Abbazia di Sant'Antimo
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Abbazia / Monastero, VIII secolo

Abbazia di Sant'Antimo

Edificio religioso di Castelnuovo dell'Abate, nel comune di Montalcino

Montalcino (SI), Toscana

Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, VIII secolo
Stile
Architettura romanica
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°59′59″ N, 11°30′56″ E

Storia e descrizione

L'abbazia di Sant'Antimo è un complesso monastico già benedettino, situato presso Castelnuovo dell'Abate, all'interno del comune di Montalcino, in provincia di Siena, nella bassa Toscana. Si tratta di una delle architetture più importanti in stile romanico.

Sant'Antimo

Sono due i santi a cui potrebbe essere intitolata l'abbazia.

Il primo è citato negli acta Sancti Anthimi dove è narrata la storia, quasi leggendaria, del sacerdote Antimo imprigionato sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano.

Egli guarì e convertì al cristianesimo Pinianus, marito di Licinia, nipote dell'imperatore Gallieno. Pinianus, convertito, si adoperò per salvare i cristiani dalle persecuzioni.

Nascosto nella villa di Pinianus lungo la via Salaria, Antimo convertì anche un sacerdote del dio Silvano e l'intera famiglia.

Colpevole di aver infranto il simulacro di quella divinità, Antimo venne gettato nel fiume Tevere con una pietra legata al collo, ma ne uscì incolume.

Venne quindi fatto decapitare nel 305 dal console Prisco e venne sepolto nell'oratorio nel quale era solito pregare. Le sue reliquie sono venerate fin dal 1658 nella Cappella a lui dedicata all'interno del Santuario di S. Antimo prete e Martire in Sant'Antimo presso Napoli. Secondo la tradizione, papa Adriano I, nel 781, avrebbe consegnato parte delle reliquie dei santi Antimo e Sebastiano a Carlo Magno, che le donò all'abbazia nell'atto della fondazione.

L'odierno calendario liturgico dell'arcidiocesi di Siena - Colle di Val d'Elsa - Montalcino, di cui l'Abbazia fa parte, recepisce l'intitolazione al presbitero Antimo, martire romano, collocandone la memoria in data 11 maggio.

L'altro sant'Antimo a cui far risalire il nome dell'abbazia era un diacono aretino, martirizzato insieme a san Donato nel 352.

La Passio Donati narra la storia del miracolo di san Donato. Secondo la leggenda il vescovo aretino stava celebrando una funzione di ordinazione insieme ai diaconi Antimo e Asterio. Mentre Antimo distribuiva la comunione con un calice di vetro, nel tempio entrarono alcuni pagani che, con violenza, gettarono a terra il calice, mandandolo in frantumi.

Donato raccolse e riunì i frammenti, ma si accorse che mancava un pezzo di vetro nel fondo del calice. Incurante del problema, continuò a servire il vino senza che neanche una goccia uscisse dal calice.

Questo provocò lo stupore dei pagani, che si convertirono.

Seguirono l'arresto di san Donato, la sua uccisione assieme ad altri cristiani, la distruzione dei libri e degli arredi liturgici, come spesso avveniva nella persecuzione di Giuliano. …

Storia dell'abbazia

Il nucleo primitivo dell'abbazia di Sant'Antimo risale al culto delle reliquie di Sant'Antimo di Arezzo, alla cui morte, nel 352, sul luogo del suo martirio venne edificato un piccolo oratorio.

Nello stesso luogo sorgeva una villa romana: lo dimostrano i numerosi reperti di epoca romana come il bassorilievo con la cornucopia sul lato nord del campanile o alcune colonne nella cripta carolingia.

L'incisione “Venite et bibite” invece farebbe pensare alla presenza di una fonte con proprietà terapeutiche. Nel 715 la chiesa era custodita da un prete della diocesi di Chiusi, nel cui territorio essa ricadeva.

Nel 770 i Longobardi incaricarono l'abate pistoiese Tao di iniziare la costruzione di un monastero benedettino e gli affidarono anche la gestione dei beni demaniali del territorio. Le abbazie erano utilizzate come sosta dai pellegrini diretti a Roma, dai mercanti, dai soldati e dai messi dei re.

Carlo Magno, di ritorno da Roma nell'781, ripercorrendo la grande via creata dai Longobardi, chiamata in seguito "Francigena" perché "strada originata dai Franchi", giunse a Sant'Antimo e pose il suo sigillo sulla fondazione del monastero.

Quasi certamente la fondazione ad opera di Carlo Magno è da interpretare come una pura leggenda medievale.

Il 29 dicembre 814 un documento di Ludovico il Pio, figlio e successore di Carlo, arricchisce l'abbazia di doni e privilegi. L'abbazia diventa a tutti gli effetti, un'abbazia imperiale.

Con l'impulso carolingio, la comunità inizia il suo periodo di apogeo. L'abate di Sant'Antimo è insignito del titolo di conte palatino (Conte e consigliere del Sacro Romano Impero). L'esame delle carte imperiali, tra cui quella di Enrico III del 1051, e di quelle papali evidenzia numerosi territori e chiese appartenenti o posti sotto la giurisdizione dell'abbazia: 96 tra castelli, terreni, poderi e mulini; 85 tra monasteri, chiese, pievi e ospedali dal grossetano al pistoiese passando da Siena e Firenze.

Il possedimento principale della comunità era il castello di Montalcino, dove il priore alloggiava in una residenza ora inglobata entro le mura della fortezza.

Nel 1118 il Conte Bernardo degli Ardengheschi, cede il suo intero lascito “in toto regno Italico e in tota marca Tuscie” ad Ildebrando, figlio di Rustico, affinché lo trasferisca all'abbazia. …

Descrizione

Dell'antica abbazia rimangono soltanto la Cappella Carolingia, attualmente sagrestia della chiesa abbaziale, e i resti della Sala capitolare e del chiostro.

Delle parti esterne della Cappella Carolingia si possono vedere soltanto l'abside e la facciata, poiché è addossata a destra dalla sala capitolare e a sinistra dalla chiesa abbaziale. La facciata a capanna, si affaccia su quello che era il chiostro dell'abbazia ed è illuminata da una finestra a forma di lunetta (che è l'unica rimanenza dell'antico portale, attualmente murato) e dalla soprastante monofora ad arco a sesto ribassato; sempre nella facciata della cappella si apre la porta che, con una ripida scala, conduce nella cripta sottostante. Invece, l'abside, che dà di fianco a quella della chiesa abbaziale, è anch'essa illuminata da una monofora ad arco, ma con l'aggiunta della sottostante finestra ad oculo che illumina la cripta.

L'interno della Cappella Carolingia è costituito da un'unica navata rettangolare coperta da due volte a crociera, anche se originariamente essa era a semplici capriate lignee. Lungo la parete di sinistra, ovvero quella che è addossata all'edificio in parte costruito sopra la sala capitolare, vi sono degli affreschi monocromatici raffiguranti scene della vita di San Benedetto da Norcia, dipinti nel XIV secolo dal pittore Giovanni d'Asciano. Nel presbiterio si trova il semplice altare in pietra, mentre lungo le pareti vi sono gli armadi in cui vengono riposti i paramenti sacri utilizzati durante le liturgie.

Al disotto della Cappella Carolingia vi è la cripta. Essa è costituita da due absidi contrapposte: una ad est, corrispondente a quella della chiesa superiore, con una piccola finestra a forma di occhio di bue che dona al locale la luce; una ad ovest che è una semplice nicchia semicircolare. Quattro colonne sormontate da pulvini sostengono la copertura e dividono lo spazio in tre navate. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di Sant'Antimo».

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Abbazia di Sant'Antimo

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Domande frequenti

Dove si trova Abbazia di Sant'Antimo?

Abbazia di Sant'Antimo si trova nel comune di Montalcino, in provincia di Siena (Toscana). Coordinate: 42.99964, 11.51564.

A quando risale Abbazia di Sant'Antimo?

La datazione indicata da Wikidata è: VIII secolo.

Cosa vedere vicino a Abbazia di Sant'Antimo?

Nei dintorni si trovano: Poggio Civitella (a 4,8 km), Ferrovia Asciano-Monte Antico (a 5,3 km), Convento dell'Osservanza (a 6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Abbazia di Sant'Antimo - 01 — Dongio, Public domain
  2. Abbazia Sant'Antimo 1 — Photo2023, CC BY 4.0
  3. Montalcino - Abbazia di Sant'Antimo 005 — Jakala86, CC BY-SA 4.0
  4. Abbazia di S.Antimo — Public domain
  5. Sant' Antimo — Pinotto42, CC BY-SA 3.0
  6. Paolo Monti - Servizio fotografico (Montalcino, 1965) - BEIC 6366010 — Paolo Monti, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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