Monte Chiodo
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Sito archeologico

Monte Chiodo

Altura presso Buonalbergo, con resti di un abitato preromano e uno medievale

Buonalbergo (BN), Campania

Indicazioni

In breve

Coordinate
41°14′17″ N, 14°58′36″ E

Storia e descrizione

Monte Chiodo (scritto anche Montechiodo; Montechiuovi nel dialetto locale) è un'altura a nord dell'abitato di Buonalbergo, in provincia di Benevento. Situata in posizione dominante sulla valle del Miscano, raggiunge un'elevazione massima di 806 m s.l.m.

In età altomedievale essa ospitava un insediamento fortificato, chiamato Montegiove, che prendeva il posto di un centro preromano; rimangono evidenze archeologiche di entrambi, ma prevalentemente dell'abitato medievale.

Alle falde dell'altura passa il tratturo Pescasseroli-Candela e vi è una taverna.

Storia

L'attuale nome dell'altura sembra essere una corruzione di Mons Iovis ("Monte di Giove"), nome con cui l'insediamento medievale viene chiamato nel Chronicon Beneventanum (XII secolo) in merito alla sua distruzione. La dicitura Montedigione era in effetti ancora ricordata nel tardo XVIII secolo, ma già nel XV secolo apparivano Mons Clovi e Monte Chiovi. Il secondo è quello che appare anche nei secoli più recenti, fino a essere italianizzato nell'attuale Monte Chiodo.

I ritrovamenti archeologici su Monte Chiodo, sebbene perlopiù medievali, includono anche resti preromani, che fanno pensare all'esistenza di un importante insediamento sorto a controllo delle vallate circostanti. Un'annotazione poco precisa di Luca Olstenio è stata letta talvolta come un'identificazione di Monte Chiodo con il vicus di Forum Novum lungo la via Traiana; in ogni caso ciò è da escludere, anche perché il sito di Forum Novum è stato dimostrato essere altrove.

Invece una parte della storiografia ottocentesca di ambiente napoletano, insieme con quella locale, ha tentato di identificare questo centro con la città sannitica di Cluvia: la sua esistenza è nota da Tito Livio, che la menziona scrivendo delle vicende della seconda guerra sannitica relative all'anno 311 a.C.:

A giustificare questa assunzione è il nome Clovi/Chiovi nei documenti post-medievali, che verrebbe considerato come derivante da quello di Cluvia. Si è fatto anche riferimento a una colonia romana che fu dedotta a Cluvia, da cui probabilmente prendeva il nome una gens: secondo Sesto Giulio Frontino, il territorio di tale colonia confinava con quello di Bojano o dei Liguri Bebiani; e ambo i casi sono compatibili con la posizione di Monte Chiodo. Tuttavia, gli scavi archeologici non hanno restituito evidenze che l'area fosse ancora utilizzata in età romana, e la storiografia moderna riconosce Cluvia in tutt'altro settore del Sannio, presso la moderna Casoli. …

Il sito archeologico

Fra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX, erano segnalati su Monte Chiodo notevoli resti di edifici antichi, nonché cavità sotterranee, forse un acquedotto. Non mancarono rinvenimenti di «vasi, idoletti, corniole, gemme incise», in parte raccolte dal possidente locale Domenico Perrelli.

Sono state effettuate delle ricerche archeologiche su Monte Chiodo nel 1999 e nel 2000. L'insediamento si estendeva sul versante meridionale della collina; le tracce murarie sembrano coprire una cospicua estensione, ma le indagini si sono concentrate sui resti principali, che in pochi punti superano il metro e mezzo di altezza, e sui materiali rinvenuti nei loro pressi.

La rocca di Montegiove sorgeva in cima alla collina, inserita nella cinta muraria dell'insediamento. La sua pianta è quella di un trapezio, con un'altezza di 53 m e la base maggiore di 35 m. Le basi sono orientate quasi in direzione W-E. Entro il trapezio, sul lato ovest, sono riconoscibili le mura che delimitano due vani. Inoltre, fuori dal lato sud, è riconoscibile la base di una torretta triangolare, che sporge per 9,5 m.

Le mura sono costruite in opera cementizia, con un paramento di blocchi calcarei tagliati dalla collina stessa. Quelli che compongono la torre sono meglio rifiniti. Le mura del corpo trapezoidale sono spesse tra 1,25 e 2 m, mentre quelle della torre sono più spesse. La porzione più consistente che sia stata scavata delle mura del corpo trapezoidale si trova sul versante ovest, e rivela la scarsa qualità della malta ivi utilizzata.

In accordo con l'età suggerita per la sua costruzione, la struttura della rocca sembra rispondere a criteri costruttivi tardoantichi o bizantini.

I resti della chiesa del villaggio sorgono circa 80 m a sud della rocca. La chiesa, a navata singola, è orientata in direzione W-E, trasversalmente al pendio della collina. È lunga circa 25 m e larga 9; nella parete di fondo, a est, si apre un'abside semicircolare. Il presbiterio, lungo 6 m, è diviso dalla navata tramite una transenna con un'apertura centrale. …

La taverna

Ai piedi di Monte Chiodo, a sud di esso, passa un'importante via direttrice della transumanza, già a partire dall'antichità preromana. Con il riordino voluto da Alfonso V d'Aragona nel 1447, essa fu inserita come parte del percorso principale del Regio Tratturo n. 7, che conduceva da Pescasseroli a Candela. Probabilmente fu insieme con questa opera di istituzionalizzazione delle vie della pastorizia che furono impiantate delle taverne lungo il percorso. Questi luoghi erano i punti in cui veniva riscosso il pedaggio, poi abolito entro la fine del XVIII secolo; inoltre erano luoghi di sosta e ristoro, probabilmente rivolti non ai pastori ma alle altre categorie di viaggiatori lungo il tratturo.

La taverna di Monte Chiodo è un edificio a due piani, posto poco oltre la confluenza di un percorso proveniente da Benevento nel tratturo principale. È costruito quasi interamente in pietra calcarea: su un basamento in grossi conci lavorati si ergono le mura, costituite da blocchetti grezzi.

La facciata è delimitata da due torrette circolari ai lati. Il portale, ad arco ribassato, è centrato fra due finestre. Al piano superiore, in corrispondenza, è una piccola loggia a tre arcate, con un balconcino lievemente sporgente, compresa fra due finestre corrispondenti a quelle del piano inferiore. Una cornice separa visivamente i due piani. Il portale e le finestre del piano terra, in facciata e ai lati, sono contornati tutti con conci lavorati.

L'androne al piano terra, immediatamente oltre il portone, presenta una fonte con una vasca in pietra sul lato destro. A sinistra dell'androne erano le cucine, mentre a destra sono le scale per accedere al piano superiore, ove si trovavano le camere. Dietro al corpo principale dell'edificio sono poste delle stalle.

A fine XVIII secolo veniva segnalato che il tariffario per il passaggio era inciso sul lato opposto di un'iscrizione romana mutila, prelevata presso il ponte delle Chianche, che commemorava alcuni lavori di restauro della via Traiana.

La taverna fu abbandonata verso gli anni 1950 o 1960 insieme con il tratturo. Nei primi anni 2000 è stata sottoposta a un restauro, che fra l'altro ha riaperto gli archi della loggia, precedentemente otturati. Tali lavori hanno però determinato anche un crollo parziale dell'edificio, che poi è stato ricostruito fedelmente.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monte Chiodo».

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Domande frequenti

Dove si trova Monte Chiodo?

Monte Chiodo si trova nel comune di Buonalbergo, in provincia di Benevento (Campania). Coordinate: 41.23812, 14.97660.

Cosa vedere vicino a Monte Chiodo?

Nei dintorni si trovano: Pietramaggiore (a 2,7 km), Ponte delle Chianche (a 3 km), Ponte Ladrone (a 4,4 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. Mappa di Monte Chiodo — OpenStreetMap contributors, Antonio De Capua OpenStreetMap contributors, CC BY-SA 2.0
  2. Monte Chiodo - spianata della rocca — Antonio De Capua, CC BY-SA 4.0
  3. Monte Chiodo (25719224504) — Antonio De Capua, CC BY-SA 2.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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