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Foto: Mastrocom, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico, 1881
Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia
Complesso architettonico di Torino
In breve
- Epoca
- Età contemporanea, 1881
- Stile
- Razionalismo italiano
- Architetti
- Andrea Bruno, Crescentino Caselli
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°02′14″ N, 7°39′02″ E
- Indirizzo
- Corso Unione Sovietica, 220 - Torino (TO)
Storia e descrizione
Il complesso del Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia (IRV), maggiormente conosciuto a Torino col nome di Poveri Vecchi, fu progettato da Crescentino Caselli, allievo di Alessandro Antonelli, e costruito tra il 1883 e il 1887 per ospitare circa duemila anziani in stato di povertà. L'edificio, situato nel quartiere Santa Rita, al confine (Corso Unione Sovietica) con Borgo Filadelfia (Lingotto), è costituito da un corpo centrale e quattro padiglioni, misura 351,5 metri e occupa un'area di 25000 m².
Oggi collocato in piena città, nei pressi del Circolo della Stampa - Sporting, dello Stadio Olimpico Grande Torino, del Palasport Olimpico, e del Palazzo del Nuoto, al tempo in cui fu progettato si trovava in una zona di campagna, sulla strada che dal centro conduce alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Nei pesanti bombardamenti che colpirono l'edificio durante la seconda guerra mondiale, il padiglione Sud venne in gran parte distrutto, per essere poi ricostruito nel dopoguerra.
Storia
Fondato nel 1582 su iniziativa della Compagnia di San Paolo, l’Istituto di Riposo per la Vecchiaia, originariamente noto come "Regio Ospizio di Carità", fu istituito allo scopo di affrontare il problema dei poveri nella capitale dello Stato Sabaudo in continua espansione.
Il primo tentativo sistematico di assicurare un ricovero agli indigenti fu compiuto dal duca Carlo Emanuele I, il quale, con l’editto del 10 marzo 1627, impegnava se stesso e i suoi successori, a fornire gli aiuti necessari per l’istituzione di un sistema socio-sanitario capace di garantire un concreto supporto alla mendicità ponendo fine al problema dell'accattonaggio in città. Tuttavia, le guerre e altri affari non permisero a Carlo Emanuele I di portare a termine la sua iniziativa.
Nel corso dei secoli l'ospizio ha cambiato diverse sedi: dopo essere stato inizialmente collocato nel Lazzaretto di Dora, già destinato all'accoglienza dei pellegrini, l'ospizio fu successivamente trasferito nel sobborgo di Po, presso la Casa dei Reverendi Padri di San Giovanni di Dio.
Nel 1649 fu trasferito in una nuova sede appartenente alla famiglia Tarino, nella parrocchia dei Santi Marco e Leonardo. Nel 1658 fu quindi ospitato nel nuovo palazzo di contrada d'Angennes, che in seguito sarebbe stato destinato a ghetto per gli ebrei. Tra il 1679 e il 1684, l'ospizio traslocò nuovamente, prima nella villa collinare di Madama Cristina e successivamente nella residenza di don Amedeo di Savoia, figlio illegittimo di Emanuele Filiberto, situata a Borgo Po, di fronte alla posta dei cavalli. Nel 1682, a seguito dell'espansione della città, Vittorio Amedeo II assegnò all'ospizio una sede propria in via Po, nell’area precedentemente occupata dall'Ospedale del Santo Sudario. La nuova sede fu inaugurata nel 1717 e denominata "Ospizio Generalissimo di Carità". L'istituzione ricevette sostegno finanziario dalla casa reale e da nobili famiglie piemontesi (tra cui Giuseppe Consul, cui fu anche dedicata una statua scolpita da Pietro della Vedova, ora collocata all'ingresso della nuova sede, e Giovanni Quaglia, cui fu dedicato un busto scolpito ad opera di Arturo Rossi nel luglio 1888 ), i cui stemmi furono collocati sulle arcate esterne dei portici del palazzo che si affacciava sulla via Po, successivamente noto come Palazzo degli Stemmi. …
Descrizione
L'edificio dell'Ospizio di carità "Poveri Vecchi", situato a Torino, rappresenta uno dei maggiori interventi edilizi dell'Ottocento nella città. Con una superficie di 25.000 metri quadrati e un volume di 450.000 metri cubi, questo complesso è una testimonianza significativa dell'architettura e dell'assistenza sociale dell'epoca. Costruito per ospitare e assistere gli anziani poveri, l'ospizio rifletteva l'attenzione della società torinese verso i più bisognosi, offrendo loro un rifugio e delle cure in un periodo storico caratterizzato da profondi cambiamenti sociali ed economici.
I lavori dell'edificio iniziarono nel 1883 e furono completati nel 1887. Per motivi igienici e per la necessità di ospitare un numero elevato di persone, venne scelta una località in aperta campagna. Quest’area, situata su un terreno circostante al caseggiato della Cascina Medico, già di proprietà dell'Istituto, fu ampliata acquistando ulteriori appezzamenti limitrofi, fino a ottenere una superficie complessiva di 450 metri di lunghezza e 300 metri di profondità.
I costi previsti per la realizzazione dell’edificio erano elevati e, per sostenere il progetto, si chiese l'intervento della comunità, che contribuì in massa. Venne bandito un concorso nazionale, che fu vinto dal giovane allievo di Alessandro Antonelli, Crescentino Caselli. Quest'ultimo fu incaricato della direzione del progetto secondo le dettagliate prescrizioni formulate dal maestro, il quale impose l'utilizzo del sistema antonelliano per il nuovo edificio.
L'Ospizio di carità rappresentò un'irripetibile occasione per Caselli di applicare le sue competenze ai problemi tecnico-costruttivi dell'architettura, permettendogli di dimostrare la sua attenzione e abilità in questo campo.
L'edificio descritto era una struttura complessa e ben organizzata, costituita da cinque padiglioni paralleli, orientati da nord a sud lungo il corso Unione Sovietica, precedentemente noto come Viale di Stupinigi. Questi padiglioni ospitavano varie funzioni ed erano disposti in modo da separare gli spazi destinati agli uomini da quelli destinati alle donne. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia».
Linea del tempo
- 1881Costruzione
- 1943Bombardamento
- 1944Bombardamento
- anni 1970Ricostruzione
- 1991Ampliamento
- 2009Ampliamento
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia?
Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Corso Unione Sovietica, 220 - Torino (TO). Coordinate: 45.03735, 7.65069.
A quando risale Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia?
La datazione indicata da Wikidata è: 1881.
Cosa vedere vicino a Complesso dell'Ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia?
Nei dintorni si trovano: Palazzo del Nuoto (a 300 m), Parco Arte Vivente - Centro sperimentale d'arte contemporanea (a 1,2 km), Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli (a 1,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Sede Economia UniTO 1 — Mastrocom, CC BY-SA 4.0
- Edificio dei Poveri vecchi visti dal polo nuovo didattico della Scuola di Economia e Management dell'Università di Torino — Lismarc77, CC BY-SA 4.0
- Atrio monumentale - ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia — Paolo Formica, CC BY 4.0
- Balconata e scale integrazione con cisterna storica - ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia — Paolo Formica, CC BY 4.0
- Camino - ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia — Paolo Formica, CC BY 4.0
- Camino, particolare - ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia — Paolo Formica, CC BY 4.0
- Cortile orto urbano SME - ex Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia — Paolo Formica, CC BY 4.0
- Atrio - - Istituto di riposo per la vecchiaia — Vittorio Ecclesia 1861-1928, CC BY 4.0
- BEM - Biblioteca Economia e Management - Università di Torino — Lisa16031977, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze