- UNESCO
Foto: Gmarzioz, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero
Monastero di San Felice
Edificio religioso di Pavia
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Coordinate
- 45°11′18″ N, 9°09′08″ E
Storia e descrizione
Il monastero di San Felice fu uno dei principali monasteri benedettini femminili di Pavia; fondato sin dall'epoca longobarda, fu soppresso nel XVIII secolo. Del primitivo complesso di età longobarda si conservano parte della chiesa e la cripta.
Storia
La prima attestazione di questo monastero è del 760, quando il re longobardo Desiderio e sua moglie, la regina Ansa, lo confermarono sotto la giurisdizione al monastero di Santa Giulia di Brescia. Forse in riferimento a questa regina (o a un'altra regina longobarda), era detto comunemente monastero della Regina. La dedica ufficiale fu inizialmente a Santa Maria e ai Santi Pietro e Paolo; fu detto di san Felice attorno al 1000, dopo che nella chiesa fu posta la reliquia di questo santo.Nel IX secolo il monastero è menzionato in 4 diplomi regi e nella seconda metà dello stesso secolo l’intitolazione del Salvatore venne sostituita dall’appellativo della Regina. L’ente nell’851 fu confermato come dipendenza del monastero bresciano con l’appellativo della Regina: Lotario e Ludovico II ne fecero dono a Gisla, rispettivamente figlia e sorella dei due sovrani. Nell’868 il monastero fu donato dall’imperatore Ludovico II alla moglie Angelberga, possesso confermato da re Arnolfo nell’889. Nell’890 fu sepolta al suo interno Ethelswith, sorella del re inglese Alfredo e moglie del re di Mercia Burgred, morta mentre si trovava a Pavia. Nell’891 Guido donò il monastero alla moglie Ageltrude e, tramite quell’atto, cessano le relazioni con il monastero di Santa Giulia di Brescia iniziando quelle con il Monastero di San Salvatore di Pavia. L’ente passò poi sotto il controllo dei sovrani della dinastia ottoniana: una lapide posta all’interno della chiesa ricorda gli interventi edilizi patrocinati dall’imperatore Ottone III nel 980. Lo stesso sovrano nel 1001 confermò al monastero i privilegi e le donazione ottenute dai precedenti re e imperatori, ricordando inoltre che l’ente conservava una reliquia del legno della Croce, insieme ai resti del martire dalmata Felice. Nei secoli centrali del medioevo (IX-XII) il monastero ricevette numerose donazioni imperiali e diplomi di immunità e conferma dei propri beni da parte degli imperatori Ottone III, Enrico II, Corrado II, Enrico IV. In particolare con il diploma dell’imperatore Enrico II del 1014 il monastero ottenne beni sul Lago Maggiore, a Coronate, Voghera, Travacò Siccomario, Pieve Porto Morone e Tromello. …
Descrizione
Recenti scavi archeologici ci hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione le vicende architettoniche della chiesa che è datata intorno alla metà dell’VIII secolo e fu costruita sui resti di edifici di età tardo romana. Originariamente l’edificio era ad aula unica e dotato di tre absidi e provvisto all’esterno di un atrio, destinato ad area sepolcrale, inglobato nel X secolo dalla chiesa. Durante gli scavi del 1996/97 vennero ritrovate otto tombe alla cappuccina (mentre altre sepolture vennero alla luce su via San Felice), alcune delle quali affrescate internamente con immagini sacre e che sono visibili all’interno dell’aula universitaria che occupa lo spazio della ex chiesa. Tali sepolture risalgono all'VIII secolo e in una di esse si conserva una scritta con il nome della badessa Ariperga, prima destinataria della tomba, mentre in un’altra tomba è stato rinvenuto lo scheletro di una religiosa corredata da un anello in bronzo dorato con gemma incastonata e calzari di cuoio ai piedi. Esternamente, lungo via San Felice, si può ancora osservare la partitura muraria altomedievale della chiesa, caratterizzata, analogamente a San Salvatore a Brescia e Santa Maria della Cacce a Pavia, da alte arcate cieche con finestrelle. L’edificio subì rimaneggiamenti in età rinascimentale e moderna, come il quattrocentesco loggiato che ospitava il coro delle monache. Nel XVII secolo la chiesa venne allungata e fu interamente riaffrescata, a tali interventi risalgono anche le scritte presenti lungo le pareti che elencano le reliquie contenute nell’edificio sacro: San Giorgio, un frammento della Croce, San Felice, San Desiderio, San Sergio e San Bacco. Nel 1611 la badessa Bianca Felicita Parata da Crema fece trascrivere sulla parete nord della chiesa l’epigrafe con cui si ricordavano gli interventi edilizi promossi dall’imperatore Ottone I e la tumulazione all’interno della chiesa del corpo di Felicita, figlia del sovrano e monaca nel monastero. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monastero di San Felice».
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Domande frequenti
Dove si trova Monastero di San Felice?
Monastero di San Felice si trova nel comune di Pavia, in provincia di Pavia (Lombardia). Coordinate: 45.18833, 9.15222.
Cosa vedere vicino a Monastero di San Felice?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Giorgi Berziza (a 100 m), Palazzo Giorgi (a 100 m), Palazzo Botta Adorno (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Monastero di San Felice — Gmarzioz, CC BY-SA 4.0
- Monastero di San Felice - Pavia — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di San Felice - Pavia — Capricornis crispus, CC BY-SA 4.0
- Parete laterale della ex chiesa di San Felice Pavia — FabioRomanoni, CC0
- Tomba san felice — FabioRomanoni, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze