Foto: Sailko, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Area archeologica G.V. Gravina

Sito archeologico urbano dell'antica Kroton a Crotone

Crotone (KR), Calabria

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
39°04′55″ N, 17°07′08″ E
Indirizzo
Via Ugo Foscolo

Storia e descrizione

L'area archeologica G.V. Gravina è un sito archeologico urbano di Crotone, riferibile a un settore del quartiere centrale dell'antica Kroton; indicata nella documentazione archeologica anche come area Gravina, area archeologica Gravina Pignara, Gravina-Pignara o G.V. Gravina-Pignara, prende il nome dal vicino istituto scolastico G.V. Gravina, intitolato a Gian Vincenzo Gravina.

Storia delle ricerche

Le prime indagini sistematiche documentate nell'area risalgono al 1981, quando un decreto di occupazione temporanea consentì alla Soprintendenza archeologica della Calabria di aprire un cantiere nella zona allora definita «del Gian Vincenzo Gravina», nelle vicinanze dell'Istituto magistrale; i lavori, ancora in corso al momento della relazione annuale, avevano individuato strutture datate alla metà del IV secolo a.C., orientate di circa 30° verso est, nelle quali erano reimpiegati blocchi di arenaria conchiglifera e i cui alzati erano realizzati in mattoni crudi, mentre nello scavo venne sperimentato anche il sistema di registrazione denominato Metrix.

Nel 1982 la prosecuzione delle indagini, condotte per conto della Soprintendenza da Maria Gabriella Cimino, mise in luce due complessi di ambienti disposti in senso est-ovest e due corridoi, definiti nella relazione ambitus, che isolavano il complesso dell'area centrale di scavo da una zona orientale probabilmente libera da costruzioni; fu inoltre individuata una strada ortogonale alle strutture, interpretata come una plateia, mentre le murature risultavano costruite a secco con pietre, scaglie calcaree, blocchi di reimpiego e frammenti di tegole e la destinazione dei singoli ambienti rimaneva incerta.

Gli scavi stratigrafici risultano condotti dalla Soprintendenza archeologica della Calabria fra il 1981 e il 1984, sotto la responsabilità scientifica di Cimino e nell'ambito di interventi di archeologia preventiva; la scheda del Catalogo generale dei beni culturali, compilata nel 1985, indicava a quella data le indagini come ancora in corso.

Nella successiva documentazione tecnica del programma Antica Kroton le indagini storiche sono registrate come «scavo programmato pluriennale con occupazione del terreno», riferito a una superficie di circa 600 m² e all'intervallo 1982-1986; i risultati delle campagne furono poi oggetto, nel 1993, di una pubblicazione preliminare specificamente dedicata allo scavo dell'area. …

Strutture e fasi archeologiche

Le indagini degli anni ottanta documentarono una porzione dell'abitato organizzata secondo gli assi dell'impianto urbano di Kroton, nella quale furono riconosciuti uno stenopos, alcuni ambitus e nuclei abitativi a pianta prevalentemente rettangolare, disposti ortogonalmente rispetto all'asse viario e dotati di aperture rivolte verso lo stenopos o gli spazi di separazione fra gli edifici.

Le murature erano costituite da zoccoli realizzati con materiali eterogenei, comprendenti blocchi squadrati di reimpiego, scaglie calcaree, scarti di fornace e frammenti di tegole, mentre gli alzati erano in mattoni crudi, con possibili elementi lignei; nelle strutture della metà del IV secolo a.C. è documentata una tecnica costruttiva più accurata rispetto alle soluzioni più sommarie riscontrate nelle modifiche databili fra la fine del IV e il III secolo a.C., sebbene alcune strutture e i relativi livelli attestino un impianto già nel V secolo a.C..

Tracce di frequentazione più antiche furono individuate in due zone limitate dello scavo, con frammenti di ceramica subgeometrica e coppe di tipo Thapsos che documentano la frequentazione dell'area nell'età arcaica, precedente alla sistemazione urbana del V secolo a.C.; una misura di circa 17,70 m rilevata nello scavo fu inoltre interpretata come corrispondente alla metà del lato breve di un isolato, mentre le strutture presentano un orientamento di circa 32° verso est, analogo a quello osservato in altri settori dell'abitato greco posti a destra dell'Esaro.

Fra i complessi esaminati dagli studi sull'edilizia domestica figura un'unità abitativa organizzata intorno a spazi scoperti e interpretata come casa-bottega: il vano A, direttamente accessibile dalla strada, è stato identificato come bottega, il vano B come ambiente di soggiorno e il vano C, caratterizzato dalla presenza di un focolare, come cucina, mentre per altri ambienti la funzione rimane incerta; l'unità si impostava su fondazioni precedenti databili al V secolo a.C., fu rimaneggiata nel IV e venne abbandonata nella prima metà del III secolo a.C.. …

Reperti

Le campagne del 2024-2025 hanno restituito un insieme di circa settecento frammenti pertinenti a tegole, coppi e altri elementi di copertura, fra i quali un consistente gruppo di terrecotte architettoniche decorate; i materiali documentano più sistemi di copertura succedutisi nel tempo e comprendono frammenti di una sima di tipo acheo di età arcaica, antefisse a palmetta databili alla prima metà del V secolo a.C., elementi tardoclassici e altri componenti decorativi o funzionali delle coperture.

Parte del complesso è stata rinvenuta in giacitura secondaria, poiché i frammenti erano stati rimossi dalla collocazione originaria e, in alcuni casi, riutilizzati per regolarizzare successivi piani di frequentazione; alcuni elementi presentano, per dimensioni e caratteristiche decorative, caratteri compatibili con edifici di tipo monumentale o sacro, senza tuttavia consentire di identificare con certezza un edificio templare nell'Area Gravina.

Nel settore centrale è stata individuata una grande fossa, denominata US 042, di forma approssimativamente subcircolare, con diametro compreso fra circa 3 e 3,20 m e profondità massima di circa 1,10 m; nelle fasi più tarde essa si trovava lungo il margine di uno spazio aperto delle dimensioni di circa 12 × 16,5 m.

Il riempimento comprendeva materiali edilizi, ceramiche da cucina, da dispensa e da mensa, resti faunistici, carbone e sporadici materiali coroplastici; il complesso è stato datato fra la fine del IV e la prima metà del III secolo a.C., con una particolare concentrazione dei reperti nei primi decenni del III secolo a.C..

Per la struttura originaria sono state considerate possibili funzioni produttive, agricole o connesse alla gestione dell'acqua, mentre per il riempimento è stata prospettata anche un'interpretazione rituale come «deposito di dismissione», legato alla chiusura o alla trasformazione di uno spazio sacro; nell'ambito di quest'ultima lettura è stato ipotizzato un possibile rapporto cronologico con le trasformazioni della città successive alla presa di Kroton da parte di Agatocle nel 296 a.C., sebbene il collegamento rimanga ipotetico.

Inquadramento urbanistico e interpretazioni

L'area Gravina costituisce uno dei punti di riferimento per la ricostruzione del quartiere centrale di Kroton: il riesame georeferenziato della documentazione archeologica ha permesso di inserire i rilievi dei diversi cantieri nella maglia urbana antica, distinguendo l'Area Gravina dalle vicine aree delle Cooperative edilizie Uranio, San Cristoforo e Pertusola; nel settore compreso fra Gravina e il Granaio di Fondo Gesù, muri e tratti viari individuati in scavi differenti risultano coerenti con la ricostruzione degli isolati e degli stenopoi del quartiere centrale, mentre a partire dallo stenopos che lambisce l'abitazione rinvenuta a Gravina si registra una discontinuità dell'edificato, posta in relazione con le ipotesi formulate per gli spazi pubblici e sacri della zona circostante.

Un ruolo importante nella formazione di queste interpretazioni ebbero i rinvenimenti effettuati fra il 1975 e il 1976 nell'area della Cooperativa Uranio, topograficamente distinta da Gravina, dove furono individuati un muro lungo circa 20 m e una massicciata larga circa 2,20 m, realizzata con pietre, tegole e frammenti laterizi e caratterizzata da un orientamento divergente rispetto al muro; la funzione delle strutture non fu determinata nelle prime indagini. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Area archeologica G.V. Gravina».

Linea del tempo

  1. 1981Scavo
  2. 2008Scavo
  3. 2024Scavo

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CrotoneTreno, la più vicina
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Area archeologica G.V. GravinaVia Ugo Foscolo
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Domande frequenti

Dove si trova Area archeologica G.V. Gravina?

Area archeologica G.V. Gravina si trova nel comune di Crotone, in provincia di Crotone (Calabria), all'indirizzo Via Ugo Foscolo. Coordinate: 39.08188, 17.11889.

Cosa vedere vicino a Area archeologica G.V. Gravina?

Nei dintorni si trovano: Ex convento di San Francesco di Paola (a 100 m), Sito archeologico urbano BPER (a 600 m), Area archeologica di Stadio-Pignera (a 600 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Antefissa pentagonale con palmetta a rilievo, 480-470 ac ca, da cantiere gravina a crotone — Sailko, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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