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- Gratis 1ª domenica
Foto: Joan Blaeu, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 42°31′58″ N, 11°38′55″ E
Storia e descrizione
Castro era una città della Maremma laziale, a pochi chilometri dall'attuale confine fra il Lazio e la Toscana.
Capitale dell'omonimo Ducato, città ideale del Rinascimento, fu distrutta dall'esercito pontificio nel 1649 e mai più ricostruita.
Fu definita la "Cartagine della Maremma".
Storia
La presenza di ricche necropoli nei dintorni e alla base della rupe testimonia che fu sede di un'importante città etrusca, a volte identificata come Statonia (centro dell'Etruria meridionale citato da Plinio e Vitruvio).
Nell'Alto Medioevo per la sua posizione protetta diventò un rifugio per gli abitanti dei dintorni in fuga dalle devastazioni. Nel VII secolo vi fu trasferito il titolo vescovile di Bisenzio, città sul lago di Bolsena, distrutta dai Longobardi.
Fra l'VII e il IX secolo fu vescovo San Bernardo Janni (o San Bernardo di Castro in altre fonti). Originario di Bagnoregio, trasferì a Castro il titolo vescovile della distrutta Vulci e si dedicò all'amministrazione civile della città facendone un luogo protetto e sicuro.
Nei documenti dell'epoca appare per la prima volta Castrum (nel latino tardoromano "luogo fortificato") come nome per identificare la città. Fu indicato anche come Castrum Felicitas, perché fu dominato da una donna tale Madonna Felicita.
Nel 1154, sotto Papa Adriano IV entrò a far parte del Patrimonio di San Pietro.
Come altri centri della zona alternò momenti di libertà a momenti in cui era intestato ai feudatari della zona.
Nel 1360 vi nacque il celebre giureconsulto medievale Paolo di Castro.
Nel 1527 con un colpo di mano una fazione guidata da Antonio Scaramuccia e Jacopo Caronio prese il potere in città invocando la protezione di Pier Luigi Farnese, all'epoca signore di Valentano, che entrò in città nel mese di settembre. Papa Clemente VII, fuggito ad Orvieto dopo il Sacco di Roma, ordinò ai Farnese di restituire Castro alla Chiesa. Pier Luigi abbandonò la città che fu saccheggiata dal duca di Latera Gian Galeazzo Farnese il 28 dicembre dello stesso anno.
La devastazione venne descritta nel 1575 dal notaio castrense Domenico Angeli nel De Depraedatione Castrensium et suae Patriae Historia ("Il Sacco di Castro e la storia della sua Patria").
L'Angeli fornì una breve descrizione di Castro: …
La città
Come molte altre città medievali della Maremma (ad esempio Sorano o Pitigliano) Castro appariva al visitatore sospesa su una rupe vulcanica lievemente ondulata circondata per due lati da piccoli corsi d'acqua. Porta Castello era il principale ingresso della città, dove confluivano le principali strade di collegamento con la campagna circostante e con i comuni vicini.
La conoscenza sulla città viene prevalentemente dai resoconti dei visitatori dell'epoca come il letterato Annibale Caro, che visitò la città al seguito dei Farnese, dai disegni dei progetti urbanistici conservati agli Uffizi, dalle relazioni di visite pastorali compiute dai vescovi di Castro e da affreschi e stampe coevi (come la veduta di Castro conservata nella Sala d'Ercole di Palazzo Farnese a Caprarola.)
Dopo la nascita del Ducato i Farnese affidarono all'architetto Antonio da Sangallo il compito di riprogettare la capitale secondo le indicazioni rinascimentali della città ideale. Il lavoro del Sangallo, non potendo stravolgere l'urbanistica medievale del borgo, si concentrò principalmente sulla cinta muraria e sul complesso delle opere difensive, su Piazza Maggiore e gli edifici che vi si affacciavano (tra tutti il Palazzo Ducale) e infine sulla chiesa di San Francesco realizzata nel nuovo rione di Prato Cotone.
Gli scavi archeologici, compiuti solo parzialmente, hanno permesso di ricostruire e identificare alcuni dei luoghi principali della città.
Già cuore della città medievale (qui si affacciava il Palazzo del Podestà con la sua torre), Piazza Maggiore diventò lo spazio di rappresentanza della capitale del Ducato e ospitava gli edifici del potere politico e civile nonché le residenze delle famiglie nobili della città. Di forma rettangolare, era concepita per stupire il visitatore che giungeva in questo luogo armonico e spazioso dopo aver attraversato gli oscuri vicoli medievali.
Piazza Maggiore fu lastricata con laterizi disposti a spina di pesce con filari interrotti da bocchette di travertino per la raccolta dell'acqua (una sistemazione simile, anche se più piccola, si può vedere ancora oggi nella piazza del Palazzo Farnese di Gradoli, anch'esso opera del Sangallo). …
Il Santissimo Crocifisso di Castro
I soldati che demolirono Castro, poco fuori di quella che era stata la porta del ghetto, risparmiarono una cappellina che conteneva l'immagine dipinta del Crocifisso, della Madonna del Carmine e di sant'Antonio da Padova. Per secoli l'edicola del Crocifisso di Castro fu sempre al centro della devozione popolare, nonostante si trovasse in aperta campagna, e gli abitanti di Castro, dispersi nei paesi vicini, e poi i loro discendenti, all'inizio della bella stagione venivano in pellegrinaggio ai piedi della città distrutta e sostavano in preghiera davanti all'edicola.
Nel 1871 fu edificato un santuario tuttora meta di pellegrinaggi nel mese di giugno.
Intorno al Crocifisso di Castro nacquero diverse leggende: si disse che era stato risparmiato perché i soldati che volevano abbattere la cappella furono paralizzati da una forza misteriosa. Anche analoghi tentativi di demolizione con le mine fallirono.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castro».
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Domande frequenti
Dove si trova Castro?
Castro si trova nel comune di Ischia di Castro, in provincia di Viterbo (Lazio). Coordinate: 42.53278, 11.64861.
Castro è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo non è accessibile in carrozzina.
Cosa vedere vicino a Castro?
Nei dintorni si trovano: Grotta di Settecannelle (a 900 m), Necropoli di Ponte San Pietro (a 5,8 km), Castello di Scarceta (a 7,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Joan Blaeu - Theatrum civitatum et admirandorum Italiae - page 371 Castro 21 (crop) — Joan Blaeu, Public domain
- Duomo castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Grotta castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Palazzo ducale castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Piazza maggiore castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Porta castello castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Resti castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
- Rudel del Duono di San Savino - Castro — WikiRomaWiki, CC BY-SA 4.0
- San francesco castro — Ayers, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
