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Foto: Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Lanuvium
Antica città del Lazio e sito archeologico italiano
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°40′29″ N, 12°41′51″ E
Storia e descrizione
Lanuvio è un comune italiano di 12 857 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Situato a circa 33 km a sud est della capitale, sui Colli Albani, il suo territorio ricade in parte all'interno dei confini del parco regionale dei Castelli Romani.
Storia
L'odierno centro urbano insiste sul sito dell'antica Lanuvium, ben identificata quest'ultima grazie alle testimonianze di Strabone e di Appiano.
Sulle presunte origini di Lanuvio, ci sono pervenute una serie di tradizioni tra loro contrastanti, cosa questa tra l'altro riscontrabile per altre città del Lazio antico. La prima che si rifà al filone greco-argivo è quella tramandata da Appiano, secondo cui la fondazione di Lanuvio fu dovuta a Diomede figlio di Tideo, signore di Argo. La seconda, invece, relativa al filone troiano, è emersa grazie al ritrovamento di frammenti di intonaco rinvenuti nel 1969 a Taormina e appartenenti al ginnasio dell'antica Tauromenion, dove si parla di Fabio Pittore, primo annalista romano, e gli si attribuisce la narrazione dell'arrivo in Italia, in seguito alla guerra di Troia, di un certo Lanoios, fondatore nel Lazio di una cittadina, che avrebbe preso da lui il nome.
Studi sulla veridicità di queste tradizioni si sono susseguiti nel tempo, e tra l'altro gli ultimi progressi della ricerca archeologica hanno restituito loro un buon margine di credibilità, anche se alcune di esse sono da prendere cum grano salis.
Per Lanuvio, infatti, c'è discordanza tra le fonti antiche, che riporterebbero la fondazione della cittadina agli anni immediatamente successivi alla guerra di Troia (1180-1170 a.C.), e le testimonianze archeologiche i cui reperti più antichi, rinvenuti sul colle San Lorenzo, si datano al più presto agli inizi del IX secolo a.C.
Le prime notizie attendibili della cittadina ci testimoniano che, sul finire del VI secolo a.C., faceva parte dei trenta populi della lega latina, populi che si riunivano nel lucus di Diana Nemorense. Insorse, insieme ad altre città latine, contro Roma, nella battaglia presso Aricia (504 a.C.), in quella del lago Regillo (496 a.C.), nel 383 a.C., nel 341 a.C., con esiti quasi sempre negativi.
In seguito all'ultima e definitiva sconfitta avvenuta nel 338 a.C., perse, insieme alle altre cittadine del Latium vetus, l'indipendenza, ma già nel 332 a.C. ottenne un trattamento di privilegio e la Civitas cum suffragio da parte di Roma, in cambio di ammettere il popolo romano ad amministrare la metà dei proventi del santuario di Giunone Sospita. …
Monumenti e luoghi d'interesse
La Collegiata
La chiesa medievale di S. Maria, corrisponde all’odierna collegiata di S. Maria Maggiore, nel centro storico. Eretta al di sopra di una villa romana, è stato ipotizzato che nella sua fase originaria sia stata una domus ecclesia, per le riunioni dei primi cristiani. Ne sono documentate due fasi nell’Altomedioevo, una del VI e l’altra dell’VIII-IX secolo, epoca in cui la chiesa venne abbellita con transenne marmoree ed un ciborio. La fase romanica è documentata da alcuni elementi scultorei del XIII secolo, tra cui una sfinge marmorea dalle lunghe trecce (oggi smarrita). L’aspetto attuale della collegiata è il frutto di un intervento di restauro eseguito nel 1675 da Filippo Cesarini, come si legge dall’iscrizione in facciata.
Altra chiesa di origine medievale è quella di S. Andrea, di cui si scorge oggi l’abside in opera listata, con laterizi romani di spoglio, risalente al V-VI secolo d.C. Quest’abside venne fortunosamente alla luce durante i bombardamenti del 1944, a seguito dei quali venne chiamata localmente “capocroce” (sinonimo di abside). La dedica a S. Andrea, santo venerato dai Goti durante le guerre greco-gotiche del VI secolo a.C., lascia intendere che la chiesa fosse legata in qualche modo ad uno stanziamento militare dei Goti.
Santuario della Madonna delle Grazie
La chiesa medievale della Madonna delle Grazie sorge subito al di fuori del paese, sulla Via Astura. La prima fase risale al XII secolo, di cui si conserva l’ingresso originario (poi tamponato) rivolto ad ovest. Nel corso del Quattrocento, con l’arrivo dei frati francescani che eressero l’adiacente convento, la chiesa venne rialzata e restaurata e l’ingresso ruotato a sud. Nel Cinquecento infine ne venne addossato un avancorpo, con lo scopo di aumentarne la capienza, nel quale si scorge una bifora tardo-gotica. Oggi la chiesa conserva un dipinto, considerato miracoloso, della Madonna delle Grazie. Questo dipinto infatti ha una notevole importanza per gli abitanti di questo paese, ed è per questo che tutti gli anni, precisamente la seconda domenica del mese di Maggio si svolge una processione in onore della Vergine delle grazie.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Lanuvium».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Lanuvium?
Lanuvium si trova nel comune di Lanuvio, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.67469, 12.69758.
Cosa vedere vicino a Lanuvium?
Nei dintorni si trovano: Sito archeologico Pantanacci (a 100 m), Museo civico lanuvino (a 100 m), Palazzo Chigi (a 1,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- The portico of the Sanctuary of Juno Sospita at Lanuvium, Lanuvio, Italy (14738079961) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
- Etruscan helmet Tomb of the Warrior, Lanuvium — Bari' bin Farangi, CC BY-SA 4.0
- Lanuvium tombe de guerrier Ve av JC — Ursus, Public domain
- Antefissa a testa di sileno, 500-490 ac ca., da lanuvio (terme di diocleziano) — Sailko, CC BY 3.0
- MNR Terme di Diocleziano - collegium Dianae et Antinoi P1200694 — Lalupa, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze