- UNESCO
Foto: Petrusantonius, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, 1212
Convento della Santissima Trinità
Convento nel comune di Baronissi
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, 1212
- Coordinate
- 40°44′56″ N, 14°46′22″ E
- Indirizzo
- via Convento, 84081 Baronissi (SA)
Storia e descrizione
Il convento della Santissima Trinità (latino: Conventus Ssmae Trinitatis Sabae Terrae S. Severini) è un convento dei Frati Minori Francescani. Sorge su una collinetta anticamente chiamata "Monticello", al centro del comune di Baronissi, nella frazione di Sava.
Storia
La data della fondazione resta ancora oggi incerta. Il padre Niccolò Gasparino da Spinazzola lo vuole fondato dal beato Simone d'Assisi verso il 1212, ma questa affermazione non resiste alla critica storica. Sicuramente però il convento e la chiesa esistevano nella prima metà del secolo XV, poiché in detto convento nel 1449 sicuramente abitavano gli Osservanti, e nel 1451 morirono in concetto di santità il beato fra Paolo da Olevano sul Tusciano e fra Bernardo da Capaccio, i quali senza dubbio erano della gloriosa schiera degli Osservanti di Terra di Lavoro. Questo fatto suppone evidentemente che il convento in tale data era in piena efficienza e quindi doveva essere stato fondato già da qualche tempo. Inoltre nella chiesa, a destra di chi entra, c'è la tomba del cavaliere Giulio de S. Barbato, morto nel 1462. Quindi è molto probabile che il convento fu fondato nei primi decenni del Quattrocento, sotto l'impulso di san Bernardino da Siena e di san Giovanni da Capestrano, quando furono fondati anche altri conventi di cui manca la bolla di fondazione.
Nel 1532 questo convento fu colpito da un forte incendio. Probabilmente la chiesa subì danni soltanto nel soffitto e negli arredamenti. Ciò si deduce dal fatto che in essa, oltre la tomba del cavaliere Giulio de S. Barbato morto nel 1462, si trova anche il magnifico sarcofago del giurista Giacomo de Gayano, morto il 12 luglio 1512 e sepolto nella cappella di Sant'Antonio. Forse più ingenti furono i danni subiti dal convento, tanto che nel 1582 non era stato ancora interamente ricostruito. Probabilmente questo incendio ebbe ripercussioni anche nei secoli successivi, dal momento che nel Settecento fu necessario rinforzare il lato est che minacciava rovina. Tuttavia gran parte dei danni subiti furono riparati dagli Osservanti i quali, però, non poterono godere a lungo il frutto dei loro sacrifici perché il 12 novembre 1594 il convento fu ceduto ai Riformati.
Verso il 1644 iniziarono i lavori di ampliamento del convento che terminarono dopo il 1660. Questi lavori compresero anche la sacrestia ed il refettorio. …
La biblioteca
Attualmente la biblioteca conserva oltre 10.000 volumi. In seguito alla soppressione del 1866 la biblioteca del convento fu spogliata quasi del tutto ed i preziosi volumi furono portati alla biblioteca provinciale di Salerno, che ospita un intero fondo di libri che recano all'interno l'indicazione "SS. Trinitatis S. Severini". Tuttavia si conservano ancora preziosissimi esemplari: tra questi spiccano 9 Corali liturgici pergamenacei scritti nel 1717 dai padri Bernardino da Borgo San Lorenzo e Giovanni Pietro da Radicoforo della Provincia Riformata Toscana e miniati dal P. Bernardo da Rometta, 50 incunaboli, 350 cinquecentine di Aldo e Paolo Manuzio, dei Giunta fiorentini, degli editori veneziani del cinquecento e del seicento, 25 manoscritti. Questi volumi inoltre per l'elevatissimo valore artistico, furono esposte nel 1961 alla Mostra dei manoscritti con motivi natalizi presso il Palazzo Reale di Napoli. Fanno parte della stessa biblioteca i numerosi volumi del soppresso Collegio Serafico, raccolti da fra Generoso di Muro negli anni difficilissimi del secondo dopoguerra. Negli ultimi anni la biblioteca dei frati sta accogliendo importanti fondi librari antichi provenienti da biblioteche francescane della Provincia. Attualmente è in corso la catalogazione.
Il chiostro
Il chiostro, a pianta quadrata, risale al XV secolo e presenta il caratteristico pozzo centrale. Lungo la fascia perimetrale corre un ampio ambulacro, delimitato da sedici archi a tutto sesto, poggianti su altrettante colonne di spoglio di epoca romana-medievale con capitelli compositi. Nelle lunette delle pareti interne si sviluppa un ciclo di affreschi della prima metà del XVII secolo, raffiguranti scene della vita di San Francesco. Al di sotto di questi affreschi si presenta una serie di medaglioni di Santi Francescani, ed ancora, in due grandi lunette, si possono ammirare due affreschi attribuibili alla mano di Michele Ricciardi raffiguranti l'uno la Vergine Immacolata e, l'altro, il martrio dei missionari francescani fra Felice de Felice da Sanseverino, padre Antonio de Martino da Pescopagano e fra Giuseppe d'Atina, avvenuto il 25 marzo 1648 a Suakin, in Etiopia. Forse però l'opera di maggior valore artistico presente nel chiostro è un affresco del XVI secolo raffigurante una Deposizione entro un arcosolio. Altro elemento caratteristico del chiostro è il campanile, che termina con una cuspide, per certi versi arabizzante. Prima dei restauri del 2002 il chiostro era profondamente snaturato rispetto all'assetto originario. Questo intervento di restauro ha restituito lo stile puramente francescano che il tempo aveva deturpato.
Il Museo dell'Opera del convento
Negli scorsi anni i frati hanno pensato di raccogliere le opere presenti nel convento per costituire un museo nei bei locali recentemente restaurati che affacciano sul chiostro quattrocentesco. Nel Museo si possono ammirare numerose opere tra le quali si segnalano una splendida tela di Angelo Solimena raffigurante san Bernardino da Siena, l'insieme dei 14 dipinti di Michele Ricciardi che costituiscono la Via Crucis, altre due opere dello stesso autore, ossia un'Addolorata ed un Cristo alla colonna del 1701 di notevoli dimensioni, un angelo custode di scuola fiamminga, due tavole quattrocentesche raffiguranti san Michele Arcangelo e sant'Antonio da Padova, un Bambino Gesù seicentesco in cera di scuola siciliana, una natività di grandi dimensioni, opera di un valente maestro dell'arte presepiale napoletana del Settecento, reliquie di santi francescani, preziosi calici e paramenti sacri, circa 30 pastori napoletani settecenteschi che costituiscono un importante presepe, alcune urne cinerarie di epoca romana, e moltissime altre opere di pari valore ed interesse artistico.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Convento della Santissima Trinità».
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Domande frequenti
Dove si trova Convento della Santissima Trinità?
Convento della Santissima Trinità si trova nel comune di Baronissi, in provincia di Salerno (Campania), all'indirizzo via Convento, 84081 Baronissi (SA). Coordinate: 40.74885, 14.77287.
A quando risale Convento della Santissima Trinità?
La datazione indicata da Wikidata è: 1212.
Cosa vedere vicino a Convento della Santissima Trinità?
Nei dintorni si trovano: Ameriola (a 1,9 km), Castello di Mercato San Severino (a 5 km), Area archeologica etrusco-sannitica di Fratte (a 5,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 8 foto
- Convento Baronissi 2 — Petrusantonius, CC BY-SA 3.0
- Chiostro del Convento della SS. Trinità di Baronissi — Petrusantonius, CC BY-SA 3.0
- Madonna dell'Arco, affresco del M.R.P. fr Diego Campanile da Sanseverino iuniore, 1652, Chiesa del convento della SS.ma Trinità di Baronissi — Petrusantonius, CC BY-SA 4.0
- Convento Baronissi — Petrusantonius, CC BY-SA 3.0
- Capoletteraminiatobaronissi — Petrusantonius, Public domain
- Gesù servito dagli angeli nel deserto, Angelo e Francesco Solimena — Petrusantonius, CC BY-SA 4.0
- Gloria dell'Immacolata - Michele Ricciardi, Baronissi — Petrusantonius at Italian Wikipedia, Public domain
- SacrestiaConventoBaronissi — Petrusantonius, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze