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Castello, XII secolo
Castello di Riva
Castello di Ponte dell'Olio
In breve
- Tipo
- Castello
- Epoca
- Medioevo, XII secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°51′27″ N, 9°37′44″ E
- Indirizzo
- strada Comunale ‒ Riva ‒ Ponte dell'Olio (PC)
Storia e descrizione
II castello di Riva è un complesso fortificato che si trova a Ponte dell'Olio, in provincia di Piacenza.
È così denominato in quanto sorge nell'omonimo quartiere del paese, il cui nome deriva, con tutta probabilità, dalla vicinanza con il torrente Nure; il castello fu, infatti, edificato sulla riva destra del torrente a controllo del passaggio lungo la val Nure.
La sua collocazione, nei pressi del punto in cui il Nure inizia a scorrere nella pianura Padana, era strategica poiché permetteva il controllo del passaggio in direzione del mare: tramite la val d'Aveto verso la Liguria e tramite la val Taro verso la Lunigiana.
Storia
La prima menzione di un castello situato a Riva risale a un'investitura feudale del 1199 la quale avvenne sotto un portico circondato da una cinta muraria, che probabilmente costituivano il nucleo primitivo del successivo castello. Nel 1225, come testimoniato da un atto di vendita, Obizzo e Giulio Ardizzoni, i quali possedevano il castello insieme a Ghislerio Ardizzoni, vendettero la loro quota della proprietà a Obizzo Visdomini; in questo periodo l'edificio svolgeva la funzione di avamposto militare.
In seguito, il maniero venne ricostruito e ampliato per opera della famiglia nobile piacentina dei Del Cairo seguendo un'impostazione tipicamente medievale; queste modifiche vennero completate nel 1277, come testimoniato da un'iscrizione presente all'interno del castello (MCCLXXVII fuit factum hoc castrum).
Nel 1323, come testimoniato da un atto redatto da parte del notaio Michele Mussi, Oberto Del Cairo vendette il castello, nonché alcuni terreni limitrofi che dipendevano da esso, al ramo di Vigolzone della famiglia Anguissola in cambio di 5 600 lire. Con il cambio di proprietà il complesso entrò a far parte, insieme ai vicini castelli di Montesanto e Bicchignano, del sistema difensivo della famiglia Anguissola la quale deteneva il controllo su gran parte della bassa val Nure.
Secondo una leggenda, durante la prima parte del XV secolo il castello ospitò spesso la figlia del nobile fiorentino Nicolò Soderini, la quale vi si recava come ospite di Beatrice Tedeschi, moglie del feudatario Gian Giacomo Anguissola, che divenne ladra per amore: infatti ella, innamoratasi di un uomo assetato di denaro avrebbe rubato il tesoro del castello sotterrandolo nei pressi del mastio e che sarebbe stata, quindi, gettata nel pozzo del taglio. Per questo di notte le acque del Nure emanerebbero bagliori color verde smeraldo come gli occhi della giovane. …
Struttura
Il castello, costruito in gran parte da ciottoli e sassi provenienti dal vicino corso del torrente Nure, è circondato sui lati meridionale e orientale da un fossato collegato al torrente Nure; lo schema dei fossati, in combinazione col torrente posto a occidente del castello, garantiva la protezione del castello da assalti nemici. Il complesso presenta una pianta a forma triangolare isoscele, con il lato settentrionale, quello più lungo, parallelo al corso del Nure.
Il complesso conta un totale di tre torri posti ai vertici del triangolo: sull'angolo nord-ovest, prospiciente al letto del Nure, si trova il mastio quadrato, alto 30 m e con un lato di base lungo 15 m, caratterizzato da mura scarpate a picco nell'alveo torrentizio e dotato di cortine murarie e beccatelli a sbalzo uniti tra loro mediante archetti sopra ai quali si trovano merli a coda di rondine. L'interno della torre è composto da quattro piani, ciascuno con una sala ampia circa 150 m², collegati tra loro tramite diverse rampe di scale, sia interne sia esterne. Nelle cantine della torre si trovava prima dei lavori di restauro di fine Ottocento un'oubliette: una stanza accessibile solo tramite una botola posta sul soffitto e nella quale venivano rinchiusi i prigionieri. Al piano terra si trova invece una sala d'armi, mentre sulla sommità della torre è presente una terrazza panoramica. Nei pressi della base della torre, lambita dalle acque del Nure, si trova la derivazione che origina il rio San Giorgio, un canale la cui presenza è documentata già a partire dal XII secolo le cui acque venivano utilizzate per fornire forza motrice ai magli dediti alla lavorazione di ferro e carta, parecchi dei quali di proprietà della Camera Ducale Farnesiana, e che scorre fino a reimmettersi nel Nure nei pressi di San Giorgio Piacentino. …
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Linea del tempo
- XII secoloCostruzione
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Come arrivare
Indirizzo
strada Comunale ‒ Riva ‒ Ponte dell'Olio (PC)
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Domande frequenti
Dove si trova Castello di Riva?
Castello di Riva si trova nel comune di Ponte dell'Olio, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), all'indirizzo strada Comunale ‒ Riva ‒ Ponte dell'Olio (PC). Coordinate: 44.85739, 9.62887.
A quando risale Castello di Riva?
La datazione indicata da Wikidata è: XII secolo.
Cosa vedere vicino a Castello di Riva?
Nei dintorni si trovano: Castello di Bicchignano (a 1,9 km), Castello di Folignano (a 3,3 km), Castello di Montechiaro (a 5,5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Torrione e loggiato del castello di Riva, Ponte dell'Olio, aprile 2025 — Hotolmo22, CC0
- Castello (Riva, Ponte dell'Olio) - corpo centrale 1 2026-07-08 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Riva, Ponte dell'Olio) - corpo centrale 2 2026-07-08 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Riva, Ponte dell'Olio) - fossato 2026-07-08 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Riva, Ponte dell'Olio) - lato nord-est 1 2026-07-08 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello (Riva, Ponte dell'Olio) - lato nord-est 2 2026-07-08 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
- Castello di Riva (Ponte dell'Olio) cinta muraria — Adrlp25, CC BY-SA 4.0
- Castello di Riva (Ponte dell'Olio) — Adrlp25, CC BY-SA 4.0
- Castello di Riva, Ponte dell'Olio (Piacenza) - panoramio (1) — Fabio Poggi, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze