eretta in seguito a un prodigio. Durante la pestilenza del XVI secolo il popolano Fortunato trovò sul colle del santuario un'immagine sacra della Madonna, presso un tempio diroccato dedicato a Santa Maria della Torre; il popolano invocò alla Madonna di liberare il paese dal flagello e il prodigio ebbe compimento. L'immagine venne trainata da un carro di buoi e portata in trionfo per il paese, e da quel momento è iniziato a diffondersi il culto, con la costruzione di una nuova cappella. L'icona risale al XV secolo ed ha fattezze medievali; la Madonna campeggia su tutta la superficie, in piedi con le mani giunte e uno sguardo sereno. Il manto sollevato da due angeli protegge dei fedeli inginocchiati in preghiera, le donne da una parte e gli uomini dall'altra. Tra questi è ben visibile un pontefice, forse Celestino V.

La piccola cappella nel 1844, per aumento della popolazione, divenne obsoleta e fu necessario costruire una nuova chiesa. I lavori iniziarono nel 1851 e si conclusero pochi anni dopo; venne istituita una Confraternita speciale. Nel 1921 per liti tra le varie confraternite di Pratola il santuario fu interdetto, e nel 1924 il santuario fu concesso ai Padri Mariti della Società di Maria, che seppero dare nuovo slancio al culto della Madonna con varie iniziative culturali e religiose. …

Cultura

Il "Museo civico della civiltà contadina" è stato inaugurato nel 1995 negli ambienti del "Vecchio Mulino" dei Celestini.

Nel 1929 era stato inaugurato il cinema teatro D'Andrea, dichiarato di notevole interesse monumentale e restaurato nel 2005: fu tra i primi edifici nella regione destinati oltre che al cinema alla rivista di avanspettacolo.

Le tradizioni gastronomiche del paese discendono dalle tradizioni della cucina contadina. I "fagioli di Pratola", "poverelli" e "cannellini", costituiscono l'ingrediente base di numerosi piatti tipici. Il pranzo della vigilia di Natale è particolarmente caratteristico e comprende "le sette minestre", sette portate cucinate con prodotti locali: minestra di lenticchie, minestra di ceci, spaghetti al sugo di trota o di tinca, baccalà, cavoli lessi e scrippelle salate in sostituzione del pane. Il piatto tipico della domenica delle Palme è la "sagna riccia con la ricotta", reginelle secche condite con ricotta di pecora e ragù di agnello. Tra i dolci degni di nota sono "le pizzelle", i "ceci ripieni" (fagottini a mezzaluna con ripieno di passata di ceci, mosto cotto, cioccolato e canditi) e la "pizze" "di Carnevale" e "di Pasqua". A Pratola si producono vini come il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo d'Abruzzo e il Trebbiano d'Abruzzo.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico della civiltà contadina».

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Come arrivare

Pratola PelignaTreno, la più vicina
300 m in linea d’aria
Museo civico della civiltà contadinaVia Trieste 10, 67035 Pratola Peligna

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Domande frequenti

Dove si trova Museo civico della civiltà contadina?

Museo civico della civiltà contadina si trova nel comune di Pratola Peligna, in provincia di L'Aquila (Abruzzo), all'indirizzo Via Trieste 10, 67035 Pratola Peligna. Coordinate: 42.10005, 13.87844.

Cosa vedere vicino a Museo civico della civiltà contadina?

Nei dintorni si trovano: Castello De Sanctis (a 3 km), Badia Morronese (a 3,8 km), Museo Civico Archeologico 'Antonio De Nino' (a 4 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Pratola Peligna 2017 by-RaBoe 013 (edited) — Photograph: Ra Boe / Wikipedia Restoration: Arrow303, CC BY-SA 3.0 de
  2. Pratola Peligna 2017 by-RaBoe 019 (edited) — Photograph: Ra Boe / Wikipedia Restoration: Arrow303, CC BY-SA 3.0 de
  3. Pratola Peligna 2017 by-RaBoe 081 (edited) — Photograph: Ra Boe / Wikipedia Restoration: Arrow303, CC BY-SA 3.0 de
  4. Pratola Peligna 2017 by-RaBoe 108 (edited) — Photograph: Ra Boe / Wikipedia Restoration: Arrow303, CC BY-SA 3.0 de

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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