Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro
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Foto: G.dallorto, Attribution · Wikimedia Commons

Abbazia / Monastero, VIII secolo

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

Chiesa di Pavia

Pavia (PV), Lombardia

Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, VIII secolo
Stile
Architettura romanica
Dedicato a
Pietro
Materiali
Mattone
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°11′29″ N, 9°09′18″ E
Indirizzo
Piazza San Pietro in Ciel d'Oro, 1-5

Storia e descrizione

La basilica di San Pietro in Ciel d'Oro (in coelo aureo) è una chiesa di Pavia con dignità di basilica minore.

Sorta, forse sopra una precedente chiesa del VI secolo, all'inizio del VIII secolo in piena epoca longobarda, è menzionata per la prima volta dallo storico Paolo Diacono (720-799). La basilica fu ricostruita in stile romanico tra l'XI e il XII secolo. La basilica paleocristiana originale, chiamata San Pietro in Ciel d'Oro per via delle volte dorate, era sorta sul luogo ove era sepolto san Severino Boezio, filosofo e senatore romano fatto uccidere dal re ostrogoto Teodorico il Grande nel 525. Alcuni scavi archeologici, effettuati nel 2018/19 dietro l'abside della basilica, hanno portato alla luce murature riferibili all'abside del precedente edificio.

Insigne esempio di architettura romanica lombarda e generalmente considerato, insieme alla basilica di San Michele Maggiore, il più importante monumento religioso medievale della città di Pavia, la chiesa venne riconsacrata da papa Innocenzo II nel 1132 al termine dei lavori di ricostruzione.

Storia

La basilica fu fondata dal re longobardo Liutprando, su una precedente chiesa del VI secolo, per ospitare le spoglie di sant'Agostino che erano state custodite fino al 722 a Cagliari nella omonima cripta, ove erano giunte nel 504 dalla città di Ippona, attualmente in Algeria, al seguito di Fulgenzio di Ruspe, esiliato assieme ad altri vescovi del Nord Africa dal re vandalo Trasamondo. Il re Liutprando, infatti, temeva che i saraceni potessero trafugare una così importante reliquia nel corso delle loro frequenti scorrerie sulle coste del Mediterraneo.

Il monastero fu per un breve periodo affidato ai monaci colombaniani. Da giovane vi studiò e si formò come monaco Paolo Diacono, storico e poeta dei Longobardi. Nel 743 papa Zaccaria venne a Pavia per convincere il re Liutprando a desistere dalla conquista di Ravenna, allora assediata dai longobardi. Durante questa visita il papa si trattenne nella basilica, dove anche celebrò la messa della vigilia della festa di San Pietro. Nel monastero sorse nel IX secolo anche un importante scriptorium e una scuola, guidata dal monaco irlandese Dungal di Bobbio, presso la quale, come ordinato nel capitolare olonense, emanato dall'imperatore Lotario nel palazzo reale di Corteolona nell'825, dovevano recarsi a studiare gli studenti provenienti da Milano, Brescia, Bergamo, Lodi, Novara, Vercelli, Tortona, Asti, Acqui, Genova e Como. Da X secolo il monastero godette di numerosi privilegi, tra i quali quello di essere soggetto solo all'autorità del papa. Nel 987 Maiolo di Cluny soggiornò nel monastero e ne riformò i costumi monastici, mentre, non molti anni dopo, nel 1004, l'imperatore Enrico II trovò riparo nel recinto fortificato del monastero (l'area della basilica fu inserita all'interno delle mura di Pavia solo nel tardo XII secolo) dalla furia dei pavesi, che non volevano che il sovrano fosse incoronato. …

Architettura

Della chiesa longobarda rimangono pochissimi resti, nascosti sotto la ricostruzione romanica terminata intorno al 1132. San Pietro in Ciel d'Oro si presenta, così, come molte altre chiese pavesi dell'epoca: un edificio in mattoni, a tre navate con transetto, abside e cripta.

La facciata a capanna è scandita da due contrafforti che la dividono in tre zone, corrispondenti alle navate interne; il contrafforte di destra, più spesso, ospita una scala interna che permette di accedere al tetto. La sommità è coronata da una loggetta cieca e da un motivo ad archi intrecciati. La pietra (arenaria) è usata solo per le parti più importanti, come il portale, le finestrelle e gli occhi di bue. Il portale, in arenaria e marmo, reca, entro il timpano, la figura di San Michele al centro, affiancato, ai lati, dalle immagini di due oranti. Queste sculture sono tra le più antiche della basilica e sono datate al 1050-1090. Lungo i contrafforti si notano le tracce di un antico nartece, o forse di un quadriportico, che precedeva l'ingresso alla chiesa.

L'interno è scandito da cinque campate, rettangolari nella navata centrale e quadrate nelle navate laterali. Rispetto alla basilica di San Michele Maggiore si percepiscono immediatamente le diverse proporzioni della navata centrale, più larga, più lunga e meno slanciata, la più rigorosa successione dei pilastri, tutti grossolanamente a medesima sezione anziché alternati come nell'altra chiesa, e l'assenza dei matronei. Le campate dalla seconda alla quinta sono coperte da volte a crociera; la prima, più alta, in funzione quasi di atrio interno (endonartece) o addirittura di falso transetto, è coperta da volta a botte. Essa svolge anche funzioni statiche poiché serve come appoggio per la facciata. Il diverso schema di coperture è percepibile anche all'esterno, osservando il differente andamento delle falde. Le prime due campate della navata sinistra sono decorate da affreschi con le Storie della vita di Cristo (si conserva soprattutto la scena con la Resurrezione) opera di Bartolomeo Bonone, in parte coperti da altri affreschi realizzati nella seconda metà del XVI secolo. Dopo l'arco trionfale, si apre il transetto, che, contrariamente a quello di San Michele Maggiore non sporge rispetto al corpo principale, ma occupa la profondità delle tre navate. …

Arca di Sant'Agostino

Nel presbiterio, prima del coro, si trova l'Arca di Sant'Agostino, un capolavoro marmoreo del Trecento, scolpito da Giovanni di Balduccio.

Si tratta di un'opera gotica divisa in tre fasce: in basso, uno zoccolo contenente l'urna con i resti del santo; al centro, una fascia aperta, con la statua di Sant'Agostino dormiente; in alto, l'ultima fascia, poggiata su pilastrini e coronata da cuspidi triangolari. L'intera opera è decorata da più di 150 statue, che raffigurano angeli, santi e vescovi, e da formelle con la vita del santo.

L'Arca fu commissionata nel 1362 dal frate agostiniano pavese Bonifacio Bottigella, priore del convento e celebre professore dell'università cittadina, nonché confessore e figura stimata dalla principessa Bianca Visconti di Savoia.

L'arca custodisce la Cassetta Reliquiario di Sant'Agostino, opera di oreficeria di età longobarda. La cassetta, in argento, fu donata al cenobio dal re Liutprando intorno al 725. Alcuni dettagli decorati dell'opera, come le crocette in argento dorato, segnano un passaggio dell'arte longobarda verso modelli di derivazione bizantina e paleocristiana.

Cripta e sepoltura di Severino Boezio

Nella cripta della chiesa di San Pietro in Ciel d'oro sono ospitate le ossa di san Severino Boezio (475-525), il filosofo autore del De Consolatione Philosophiae, opera da lui scritta durante i due anni di esilio pavese. Venne fatto uccidere nell’anno 525 d.C. dal re ostrogoto Teodorico, di cui era stato ministro.

Di tale sepoltura parla anche Dante nella Commedia, nel canto X del Paradiso: Boezio si trova infatti nel cielo del Sole, fra gli spiriti beati della prima corona, che in terra hanno brillato per la loro sapienza cristiana, accanto a filosofi, letterati, scienziati e uomini d’azione. Dante lo indica attraverso la perifrasi “anima santa” e cita espressamente la tomba in "Cieldauro":

Le ossa di Boezio sono collocate in una piccola urna di stile ravennate (eseguita da Antonio Cassi su disegno dell’architetto Brusconi). Dietro l’altare su una lastra di marmo è riportato un epitaffio che celebra la sapienza di Severino Boezio e che è attribuito a Gerberto di Aurillac, poi papa Silvestro II. La lapide originaria di Boezio, risalente al VI secolo, è invece conservata nei Musei Civici.

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Basilica di San Pietro in Ciel d'OroPiazza San Pietro in Ciel d'Oro, 1-5
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Domande frequenti

Dove si trova Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro?

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro si trova nel comune di Pavia, in provincia di Pavia (Lombardia), all'indirizzo Piazza San Pietro in Ciel d'Oro, 1-5. Coordinate: 45.19128, 9.15494.

A quando risale Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro?

La datazione indicata da Wikidata è: VIII secolo.

Cosa vedere vicino a Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro?

Nei dintorni si trovano: Palazzo INCIS (a 100 m), Casa Milani (a 100 m), Porta Milano (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. 0311 - Pavia - S. Pietro - Facciata - Foto Giovanni Dall'Orto, Oct 17 2009 — G.dallorto, Attribution
  2. Colonna Miliare in serizzo con dedica all'imperatore Costantino, 327-328 d.C. dalla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro — FabioRomanoni, CC0
  3. Pavia - Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro - 2025-09-11 17-58-43 001 — Bubici, CC BY-SA 4.0
  4. Pavia - Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro - 2025-09-11 18-00-19 001 — Bubici, CC BY-SA 4.0
  5. 5839 - Pavia, Università - Lapide di Giorgio Ripa, + 1604 - Foto Giovanni Dall'Orto, 7 ottobre 2015 — Giovanni Dall'Orto, CC BY-SA 2.5 it
  6. Stipiti decorati in marmo, dell'VIII secolo, esposti nel Museo Archeologico dei Musei Civici di Pavia — Sciking, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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