Foto: Freed73, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°37′03″ N, 14°59′27″ E
- Indirizzo
- Via Roberto il Guiscardo
Storia e descrizione
Il castello di Battipaglia, noto localmente come "Castelluccio" o "Castelluccia", è un edificio d'epoca medievale costruito intorno all'anno Mille sui resti di una precedente struttura militare più antica, su commissione di Guaimario IV di Salerno per poter proteggere militarmente e inizialmente una vasta area che include la zona dove scorre il fiume Tusciano, nella valle del Tusciano e in prossimità delle terre situate intorno al fiume Sele.
L'edificio sorge su una collina che domina la città in posizione strategica, dove le ultime pendici preappenniniche si abbandonano alla piana del Sele, proprio all’imbocco della valle del Tusciano e nei pressi dell'antica via romana Popilia.
Col passare del tempo e in epoca moderna, durante la prima ristrutturazione totale della struttura le nuove tendenze aristocratiche l'hanno trasformato in una residenza signorile estiva, seguita poi da altri ampliamenti e opere di miglioramento estetico sia interno che esterno, avvenute, con la seconda ristrutturazione totale dell'intero edificio.
È stato dichiarato bene artistico e culturale dalla sovrintendenza dei beni artistici e culturali dalla regione Campania nel 1994.
Storia
Secondo le fonti ufficiali il castello venne fatto costruire su volontà di Guaimario IV di Salerno intorno all'anno mille sui resti di una struttura militare precedente e più vecchia che, risalirebbe al VIII secolo o IX secolo di cui, è stata inglobata in parte all'interno della nuova ma di cui si sono perse quasi totalmente le sue tracce e documentazioni inerenti.
Il castello venne fatto erigere principalmente dal regnante locale dell'epoca Guaimario IV di Salerno poiché venne a crearsi la necessità di proteggere una grande area ecclesiastica ed economicamente produttiva, tra cui anche un monastero dei frati benedettini chiamato San Mattina de loco Tusciano (San Mattina in Tusciano) e un altro col nome di S. Arcangelo de Battipalea apud Ebulum (Sant'Arcangelo di Battipaglia presso Eboli), tuttora esistenti ed attivi anch'essi e citati entrambi in un documento databile del 1053, dove si evince la funzione esercitante la protezione che offrivano le guardie del castello verso questa vasta area abitata.
La struttura è menzionata una prima volta in un documento ufficiale del Principato di Salerno riportante la data 4 ottobre 1080, nel quale l'amministrazione longobarda locale confermava alla Chiesa di Salerno il possesso del duomo di San Matteo di Salerno, la chiesa di San Vito al Sele (situata nella piana del fiume Sele, nella contrada Santa Cecilia ad Eboli e anche la località Campolongo situata attualmente nei pressi dell'attuale cittadina di Santa Lucia, vicino a Battipaglia. Di quest'ultima città venne consegnato alla Chiesa di Salerno anche il possesso del Castellucium de Baptipalla (castelluccio di Battipaglia).
La fortezza viene citata anche nell'inventario federiciano (del re Federico II di Svevia) dei castelli del 1230-1231.
È noto che Bertoldo di Hohenburg, principe di Taranto e governatore del principato di Salerno, stabilì nel 1251 che il castelluccio e il casale di Battipaglia venissero restituiti alla chiesa salernitana. Dopo la morte di Enrico VI di Svevia, il capitano del suo esercito, tale conte Marcoaldo d’Anvellier, se ne impossessò.
Dalla metà del XIII secolo in poi non vi sono notizie riguardanti il castello, quantomeno sino agli inizi del XVII secolo, più esattamente nel 1612, divenne proprietà di una famiglia di nobili di Angri, originari della Liguria, i Doria. …
Leggende
Si narra che una delle castellane, un giorno, mentre guardava il mare, guardò giù nelle stalle e si innamorò dello stalliere che badava ai cavalli. Nei lunghi periodi di assenza del marito nobile, la donna giaceva con il suo amante nelle scuderie del palazzo ma, furono scoperti da una fedele cortigiana del castello, che informò il signore al ritorno da uno dei suoi viaggi. Il signore decise subito di punirli entrambi, per primo venne fatto uccidere lo stalliere sotto gli occhi della moglie, ma quest'ultima disperata si impiccò poi nel giardino interno del palazzo.
Da quel momento le donne adultere di Battipaglia stanno molto attente a non guardare in alto verso le mura del castello perché, potrebbero incontrare lo sguardo attonito del fantasma della castellana che le rammenta dal non tradire i loro consorti.
Architettura
La struttura possiede ancora delle mura originali risalenti al VIII-IX secolo dell'antica struttura militare preesistente che poggiano sulla roccia della collina e una torre fatta costruire con i lavori di ampliamento del castello nel XIII secolo. La facciata presenta tre torri quadrangolari costruite successivamente; il complesso include una piccola cappella accessibile dal cortile interno, una veranda, cucine, un locale adibito a dispensa per i viveri, un frantoio e diversi bagni dove è conservata un'antica caldaia. Al castello è annessa una piccola grotta usata probabilmente come riparo per il bestiame, collegata un tempo tramite mura interne. I locali del pian terreno sono caratterizzati da spettacolari volte a crociera scavate nella pietra viva risalenti all'anno mille. Vi sono inoltre due forni a legna e cinque caminetti un tempo rivestiti in marmo, montacarichi per il trasporto di vivande e stipiti delle porte in granito. L'appartamento nobiliare non era molto grande: era composto da sei stanze, tra le quali quella più grande era probabilmente il salone. Questo era illuminato da due grandi finestre archiacute che dovevano essere bifore, ma oggi non presentano più i loro pilastrini centrali. L'ultima stanza della parte gentilizia porta ad un grande scalone in pietra e a stanze del piano terra, che sono illuminate da finestre poste in alto. Sono state costruite dei torricini (piccole torri) in aggiunta nei pressi di alcune parti delle mura di difesa, durante i nuovi lavori di riqualificazione dello stabile. Sono presenti anche delle riproduzioni di dipinti moderni mentre un affresco della Vergine Maria brandente una scimitarra, che è stato fortemente vandalizzato non si sa se durante gli ultimissimi restauri dell'intero edificio, è stato restaurato o meno.
Lo stemma della famiglia Pignatelli tutt’oggi è visibile lungo una delle pareti esterne e vicino all'ingresso principale del castello, ricorda il matrimonio dell’ultima erede del castello con Ferdinando Ferrara di Olevano, decretando la fusione dei due casati.
È stato posto un nuovo stemma della famiglia Santese visibile lungo la parete esterna del muro del castello, con al disotto una dedica alla fondazione Santese. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castelluccio».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappa- Monastero di Sant'Antonio abate5,4 km
- Fornaci romane di Eboli5,4 km
Castello Colonna5,4 km
Museo archeologico della media valle del Sele5,5 km
Museum of operation Avalanche5,6 km
Grotta di San Michele Arcangelo7,3 kmParco archeologico urbano dell'antica Picentia9,5 km
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- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Castelluccio?
Castelluccio si trova nel comune di Battipaglia, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo Via Roberto il Guiscardo. Coordinate: 40.61754, 14.99093.
Cosa vedere vicino a Castelluccio?
Nei dintorni si trovano: Monastero di Sant'Antonio abate (a 5,4 km), Fornaci romane di Eboli (a 5,4 km), Castello Colonna (a 5,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Castelluccio di Battipaglia — Freed73, Public domain
- Battipaglia - Castelluccio - 2023-09-29 17-18-53 001 — DaniClick, CC BY-SA 4.0
- Battipaglia - Castelluccio - 2023-09-29 17-19-30 001 — DaniClick, CC BY-SA 4.0
- Battipaglia - Castelluccio - 2023-09-29 17-19-48 001 — DaniClick, CC BY-SA 4.0
- Castelluccio Battipaglia — Donatolongo, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze