Sito archeologico, Castelnuovo di Val di Cecina (PI)

43°10′56″ N, 10°50′49″ E

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Sito archeologico

Aquae populoniae. Area archeologica delle Terme del bagno

Istituzione museale sita nel comune di Castelnuovo Val di Cecina e chiusa temporaneamente al pubblico

Castelnuovo di Val di Cecina (PI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°10′56″ N, 10°50′49″ E
Indirizzo
Strada tra Sasso Pisano e Leccia

Storia e descrizione

Aquae Populoniae (nella grafia della Tabula Peutingeriana Aque Populanie; Aquae Populonienses nella letteratura moderna) era una stazione termale di età romana del territorio di Populonia, nell'Etruria costiera, nota dalla Tabula e da un'eco nel Geografo Ravennate e non ancora localizzata con certezza: le candidature più solide sono la Caldana di Campiglia Marittima e il Bagno del Re presso Monterotondo Marittimo.

Le fonti itinerarie

Nel segmento della Tabula relativo all'Etruria costiera le Aque Populanie compaiono con la vignetta che la carta riserva alle località termali, un edificio balneare con la vasca al centro, la stessa che accompagna poco distante le Aquas Volaternas, cioè le Aquae Volaterranae; fra le due vignette è disegnato un lago di forma quasi circolare, ed entrambe sono collegate alla via Aurelia da strade secondarie. Il tracciato su cui la stazione è collocata parte da Sena Iulia (Siena), tocca dopo sedici miglia una Ad Sextum (forse Ad Sextum decimum) e dopo altre trentatré le Aquae, e da qui, con sette miglia, raggiunge la via costiera a Manliana, dodici miglia prima di Populonio; il Geografo Ravennate conserva la stessa sequenza, Sena Iulia - Sesta - Aquis - Populo - Bulterre. Le Aquae non stavano quindi sulla strada litoranea, ma su una via trasversale che dalla costa saliva verso l'interno e verso Siena. Secondo la scheda di Tabula Peutingeriana online una delle due distanze deve essere errata, ed esse si riferiscono verosimilmente alla stazione stradale all'incrocio fra la via Siena-Populonia e quella Volterra-Populonia-Manliana; poiché il Ravennate è la prima attestazione letteraria, l'inserimento della località nella carta non sarebbe anteriore alla tarda antichità. Francesca Morandini ritiene che le due vignette toscane indichino, più che due impianti, due comprensori termali di ampio raggio che facevano capo a Volterra e a Populonia, in un'area ricca di sorgenti calde e solforose, e che il lago fra di esse possa alludere ai "lagoni" di Larderello. Franco Cambi colloca la nascita della stazione, insieme a quella di altri abitati dell'entroterra, nel momento in cui la costruzione della via Aurelia nova e della via Aemilia Scauri, fra la tarda età repubblicana e la prima imperiale, favorì l'uso di un nuovo percorso interno più rettilineo.

Le ipotesi di localizzazione

L'identificazione della stazione è discussa dal Cinquecento e la questione resta aperta. Riccardo Chellini, che ha riesaminato l'intero dossier, riduce le candidature a due, la Caldana di Campiglia e il Bagno del Re, senza trovare elementi decisivi per l'una o per l'altra: le altre località proposte, il Bagno della Leccia e il Bagno di Gavorrano, ricadevano con ogni probabilità in altre giurisdizioni, quella di Volterra e quella di Vetulonia, come mostrano i confini delle diocesi medievali che ne hanno ereditato i territori.

La Caldana, presso Venturina Terme, è l'identificazione più antica, proposta da Leandro Alberti nel 1550 e ripresa da Andrea Bacci, da Cluverio, da Emanuele Repetti, da Antonio Minto e, da ultimo, da Giovanni Uggeri nel Neue Pauly; alcuni studiosi vi hanno collocato addirittura la statio itineraria di Populonia. Le sorgenti ipertermali, che ancora oggi riforniscono le terme locali e l'ampia piscina del Calidario, confluivano nella Fossa Calda, affluente del Cornia fino alla deviazione del 1525, e il fiume "ribollente d'acque calde" ricordato da Licofrone è di solito identificato con il Cornia. Alberti, sulla scorta dello scultore Zaccaria Zacchi, descrisse fra Populonia e San Vincenzo, a tre miglia dal mare, i resti di un insediamento antico con una lunga cinta di grossi conci a secco, "molte fontane", pavimenti a mosaico e un presunto anfiteatro, che egli credeva Vetulonia: Chellini riconosce nel suo "Vetulia" una cattiva lettura di Veturia, cioè Venturina, e colloca quelle rovine nell'area di Caldana e Venturina. Minto vi vedeva ancora avanzi di edifici balneari; oggi ne sopravvive soltanto una struttura quadrangolare in cementizio trecento metri a sud del Calidario, interpretato come mausoleo o come castellum aquae di un acquedotto. Cambi ha però osservato che la Tabula pone le Aquae sulla strada interna per Siena e non lungo l'Aurelia, il che rende difficile l'equivalenza con la Caldana a prescindere dalle distanze. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Aquae populoniae. Area archeologica delle Terme del bagno».

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Indirizzo
Strada tra Sasso Pisano e Leccia

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Domande frequenti

Dove si trova Aquae populoniae. Area archeologica delle Terme del bagno?

Aquae populoniae. Area archeologica delle Terme del bagno si trova nel comune di Castelnuovo di Val di Cecina, in provincia di Pisa (Toscana), all'indirizzo Strada tra Sasso Pisano e Leccia. Coordinate: 43.18209, 10.84685.

Cosa vedere vicino a Aquae populoniae. Area archeologica delle Terme del bagno?

Nei dintorni si trovano: Mura di Monterotondo Marittimo (a 4,1 km), Palazzo delle Logge (a 4,1 km), Monastero di San Pietro in Palazzuolo (a 9,1 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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