Aprutium
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Foto: Interminatispazi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Aprutium

Teramo (TE), Abruzzo

Indicazioni

In breve

Coordinate
42°39′29″ N, 13°42′15″ E

Storia e descrizione

Aprutium è l'antico nome di quella zona del Teramano da cui deriva il termine attuale per indicare la regione Abruzzo, circa dall'VIII secolo a.C. al V secolo a.C., prima della dominazione romana. Secondo l'ipotesi più accreditata, il termine deriverebbe da Praetutium, la terra dei Praetutii, o Pretuzi, che fu chiamata poi dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo (Interamnia Urbs o Interamnia Praetutiorum).

Storia

Nella regione di Teramo, un insediamento del I millennio a.C. e delle costruzioni d'epoca italica del III-II secolo a.C. sono stati oggetto di scavi. Le tracce più antiche si riferiscono alla periferia della città, nel quartiere Madonna della Cona, dove fu rinvenuta, tra l'altro, una sepoltura con pugnale e alabarda.

Allo sviluppo dell'antico insediamento sembra abbiano contribuito gli Etruschi e anche i Fenici che avrebbero fondato un emporio commerciale.

In quest'epoca erano già sorte Truentum (poi Castrum Truentinum e oggi Martinsicuro, centro liburnio e poi piceno e romano, Palma Picena (Tortoreto) e Castrum Novum (Giulianova) ed erano già state edificate le Necropoli di Atri, Civitella del Tronto e Montorio al Vomano.

Secondo lo scrittore romano Sesto Giulio Frontino l'antica Petrut o Pretut crebbe in dimensioni e importanza fino a divenire la capitale del Praetutium e conciliabulum dei Pretuzi.

Lo storico Niccola Palma nella Storia ecclesiastica e civile della Regione più settentrionale del Regno di Napoli (1832), ipotizza le varie origini del popolo pretuziano, immaginando che le popolazioni migranti provengano dagli Etiopi o dai Persiani, successivamente cita i Troiani e i Greci, per poi arrivare alla derivazione osca della popolazione picena. Citando ovviamente la prima fonte di Frontino, il Palma arriva alla conclusione che il nome romano di Teramo: Interamnia "Praetuttiorum" (cioè "città tra due fiumi"), fosse stata una derivazione di indubbia inflessione latina da parte dei nuovi conquistatori. Citando Plinio il Vecchio: Quinta regio Piceni est, quondam uberrimae mutitudinis. CCCLX Picentium in fidem p. R. venere. orti sunt a Sabinis voto vere sacro. tenuere ab Aterno amne, ubi nunc ager Hadrianus et Hadria colonia a mari VI. flumen Vomanum, ager Praetutianus Palmensisque, item Castrum Novum, flumen Batinum, Truentum cum amne, quod solum Liburnorum in Italia relicum est, flumina Albula, Tessuinum, Helvinum, quo finitur Praetutiana regio et Picentium incipit (Naturalis Historia, III, 110), le coste dell'Adriatico teramano furono conquistate dai Liburni, soprattutto l'antica Truentum (Tortoreto alta), successivamente l'agro Pretuziano andò in mano ai Siculi, poi dagli Umbri, e dai Galli. Il Palma attribuisce con sicurezza la presenza dei Siculi nell'agro pretuziano per via di una contrada chiamata Sicilia, e per via della stessa Valle Siciliana alle pendici di Castelli. …

Archeologia

Sempre seguendo il Palma, l'orografia urbana di Interamnia abbracciava i quartieri medievali di San Leonardo e Santa Maria a Bitetto, e tutto il piano fuori Porta Reale, come confermano gli scavi della domus nel Largo Madonna delle Grazie. Seguendo anche le descrizioni di Muzio de Muzii, le mura racchiudevano:

Ponente: Largo della Cittadella, Episcopio, Duomo, Seminario.

Mezzogiorno: Largo Santo Spirito, Porta San Giuseppe, area abitativa prospiciente il fiume Tordino, la costa che circonda Piazza del Carmine verso Porta Reale.

Settentrione: Orto del convento dei Frati Minori Osservanti, ingresso al Corso di Porta Romana.

Nord-Est: via sul pendio del Vezzola (Circonvallazione Ragusa - Porta delle Recluse) - Porta Santo Stefano.

Diversi sono stati, sin dall'epoca di Muzio de Muzii (1595) i ritrovamenti archeologici, fino agli scavi degli anni '90 del Novecento. All'epoca del Muzii fu ritrovato un pavimento mosaicato a fioroni, ossia il Mosaico di Bacco in via dei Mille, mentre dalla fornace costruita sopra la domus di Porta Reale, vennero effettuati ritrovamenti nell'area Madonna delle Grazie, che all'epoca era il Campo della Fiera. Altri ritrovamenti ci furono nel 1544 a Casa de Tuzii, una colonna venne rinvenuta a Casa Durante-Mezzuccelli (1586), mentre nel 1534 nel chiostro di San Francesco d'Assisi venivano trovate tavolette. Altri importanti ritrovamenti vennero fatti nei fondaci di Casa Urbani, e in quelli delle vecchie carceri sul Corso Cerulli, dove venne edificato poi il Palazzo Savini, vale a dire la domus col Mosaico del Leone.Le famiglie romane documentate a Teramo i Livinea, i Cassia, Herennia, i Sulpicia, i Mussidia, che si distinsero militarmente al fianco di Marco Antonio, Ottaviano e Vespasiano. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Aprutium».

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Aprutium

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Domande frequenti

Dove si trova Aprutium?

Aprutium si trova nel comune di Teramo, in provincia di Teramo (Abruzzo). Coordinate: 42.65795, 13.70419.

Cosa vedere vicino a Aprutium?

Nei dintorni si trovano: Teatro romano di Teramo (a 0 m), Anfiteatro romano di Teramo (a 100 m), Domus e mosaico del Leone (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Teatro romano di Teramo016 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  2. "Abruzzo, Citra et ultra" (22260598725) — Fondo Antiguo de la Biblioteca de la Universidad de Sevilla from Sevilla, España, CC BY 2.0
  3. Abruzzo citra et vltra - CBT 5882371 — Public domain
  4. Casa dei Melatino -Teramo — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  5. Mosaico (Palazzo Savini, TE) — Unknown author Unknown author, Public domain
  6. Statua di Igea-Museo Savini Teramo — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  7. Teatro romano di Teramo018 — Interminatispazi, CC BY-SA 4.0
  8. Teatroromanoteramo — S4mb0r4, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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