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Foto: Drnico, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Borgo
- Altitudine
- 646 m s.l.m.
- Superficie
- 61.380.000 m²
- Coordinate
- 39°13′60″ N, 16°46′60″ E
Storia e descrizione
Caccuri è un comune italiano di 1 491 abitanti della provincia di Crotone in Calabria. È caratterizzato dalla torre del Castello, Franco Pititto, la fratella e Franco u Magaru. Il tessuto urbano conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo.
Storia
Alcuni reperti archeologici ritrovati all'interno del territorio comunale fanno pensare che la zona di Caccuri fosse già abitata durante il Neolitico.
In età romana fu abitato in case sparse, mentre nel X secolo fu sede di tre piccoli monasteri basiliani: quello detto dei Tre fanciulli, il Monastero dell'Abate Marco e quello di Santa Maria.
Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui è ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi della Chiesa di San Rocco) e Porta Nuova, così chiamata perché più recente rispetto alle prime due.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 20 giugno 1984.
Stemma
Il gonfalone è un drappo di giallo riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale sormontato dall'iscrizione centrata in argento: Comune di Caccuri.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il paese è dominato dall'antico castello medioevale. Ai piedi del Castello vi è la Villa Comunale, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il Municipio.
Tra ripide salite e discese, tra viuzze e costoni rocciosi, si dipanano strade tortuose interrotte dalle cosiddette "rughe", piazzette verso le quali si rivolge l'ingresso di ogni casa e che un tempo costituivano luoghi di socialità.
All'ingresso del paese si presenta l'ottocentesca fontana di Canalaci, al cui lato è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena.
La Chiesa Madre (o Matrice) di Santa Maria delle Grazie (sec. XIV) domina il centro storico.
Gli affreschi che adornavano la volta della chiesa, con innumerevoli putti e cherubini, sono stati cancellati da un malsano evento di ristrutturazione. Scampato all'ultimo "restauro" è il campanile, che custodisce una preziosa campana dedicata alla Madonna del 1578 che l'Università di Caccuri commissionò ad Angelo Rinaldi.
A tre navate, la chiesa sfoggia al suo interno lo stile rinascimentale ed è adornata simmetricamente da altari che ospitano statue e tele di grande valore, come la Trasfigurazione (XVII sec.) e la grande tela mariana che domina l'angusta sagrestia. Dello stesso periodo è la statua lignea della Madonna delle Grazie (XVII secolo). Al lato della navata destra si trova la Cappella di San Gaetano (o De Franco), da molti ritenuta l'antico battistero del paese, unico nel suo genere, perché non dovrebbe essere al lato della chiesa, ma di fronte.
Definito impropriamente santuario, sorge a est del paese, sotto quella che un tempo era la Porta piccola e a ridosso della contrada Vignali, nelle vicinanze di via Murorotto, ovvero la via che costeggia l'antico tracciato delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti, in cui si può ammirare un pregevole arco in cotto (chiamato dai caccuresi appunto arco di Murorotto). Nelle vicinanze è situata anche l'antica via Judeca, un tempo sede di una sinagoga ebraica, come possono dimostrare i bassorilievi presenti. …
Cultura
A Caccuri venne girato Il brigante Musolino di Mario Camerini, con Silvana Mangano.
Tra le specialità del luogo si citano il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (tipici invece di quello pasquale) e il pane tipico, ovvero la pitta, nonché il vino rosso di produzione locale.
Le specie di funghi più raccolte sono (con i nomi in dialetto caccurese): i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.
Il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica si svolge ogni anno dal 6 al 10 agosto.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Caccuri».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Caccuri?
Caccuri si trova nel comune di Caccuri, in provincia di Crotone (Calabria). Coordinate: 39.23333, 16.78333.
Cosa vedere vicino a Caccuri?
Nei dintorni si trovano: Badia di Santa Maria del Soccorso (a 1,1 km), Monastero dei Tre Fanciulli (a 2,2 km), Acerenthia (a 3,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- Caccuri nordest — Drnico, Public domain
- Caccuri - Edicola votiva — Samuele1607, CC BY-SA 4.0
- CACCURI SERRA DEL PAPA — Drnico, Public domain
- Caccuri — Samuele1607, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze