Museo archeologico della media valle del Sele
Foto originale1 di 9 foto

Foto: Liberotag73, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo archeologico della media valle del Sele

Museo statale italiano nel comune di Eboli (SA)

Eboli (SA), Campania

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
770 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
40°37′09″ N, 15°03′22″ E
Indirizzo
Piazza San Francesco, Eboli

Storia e descrizione

Il Museo archeologico nazionale di Eboli (già Museo archeologico nazionale di Eboli e della media valle del Sele) aperto il 25 marzo 2000, è un museo statale italiano che fa parte della Direzione regionale Musei Campania Archiviato il 17 maggio 2022 in Internet Archive.

Il museo ha sede nella città di Eboli, in provincia di Salerno, nell’ex Convento di San Francesco, complesso monumentale fondato nel XIII secolo, ampiamente rimaneggiato nel XVI e nel XVIII. Prima dell'ultimo conflitto mondiale il complesso fu adibito a sede del Municipio, della Pretura e del locale Ginnasio. I bombardamenti della guerra ne determinarono la parziale distruzione e l'abbandono. I lavori di recupero eseguiti nel corso degli anni Novanta lo hanno destinato, parzialmente, a sede museale.

Le collezioni archeologiche del museo si sono accresciute con gli apporti provenienti dagli scavi condotti nel territorio della valle del Sele, territorio che, per posizione geografica, allo sbocco di importanti vie di transito, è stata da sempre luogo di incontro tra genti e culture diverse.

Il percorso espositivo

All’interno dell’atrio è conservato il basamento di una statua onoraria, c.d. Stele eburina, con iscrizioni sui tre lati che sono state studiate anche da Theodor Mommsen.

La stele eburina è uno dei documenti più importanti per la storia dell'antica Eboli, una "pietra che parla". Ad esempio, l'iscrizione sulla facciata anteriore testimonia che Eboli era Municipium romanum. L'ambito titolo di municipium comportava per i suoi abitanti il diritto alla cittadinanza romana, potersi governare con proprie leggi, divenire funzionari dell'Imperatore e partecipare alle cariche pubbliche a Roma.

La statua, non conservata, era stata dedicata a Tito Flavio Silvano, della tribù Fabia, che alla fine del II sec. d.C., nel 183 d.C., sotto l'Impero di Commodo, rivestiva la carica di Patrono del Municipio di Eburum.

Il Collegio dei dendrofori, i cui membri si occupavano del taglio dei boschi, della lavorazione del legno e del suo trasporto a Roma, sempre bisognosa di legname per scopi civili e militari, gli dedicò "una statua che ricordasse per sempre lui che era un patrono degno di ricordo".

La stele eburina presenta altre due iscrizioni sui lati corti: quella del lato destro indica i nomi dei magistrati sotto i quali avvenne la dedica, mentre sul lato opposto viene testimoniato il riutilizzo della stele tra la fine del II e gli inizi del IV sec. d.C..

Nel corso del VI millennio a C. si colloca l'età neolitica, durante la quale la vita dell’uomo cambia radicalmente. In questo periodo gli uomini abbandonano le dimore occasionali fino ad allora utilizzate, organizzandosi in villaggi stabili: coltivano i campi, addomesticano gli animali e, per le varie attività quotidiane, cominciano a realizzare recipienti più resistenti, in argilla.

A Eboli le testimonianze più antiche della frequentazione antropica risalgono a due fasi: il Neolitico Superiore (3500-3000 a.C.) e il Neolitico Inferiore (3000-2500 a.C.).

I reperti archeologici provengono dalla località San Cataldo. Si tratta di anse appartenenti a ciotole, da attribuire a due importanti facies culturali che si sviluppano in questo periodo in Italia Meridionale: quelle di Serra D'Alto e di Diana-Bellavista. …

Focus sul percorso espositivo

Nella località Castelluccia di Battipaglia, area di notevole importanza strategica nell'ambito delle dinamiche insediative della Campania antica, è stato individuato un insediamento di età preistorica. Il sito presenta stratificazioni cronologiche che vanno dal Neolitico finale (seconda metà IV millennio a.C.) al Bronzo Finale (XII-X sec. a.C.).

Per il periodo Neolitico interessante è il rinvenimento di vari strumenti in selce, ossidiana e osso. L'industria della selce è ben rappresentata da un gruppo di lame ritrovate all'interno di una fossetta; quella di ossidiana (vetro naturale di origine vulcanica) è caratterizzata da punte di freccia e lame, da interi nuclei e scarti di lavorazione.

Tra il Bronzo antico e medio si rileva la presenza di capanne, piani di lavoro, focolai e fosse, queste ultime prevalentemente adibite a scarico di materiali.

Interessante il contenuto di due fosse: la più antica pone una serie di interrogativi circa la sua natura e significato all'interno della comunità; vi è stata recuperata una discreta quantità di vasi di dimensioni e forme diverse: grandi contenitori, olle, sostegni a clessidra, boccali. Molti di essi recano una decorazione a triangolini excisi, tipica della facies di Palma Campania, dal luogo di maggiore rinvenimento di ceramiche con tali decorazioni. Una placchetta rettangolare con due fori è l'unico oggetto in osso.

Tutti questi materiali, probabilmente rotti intenzionalmente, ricoprivano uno scheletro umano, rinvenuto prono sul fondo della fossa. L’esame osteologico dei resti ha permesso l'attribuzione ad un uomo di età compresa fra 45 e 50 anni, ucciso mediante un colpo infertogli sul capo. Il suo corpo fu infine bruciato e buttato nella fossa.

La fossa più recente ha restituito vasellame ceramico, una punta di freccia e ossa di bovini e di suini. La ceramica è rappresentata da tazze attingitoio con ansa a sopraelevazione asciforme, tazze carenate, sostegni a clessidra e ollette, di cui una decorata sull'orlo da una serie di linguette. …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico della media valle del Sele».

Linea del tempo

  1. 2000Apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

EboliTreno, la più vicina
1,0 km in linea d’aria
Museo archeologico della media valle del SelePiazza San Francesco, Eboli
Aeroporto di Salerno - Costa d'Amalfi12,4 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri musei in Campania

Tutti: musei in Campania

Cosa vedere a Eboli: 8 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Museo archeologico della media valle del Sele?

Museo archeologico della media valle del Sele si trova nel comune di Eboli, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo Piazza San Francesco, Eboli. Coordinate: 40.61920, 15.05610.

Quali sono gli orari di Museo archeologico della media valle del Sele?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Mo-Fr 08:30-16:00; May, Jun, Jul Su [1] 08:30-16:00; Sa, Su off. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Cosa vedere vicino a Museo archeologico della media valle del Sele?

Nei dintorni si trovano: Monastero di Sant'Antonio abate (a 200 m), Castello Colonna (a 200 m), Fornaci romane di Eboli (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Museo Eboli — Liberotag73, CC BY-SA 3.0
  2. ManES - Scheletro Battipaglia — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  3. ManES dettaglio cinturone - arabeschi — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  4. ManES Dettaglio cinturone - ganci di chiusura — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  5. ManES Elmo — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  6. ManES Sala primo piano — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  7. ManES Statuetta femminile Tomba 31 — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  8. ManES Tomba 83 — ManES2021, CC BY-SA 4.0
  9. ManES Tomba femminile Età del Ferro — ManES2021, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap