Foto: Reinhard Dietrich, Public domain · Wikimedia Commons
Museo, 1989
Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa
Museo nel comune italiano di Napoli
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1989
- Superficie
- 36.000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°49′18″ N, 14°19′14″ E
- Indirizzo
- Via Pietrarsa, 80146 Napoli
Storia e descrizione
Il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa è un museo tematico a carattere ferroviario gestito dalla Fondazione FS Italiane, ubicato fra il quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio e i comuni di Portici e San Giorgio a Cremano, e allestito nei locali delle ex Officine di Pietrarsa poste tra la stazione ferroviaria di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano e il mare.
Storia
Il museo è stato realizzato laddove sorgeva il Reale opificio borbonico di Pietrarsa, una struttura concepita da Ferdinando II di Borbone nel 1840 come industria siderurgica e dal 1845 come fabbrica di locomotive a vapore. L'attività ebbe inizio con l'assemblaggio in loco di sette locomotive, utilizzando le parti componenti costruite in Inghilterra secondo uno dei precedenti modelli inglesi acquistati nel 1843. Il 22 maggio di quell'anno, Ferdinando II emanò un editto nel quale riportava: «È volere di Sua maestà che lo stabilimento di Pietrarsa si occupi della costruzione delle locomotive, nonché delle riparazioni e dei bisogni per le locomotive stesse degli accessori dei carri e dei wagons che percorreranno la nuova strada ferrata Napoli-Capua».
Nel 1853 a Pietrarsa prestavano la loro opera circa 700 operai, rendendo l'opificio uno dei più importanti nuclei industriali italiani.
La struttura ebbe varie visite importanti, fra cui lo zar di Russia Nicola I, che manifestò l'intenzione di prendere Pietrarsa a modello per il complesso ferroviario di Kronstadt; nel 1849 vi fu anche la visita di papa Pio IX.
Con l'Unità d'Italia, dal 1861 l'opificio di Pietrarsa entrò in una fase difficile a causa della mutata visione strategica ed economica del nuovo governo; una relazione dell'ingegnere Grandis, voluta dal governo piemontese, dipinse molto negativamente l'attività e la redditività dell'opificio consigliandone la vendita o la demolizione. L'anno dopo l'opificio venne ceduto in gestione alla ditta Bozza; questa dispose la riduzione dei posti di lavoro, con conseguenti scioperi e gravi disordini che furono repressi nel sangue dall'esercito: il 6 agosto 1863 una carica dei bersaglieri contro i manifestanti provocò sette morti e 20 feriti gravi. Nonostante la parziale dismissione degli impianti, tuttavia, nel successivo decennio vennero prodotte oltre 150 locomotive. Ma il ridimensionamento continuò sino alla riduzione a 100 dei posti di lavoro. Nel 1877 lo Stato assunse direttamente la gestione di Pietrarsa sotto la direzione dell'ingegnere Passerini, risollevando le sorti e migliorandone la produttività; da allora e fino al 1885 vennero prodotte ulteriori 110 locomotive, oltre 800 carri merci e quasi 300 carrozze viaggiatori oltre a parti di ricambio per rotabili. …
Esposizioni
Costituito da sette padiglioni per un'estensione complessiva di circa 36.000 metri quadrati, dei quali 14.000 coperti, il museo ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri. Il primo padiglione è stato delegato alla conservazione dei mezzi del passato, a iniziare dalla ricostruzione storica del primo convoglio della Napoli-Portici, per seguire con le locomotive a vapore e i locomotori elettrici trifasi.
Il secondo padiglione raccoglie una vasta rappresentanza di rotabili e carri in scala ridotta, nonché plastici e oggetti di uso comune in ferrovia.
Il terzo padiglione è diviso in tre settori che ospitano vecchi macchinari della ex officina, un settore navale con modelli e oggetti vari, nonché locomotive rappresentanti il “passato prossimo” e cioè automotrici diesel ed elettriche, carrozze e locomotori elettrici a corrente continua. Interessante è il treno Reale, convoglio di undici vagoni, costruito nel 1929 per le nozze di Umberto II di Savoia con Maria José del Belgio, mentre di recente è stata acquisita una vettura presidenziale offerta nel 1989 da Francesco Cossiga.
Nel museo trovano spazio celebri locomotive a vapore come la gruppo 290, gruppo 835, gruppo 480, elettriche in corrente continua come la E.326, E.626, nonché locomotive elettriche trifase, gioielli della storia ferroviaria italiana.
Oltre ai treni, il museo ospita anche materiali di belle arti e arti applicate, come l'imponente statua di Ferdinando II di Borbone, opera fusa in ghisa nello stesso opificio, il Salone reale in stile liberty con soffitto in oro zecchino e tavolo in mogano esotico, e la carrozza-salone del treno dei Savoia, rinominato "Treno della Presidenza della Repubblica Italiana".
I rotabili del museo
Locomotive a vapore
Locomotiva Bayard, riproduzione del 1939, costruita a memoria della locomotiva e del treno inaugurale della Ferrovia Napoli-Portici. Costruzione Longridge, anno 1839, numero di fabbrica 120. Venne costruita la Bayard perché era l'unica di cui si disponessero i disegni, anche se la macchina dell'inaugurazione era la Vesuvio.
Locomotiva a vapore 290.319. Costruzione Officine Meccaniche di Saronno, anno 1912, numero di fabbrica 489. Prima locomotiva entrata nella sede del Museo il 3 aprile 1982 dopo il viaggio di trasferimento da Roma Trastevere (dove la locomotiva era stata restaurata) avvenuto tra il 2 ed il 3 aprile.
Locomotiva a vapore 477.011. Costruzione Erste Böhmisch-Mährische Maschinenfabrik, Praga, anno 1904, numero di fabbrica 120.
Locomotiva a vapore 480.017. Costruzione OM, anno 1922, numero di fabbrica 815.
Locomotiva a vapore 625.030. Costruzione Ansaldo, anno 1911, numero di fabbrica 911.
Locomotiva a vapore 640.088. Costruzione Breda, anno 1910, numero di fabbrica 1166.
Locomotiva a vapore 680.037. Costruzione Breda, anno 1907, numero di fabbrica 854.
Locomotiva a vapore 685.068. Costruzione Breda, anno 1914, numero di fabbrica 1572.
Locomotiva a vapore 735.128. Costruzione Montreal Locomotive Works, anno 1919, numero di fabbrica 60617
Locomotiva a vapore 736.114. Costruzione Alco, anno 1944, numero di fabbrica 71579.
Locomotiva a vapore 740.115. Costruzione Breda, anno 1914, numero di fabbrica 1492. Trasformata in 741.115 Franco-Crosti nel 1959 e ritrasformata in 740, essendo stata una delle locomotive che trainarono il treno del Milite Ignoto.
Locomotiva a vapore 741.137. Costruzione Ansaldo, anno 1914, numero di fabbrica 1081, come 740.137. Trasformata in 741.137 Franco-Crosti nel 1959.
Locomotiva a vapore 744.118. Costruzione OM, anno 1928, numero di fabbrica 883. Dal 2005 circa è ricoverata presso il DRS di Pistoia in attesa di restauro.
Locomotiva a vapore 800, il "cubo". Costruzione Maffei, anno 1907, numero di fabbrica 2656.
Locomotiva a vapore 835.001. Costruzione Breda, anno 1906, numero di fabbrica Breda 786.
Locomotiva a vapore 851.110. Costruzione Breda, anno 1904, numero di fabbrica 703.
Locomotiva a vapore 875.039. Costruzione OM, anno 1913, numero di fabbrica 523.
Locomotiva a vapore 896.030. Costruzione OM, anno 1921, numero di fabbrica 782. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa».
Linea del tempo
- 1989Fondazione e apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa?
Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania), all'indirizzo Via Pietrarsa, 80146 Napoli. Coordinate: 40.82170, 14.32050.
Quali sono gli orari di Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Mo,Tu off; We "by appointment"; Th 14:00-20:00; Fr 09:00-16:30; Sa-Su, PH 09:30-19:30. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa?
La datazione indicata da Wikidata è: 1989.
Cosa vedere vicino a Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa?
Nei dintorni si trovano: Villa Cristina (a 200 m), Villa Papa (a 200 m), Villa Paudice (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Haupthalle Eisenbahnmuseum Pietrarsa — Reinhard Dietrich, Public domain
- Colonna idrica per il rifornimento di acqua per le locomotive a vapore- Museo di Pietrarsa (Na) — it:GiovAngri;, CC BY-SA 4.0
- Cruscotto RSC tipo Westinghouse — Claudio Dario, CC BY-SA 4.0
- Entrance National Railway museum Naples — Abderrahman Ait Ali from Stockholm, CC BY-SA 2.0
- Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa — Corvettec6r, CC BY 4.0
- Pietrarsa - panoramio — Francesco Boggia, CC BY 3.0
- Pietrarsa railway museum 07 — B.Zsolt, CC BY-SA 3.0
- Possibile ricostruzione prospetto di Villa Schisano (Naples) — Baobab111, CC BY-SA 4.0
- Presentation Pietrarsa railway museum — Abderrahman Ait Ali from Stockholm, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze