Osservatorio astronomico d'Abruzzo
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Museo, 1893

Osservatorio astronomico d'Abruzzo

Istituto astronomico italiano

Teramo (TE), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1893
Altitudine
390 m s.l.m.
Superficie
250 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°39′14″ N, 13°43′53″ E
Indirizzo
Via Mentore Maggini snc, Loc. Collurania, I-64100 Teramo

Storia e descrizione

L'Osservatorio astronomico d'Abruzzo (già osservatorio astronomico di Teramo "Vincenzo Cerulli") sito in località Collurania a Teramo, è uno degli osservatori astronomici pubblici italiani. Insieme agli altri osservatori, cinque ex-istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e il telescopio nazionale Galileo, è parte dell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e gestisce direttamente anche la Stazione osservativa di Campo Imperatore (AQ). Ha assunto l'attuale denominazione a partire dall'11 settembre 2017, a seguito della deliberazione del consiglio di amministrazione dell'INAF del 23 giugno 2017 n. 46.

Fu fondato dall'astronomo Vincenzo Cerulli, al quale è stato in seguito dedicato: questi, infatti, tra il 1890 e il 1893, fece costruire la struttura in località Collurania, sui rilievi collinari antistanti la città di Teramo, in terreni di proprietà della famiglia. La costruzione dette poi il nome all'intera frazione sulla quale sorge. Circondato da un ampio parco con pini, cipressi e abeti, l'osservatorio, con l'inconfondibile cupola bianca del padiglione principale, rappresenta uno dei tratti più caratteristici del paesaggio locale.

Il suo codice IAU è 037.

Fondazione

La struttura dell’osservatorio venne progettata dall’ing. Carlo Maria Viola, nato a Zara nel 1855, da famiglia irredentista, e morto a Bologna nel 1925. Geologo eccellente, godette di profonda stima e ampia fama a livello anche internazionale. Viola iniziò gli studi accademici presso l’Università di Vienna e li proseguì successivamente nella Scuola di Applicazione di Roma. Si trasferì quindi a Berlino, dove conseguì la specializzazione all'interno dell’Accademia Montanistica di Berlino e dove operò per un ulteriore biennio presso l’Istituto Geologico berlinese. Rientrato in Italia, tra il 1888 e il 1894 provvide al rilevamento geologico dell’intera parte centrale e meridionale del territorio nazionale. Dal 1905 al 1925, anno della sua morte, venne nominato docente di mineralogia presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Parma.

La sua firma compare sul progetto per l’edificazione dell’osservatorio astronomico teramano: vi lavorò, in stretto contatto con Vincenzo Cerulli, committente e proprietario della struttura, dal mese di aprile 1890 al mese di agosto 1893, quando l’edificio poteva ormai dirsi completato. Fu proprio lui, assieme a Vincenzo Cerulli, ad attribuire il nome Collurania alla collina sulla quale sorge l’osservatorio. Ancora oggi tale località porta difatti questo nome.

In base ai progetti elaborati dall’ing. Viola, al centro del padiglione principale dell’osservatorio venne innalzato un grande pilastro, alto più di 15 metri, con lo scopo di sorreggere, allora come oggi, il mastodontico telescopio rifrattore Cooke da 39 centimetri, che dà il nome all'intero padiglione. Senza questo pilastro, il telescopio, posto al centro della sala di osservazione all'ultimo piano, sprofonderebbe nel pavimento. …

La cupola e il telescopio rifrattore Cooke

La cupola del padiglione principale, distintamente visibile anche dal centro della città di Teramo sulla sommità della collina sulla quale sorge l’osservatorio, ha una storia autonoma: oggi presente a Teramo, un tempo invece era situata nel Regno Unito.

Nella città di Scarborough, in prossimità dell’intersezione fra due strade urbane, l’astronomo James Wigglesworth edificò un suo personale osservatorio, dotandolo di una cupola in cartone pressato di 9,5 metri di diametro e di un telescopio della ditta Cooke & Sons, di cui lo stesso Wigglesworth era azionista per il ramo ottico. Cupola e telescopio, entrambi forniti nel 1885 dalla Cooke & Sons, erano dunque coevi. Il 1 settembre 1885 l’osservatorio di Scarborough era ufficialmente in funzione e vi presero servizio il proprietario, James Wigglesworth, e il suo astronomo assistente, Gerhard Lohse. Alla morte del costruttore, avvenuta nel 1888, gli eredi decisero di chiudere e smantellare il suo osservatorio. Il materiale in esso contenuto, cupola e telescopio Cooke in particolare, vennero quindi smontati e venduti all’astronomo italiano Vincenzo Cerulli. Era il 30 giugno 1890.

Cupola e telescopio arrivarono quindi a Teramo, dove furono rimontati e dove si trovano ancora oggi. La cupola, nel 1960, è stata oggetto di un completo rivestimento: zinco e titanio all’esterno, legno e polistirolo espanso all’interno. Nel 2016 la cupola, già sottoposta a vincolo quale bene storico, è stata restaurata e riportata al colore bianco candido, corrispondente al suo aspetto originario che aveva a Scarborough. Anche la coibentazione termica interna ha subito un totale rifacimento, al fine di rispettare le vigenti norme di sicurezza.

Prime attività scientifiche

Le osservazioni, effettuate utilizzando il telescopio Cooke, iniziarono nel 1893 e furono dedicate principalmente all'osservazione del pianeta Marte e dei cosiddetti "canali marziani", la cui scoperta, nel 1877, ad opera di Giovanni Virginio Schiaparelli, aveva animato il dibattito astronomico in quegli anni. Il Cerulli, sulla base delle osservazioni effettuate, giunse alla conclusione che i supposti canali altro non fossero che illusioni ottiche dell'osservatore dovute a un'ingannevole integrazione compiuta dallo stesso Schiaparelli, raccordando tra loro macchie scure al limite della visibilità: tale teoria fu poi confermata dallo stesso Schiaparelli. In quegli anni le osservazioni furono dedicate anche a Venere, nonché ad asteroidi, comete e stelle doppie.

Lungo il viale che conduce al padiglione principale, oggi noto come Viale Mentore Maggini, venne realizzato da Vincenzo Cerulli, in quota leggermente inferiore rispetto al fabbricato Cooke, un ulteriore edificio: si tratta della cosiddetta specoletta, innalzata nel 1900 e destinata, oltre che ad alloggio, ad ospitare sulla sua terrazza la camera fotografica del telescopio rifrattore Salmoiraghi. Era difatti in questo piccolo padiglione che fu alloggiato tale strumento scientifico, assemblato nel 1900 con ghisa, ferro, ottone, argento e legno di noce.

Ribattezzato non a caso cercatore di comete, fu proprio con questo strumento che Vincenzo Cerulli la notte del 2 ottobre 1910 scoprì il quinto asteroide più grande del sistema solare, con i suoi 350x304 km di diametro, al quale, in onore della sua città, volle attribuire il nome di Interamnia.

Tale scoperta avvenne tuttavia non all’osservatorio, ma sul tetto del palazzo di famiglia dei Cerulli, nel centro storico di Teramo, dove era stato provvisoriamente spostato nel 1902 questo telescopio rifrattore Salmoiraghi, a causa dell’assenza di acqua corrente a Collurania. Nel palazzo di famiglia, al secondo piano, esisteva difatti una camera dotata di tetto scorrevole che, una volta aperto, permetteva l’osservazione diretta del cielo notturno. In questa camera, la notte del 2 ottobre 1910, Vincenzo Cerulli scoprì l’asteroide che consolidò internazionalmente la sua fama.

Nel 1917, in concomitanza con la donazione del complesso allo Stato, il cercatore di comete farà ritorno all’osservatorio, dove ancora oggi si trova.

Descrizione del complesso

L'ampio complesso architettonico dell'osservatorio è oggi composto da una serie di aree scoperte e di strutture distinte, alcune delle quali parzialmente modificate nel corso dei decenni.

Il luogo sul quale sorge l'osservatorio, che dal momento della sua fondazione ha assunto il nome di Collurania, è un colle a circa 400 m sul livello del mare, situato a 5 km dalla città di Teramo e posto a sud-est di essa. Dalla sommità il panorama che si scorge spazia dal mare Adriatico alla catena appenninica, sulla quale si staglia netta la mole del Gran Sasso d'Italia.

Un grande parco circonda i diversi padiglioni che compongono il complesso: le specie arboree più diffuse sono il pino, il cipresso e l'abete. Panchine, tavoli, aree di sosta e anfiteatri all'aperto sono diffusi nel parco. A partire dal cancello principale, che reca a lettere metalliche la dicitura Osservatorio Astronomico e che si apre direttamente sulla strada statale 81, un viale carrabile, dedicato ad uno dei primi direttori dell'osservatorio, Mentore Maggini, conduce sino alla sommità del colle e al padiglione principale. Una serie di vialetti pedonali, diffusi in tutto il parco, collega i vari padiglioni a quello principale.

In prossimità del cancello d'ingresso, poco prima del fabbricato oggi destinato a foresteria e magazzino, sorge una grotta artificiale, ad imitazione della grotta di Lourdes, contenente una statua della Madonna e un altare.

Accanto ad essa il vialetto dei cipressi, un lungo vialetto pedonale in ripida salita con tracce di una vecchia scalinata in pietra, conduce direttamente al padiglione principale. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Osservatorio astronomico d'Abruzzo».

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  1. 1893Fondazione

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Osservatorio astronomico d'AbruzzoVia Mentore Maggini snc, Loc. Collurania, I-64100 Teramo

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Domande frequenti

Dove si trova Osservatorio astronomico d'Abruzzo?

Osservatorio astronomico d'Abruzzo si trova nel comune di Teramo, in provincia di Teramo (Abruzzo), all'indirizzo Via Mentore Maggini snc, Loc. Collurania, I-64100 Teramo. Coordinate: 42.65403, 13.73132.

A quando risale Osservatorio astronomico d'Abruzzo?

La datazione indicata da Wikidata è: 1893.

Cosa vedere vicino a Osservatorio astronomico d'Abruzzo?

Nei dintorni si trovano: Casa dei Melatino (a 2,1 km), Domus e mosaico del Leone (a 2,2 km), Torre Bruciata (a 2,2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Osservatorio astronomico d'Abruzzo — . The original uploader was Faprimol at Italian Wikipedia., CC BY 3.0
  2. OSSERVATORIO CAMPO IMPERATORE CON LA NEVE, NEL MESE DI GIUGNO — Marcy digi Marcella Di Girolamo, CC BY-SA 4.0
  3. CAMPO IMPERATORE E RIFUGIO MUSSOLINI — Marcy digi Marcella Di Girolamo, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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