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Museo, 1777
Museo archeologico nazionale di Napoli
Museo statale italiano a Napoli
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età moderna, 1777
- Fondatore
- Ferdinando I delle Due Sicilie
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°51′13″ N, 14°15′02″ E
- Indirizzo
- Piazza Museo Nazionale, 19, 80135 Napoli
Storia e descrizione
Il Museo archeologico nazionale di Napoli, conosciuto anche con l'acronimo di MANN, già Real Museo Borbonico e Museo nazionale, è un museo di tipo archeologico ubicato a Napoli.
Considerato uno dei più importanti al mondo nel suo genere, fu fondato nel 1777 e aperto nel 1816: fonda principalmente le sue esposizioni sulla statuaria della collezione Farnese, sui ritrovamenti provenienti dall'area vesuviana, in particolar modo Pompei, Ercolano e Stabia, e sulla collezione egizia, la prima in ordine cronologico in Italia. Tra le opere custodite al suo interno il Toro Farnese, il più grande pezzo di marmo scolpito proveniente dall'antichità, Battaglia di Isso e Flora, rispettivamente uno dei mosaici e uno degli affreschi più conosciuti dell'arte romana, pitture come la Venditrice di amorini e le Danzatrici, che influenzarono l'arte neoclassica, nonché mosaici come Musici ambulanti che ebbe influenza nel Positivismo.
Nel 2024 il museo ha fatto registrare 532 985 visitatori.
Storia
Nel 1738 Carlo di Borbone pose la prima pietra di una reggia a Capodimonte per farne un museo nel quale vennero ospitate le pitture della collezione Farnese, ereditate dalla madre Elisabetta. Poco tempo dopo le sale espositive del Museo Ercolanese, nella reggia di Portici, risultarono sia insufficienti ad accogliere il grande numero di pitture, mosaici, sculture e suppellettili provenienti dagli scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, sia pericolose per l'incolumità delle opere minacciate dalle eruzioni del Vesuvio, come accadde nel 1767.
Nel 1777 Ferdinando IV decise quindi di riunire non solo le principali istituzioni culturali di Napoli ma anche tutte le collezioni d'arte appartenente ai Borbone in un unico museo. La scelta cadde sul palazzo degli Studi, liberato dall'Università che era stata spostata presso la Casa del Salvatore: i lavori di adeguamento e ampliamento del palazzo, che ospitava già alcune statue dal 1613 ritrovate nei Campi Flegrei, furono affidati a Ferdinando Fuga, il quale li curò fino alla sua morte, avvenuta nel 1782; successivamente vennero affidati a Pompeo Schiantarelli. Nel 1787 le collezioni borboniche si arricchirono delle statue fatte trasferire a Napoli da palazzo Farnese a Roma e dalle altre residenze della famiglia da Ferdinando nonostante fosse vietato sia delle leggi dello Stato Pontificio che dal testamento di Alessandro Farnese. Nello stesso anno Johann Wolfgang von Goethe nella sua opera Viaggio in Italia scriveva:
Durante il decennio francese iniziò il trasferimento delle opere: nel 1805 toccò a quelle di Portici e la statuaria della collezione Farnese, mentre l'anno successivo fu la volta dei dipinti da Capodimonte; nel 1807 Giuseppe Bonaparte nominò Michele Arditi come primo direttore del museo. Nel 1808 proseguirono i trasferimenti da Portici, in particolar modo gli oggetti in marmo e bronzo; dalla stessa data e fino al 1813 vennero inoltre posati come pavimenti, nelle sale occidentali del primo piano, i mosaici rinvenuti negli scavi archeologici vesuviani. …
Descrizione
Al piano seminterrato sono ubicate le sezioni egizia e quella epigrafica.
La sezione egizia si costituì nel museo a partire dal 1817 per essere inaugurata da Michele Arditi nel 1821: al momento della sua apertura era formata principalmente da 700 reperti della collezione Borgia. Tale collezione venne acquistata da Ferdinando tra il 1814 e il 1815, alla fine del decennio francese, e raccoglieva appunto reperti egizi appartenenti al cardinale Stefano Borgia, il quale, grazie all'aiuto di antiquari danesi, era riuscito a entrare in contatto con i mercati d'Oriente: tuttavia Georg Zoëga troverà alcuni falsi. Accanto a questa collezione si affiancarono i ritrovamenti a carattere egizio avvenuti tra il 1764 e il 1768 nel tempio di Iside a Pompei e in altre parti della piana campana e l'unica statua della collezione Farnese, il Naoforo, giunto a Napoli nel 1803. Negli anni successivi quindi la sezione andò ampliandosi grazie all'acquisto e alle donazioni di privati; tra il 1827 e il 1828 il museo iniziò ad acquistare la collezione di Giuseppe Picchianti, un viaggiatore, esploratore e mercante d'arte veneziano che assieme alla moglie, la contessa Angelica Drosso, tra il 1819 e il 1825 aveva risalito la valle del Nilo recuperando mummie, sarcofagi, canopi, ma anche oggetti facenti parte del corredo funebre come specchi, vasi per cosmetici e sandali. Insoddisfatto del ricavato dalla vendita dei reperti, Picchianti donò il resto della collezione venendo assunto dal museo in qualità di custode aggiunto, fino ad essere allontanato definitivamente nel 1833. Nel 1842 fu donata la collezione di Carl Wilhelm Schnars. L'interesse per la sezione egizia si andò affievolendo con l'unità d'Italia: venne spostata nei sotterranei del palazzo, sua collocazione definitiva, dove gli ambienti bassi e voltati richiamavano l'architettura delle antiche tombe egizie. Venne riallestita nel corso degli anni 1980 per poi essere riaperta al pubblico nel 1989; fu nuovamente chiusa nel 2007 a seguito di problemi strutturali e nuovamente aperta nel 2016. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico nazionale di Napoli».
Linea del tempo
- 1777Fondazione
- 1816Apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Museo archeologico nazionale di Napoli?
Museo archeologico nazionale di Napoli si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Piazza Museo Nazionale, 19, 80135 Napoli. Coordinate: 40.85361, 14.25056.
Quali sono gli orari di Museo archeologico nazionale di Napoli?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da mercoledì a lunedì: 9:00–19:30; Martedì: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo archeologico nazionale di Napoli?
L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo archeologico nazionale di Napoli?
La datazione indicata da Wikidata è: 1777.
Cosa vedere vicino a Museo archeologico nazionale di Napoli?
Nei dintorni si trovano: Gabinetto segreto (a 0 m), Palazzo degli Studi (Napoli) (a 0 m), Stazione Neapolis (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Museo Archeologico Nazionale di Napoli - panoramio (1) — Mister No, CC BY 3.0
- "Archaeological Museum of Naples" (about 1864-1872) - Exhibition "Alphonse Bernoud, pioneer of photography", up to September 25, 2018 at Carthusian monastery and museum of San Martino in Naples (43237412571) — Original: Alphonse Bernoud; Derivative work: Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Dish warmer" (27 BC-79 AD) from House of the Faun at Pompeii - Exhibition "Herculaneum and Pompeii Vision of Discovery" up to September 30, 2018 at the Archaeological Museum of Naples (44628799302) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Pastiches with animals" - painted plaster (1st century AD) from Herculaneum, found year 1748 - Exhibition "Herculaneum and Pompeii Vision of Discovery" up to September 30, 2018 at the Archaeological Museum of Naples (44787635232) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Sacrificed horse (without head) and two dogs" (570-600 AD; reconstruction) from Povegliano Veronese, Verona, now at Archaeological Museum of Naples, Exhibition "The Longobards" — Carlo Raso, Public domain
- "Sundial with Telamon" from Pompeii (before 79 AD) - Exhibition "The hours of the Sun. Geometry and Astronomy of ancient Roman sundials", up to January 31, 2019 at Archaeological Museum of Naples (43336401950) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Sundial" from Pompeii (before 79 AD) - Exhibition "The hours of the Sun. Geometry and Astronomy of ancient Roman sundials", up to January 31, 2019 at Archaeological Museum of Naples (31135375728) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Sundial" from Pompeii (before 79 AD), Stabian Baths - Exhibition "The hours of the Sun. Geometry and Astronomy of ancient Roman sundials", up to January 31, 2019 at Archaeological Museum of Naples (43236307560) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
- "Votive hand" (1st century AD) from Herculaneum - Exhibition "Herculaneum and Pompeii Vision of Discovery" up to September 30, 2018 at the Archaeological Museum of Naples (29693068387) — Carlo Raso from Naples, Italy, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze


