Foto: Roquejaw, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°40′46″ N, 14°45′43″ E
- Indirizzo
- Via San Benedetto, 28, Salerno
Storia e descrizione
Il Museo Archeologico Provinciale di Salerno raccoglie reperti archeologici provenienti dalla provincia di Salerno e dalla città stessa.
La sede
Le prime attestazioni relative al complesso monastico di San Benedetto risalgono all'epoca longobarda (868). Distrutto nell'884 e ricostruito per volere dell'abate Angelario, nel 930 il monastero assunse il rango di abbazia. Nel corso del XV secolo il complesso subì diversi interventi di restauro e decorazione. Nel 1581 l'abbazia passò alla congrega degli Olivetani. A seguito della soppressione dell'abbazia dovuta all'emanazione delle leggi napoleoniche, la chiesa fu usata come Real Teatro e solo nel 1857 fu riabilitata alla originaria funzione liturgica. Nel 1868 la chiesa fu utilizzata come deposito del distretto militare e, dopo quasi un secolo, venne restituita alla Curia. La Parte anteriore della chiesa era in origine dotata di un quadriportico che la costruzione della strada ha poi diviso. Le mura che delimitavano l'atrio furono inglobate dal Castelnuovo Reale, il palazzo in cui, nel primo decennio del '400, la regina Margherita di Durazzo, trascorse gli ultimi anni della sua vita. L'edificio che ospita il Museo è dunque un complesso pluristratificato di straordinario interesse: oltre ai resti del quadriportico meridionale e orientale della Chiesa di San Benedetto, che scandisce l'esposizione al pianterreno, sono visibili, sulla facciata principale, i resti del loggiato del Castelnuovo Reale. Al di sotto del livello stradale, dove sono i depositi, sono stati rinvenuti resti delle fortificazioni longobarde.
La storia
Il museo archeologico provinciale di Salerno conserva reperti dall'età preistorica all'età tardoantica proveniente dalla città e dei maggiori siti archeologici della provincia, recuperati negli anni grazie a esplorazioni archeologiche, rinvenimenti fortuiti e donazioni di privati. Il museo fu costituito nel 1927 e aperto al pubblico l'anno successivo. Il primo nucleo di reperti, costituito da una serie di basi onorarie ed altri materiali lapidei rinvenuti nella città, fu sistemato prima al secondo piano del Palazzo del Governo fino al 1939 e successivamente nella cosiddetta "Casina" dell'Orto Agrario. In quegli anni la ricerca archeologica nel territorio divenne sempre più intensa, determinando un significativo arricchimento del patrimonio museale. Dopo la guerra il museo fu spostato nel palazzo della Provincia dove rimase fino al 1964, quando fu definitivamente trasferito nel complesso di San Benedetto. La sistemazione finale delle straordinarie testimonianze archeologiche del territorio provinciale all'interno di questo complesso monumentale ha rappresentato anche l'occasione di valorizzare e restituire alla città i resti architettonici di uno dei più antichi ed importanti edifici storici della città, rimessi in luce dopo una grande operazione di restauro realizzato sotto la guida dell'architetto Ezio de Felice.
Dopo essere stato chiuso per tre anni a causa di lavori di consolidamento e rinnovo dei locali, il museo ha riaperto il 18 febbraio 2013. Con il nuovo allestimento, che ha previsto anche la ricollocazione in una luce più appropriata dei reperti più importanti, come la testa di Apollo e l'esposizione di materiali finora custoditi nei depositi, sono state introdotte anche delle proiezioni multimediali.
Il percorso espositivo
L'allestimento si articola tra giardino esterno, pianterreno e primo piano. Il pianterreno espone, seguendo un criterio cronologico e topografico, i reperti archeologici provenienti da numerose località, quale esemplificazione delle diverse correnti culturali che improntarono il salernitano dalla preistoria all'età romana.
Il lapidario nel giardino antistante il museo raccoglie reperti lapidei di epoca romana tra cui statue, rilievi figurati e basi onorarie, rinvenuti in città a partire dal seicento. Degno di nota è la statua acefala in marmo, copia romana dell'originale ellenistica del II secolo a.C., riproducente la Venere col delfino e proveniente da uno scavo del 1960 in via R. Guarna. Non si conosce l'esatta provenienza di un'altra statua acefala di ben più ridotte dimensioni, priva di parte delle gambe e delle braccia, copia romana in marmo dell'Afrodite Cnidia di Prassitele, celebre scultore greco del IV secolo a.C. Un'ulteriore statua acefala esposta nel lapidario è la copia marmorea di età romana della cosiddetta "Grande Ercolanese", opera greca della seconda metà del IV secolo a.C. La statua fu rinvenuta a metà dell'Ottocento in via Trotula de Ruggiero. Proviene dal centro storico di Salerno anche una base marmorea rettangolare del I secolo d.C., riutilizzata in età moderna come vasca per fontana. La base reca, sui quattro lati, decorazioni figurate a bassorilievo.
La prima sezione è dedicata alla preistoria. Oltre ad alcuni reperti faunistici da Eboli e alcuni strumenti di industria litica da Amalfi e Palinuro sono esposti materiali databili tra il paleolitico e l'età del bronzo, provenienti dalle grotte di Polla e Pertosa. Si possono apprezzare numerosi reperti della prima età del ferro e del periodo orientalizzante provenienti da diverse località del salernitano. Tra le tombe di Sala Consilina, di particolare interesse è la tomba databile al IX secolo a.C. Tra gli oggetti di corredo è stato rinvenuto un modellino fittile di casa. …
Curiosità
La testa di Apollo, conservata al Museo, ha fatto parte dell'esposizione “Monumental Bronzes of the Hellenistic World”, una mostra che propose i bronzi più rappresentativi dell'età d'oro della scultura greca. Dal 13 marzo 2015 al 21 giugno 2015 è stata in esposizione a Palazzo Strozzi a Firenze, poi al J.Paul Getty Museum di Los Angeles (dal 28 luglio 2015 al 1º novembre 2015) ed infine negli Stati Uniti d'America, alla National Gallery of Art a Washington (dal 6 dicembre 2015 al 13 marzo 2016). Nel lungo periodo di assenza, il reperto simbolo del museo, è stato sostituito da un felino alato proveniente dal museo di Los Angeles.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico provinciale di Salerno».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo archeologico provinciale di Salerno?
Museo archeologico provinciale di Salerno si trova nel comune di Salerno, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo Via San Benedetto, 28, Salerno. Coordinate: 40.67944, 14.76192.
Cosa vedere vicino a Museo archeologico provinciale di Salerno?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Pernigotti (a 100 m), Palazzo Carrara (a 100 m), Pinacoteca provinciale (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- MuseoProvincialeSalerno — Roquejaw, CC BY-SA 3.0
- Salerno - Museo archeologico provinciale di Salerno - 2026-09-06 23-28-59 001 — Archineos, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
