Villa Mosconi Bertani
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Foto: Gyozvr, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, 1735

Villa Mosconi Bertani

Villa veneta a Negrar

Negrar di Valpolicella (VR), Veneto

Indicazioni

In breve

Epoca
Età moderna, 1735
Architetto
Adriano Cristofali
Coordinate
45°30′13″ N, 10°56′47″ E

Storia e descrizione

La Villa Mosconi Bertani (conosciuta anche come Villa Novare) è una cantina e villa veneta neoclassica risalente al XVIII secolo famosa per la lunga storia di produzione dell’Amarone Classico della Valpolicella oggi è proprietà di Bianca, Giovanni e Guglielmo Bertani ed è sede della cantina Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani. La Tenuta nasce come estensione di un precedente complesso del secolo XVI ed è composta da una residenza estiva, cantina monumentale, ampio brolo (ventidue ettari) e pertinenze dedicati interamente alla viticoltura. Villa Mosconi Bertani è anche conosciuta per essere stata un importante centro del Romanticismo grazie al poeta e letterato italiano Ippolito Pindemonte nonché come luogo di nascita del vino Amarone. Essa si trova nel comune di Negrar in località Novare, in Valpolicella, nella provincia di Verona. In origine la Villa era sede di produzione dell’Amarone della Cav. G. B. Bertani, dal 2012 è sede di produzione dei vini di riserva di Tenuta Santa Maria della famiglia di Gaetano Bertani. La villa, il parco all'inglese, la cantina e i suoi vigneti sono aperti al pubblico tutti i giorni per tour guidati e in occasione di eventi culturali e privati.

Ambiente

La villa è situata in uno dei luoghi ancora non contaminati dalle speculazioni edilizie e questa sua cornice naturalistica immersa nelle campagne ne incrementa la già indiscutibile bellezza artistica.

La valle di Novare ha un grande interesse geologico e idrologico per le sette fonti perenni che alimentavano in epoca romana l'acquedotto della città di Verona e i ricchi giacimenti ferrosi sfruttati in antichità.

Storia

Fu iniziata dalla famiglia Fattori intorno al 1735 a lato della cantina cinquecentesca preesistente nel luogo di un antico insediamento prima arusnate e poi d'epoca romana. Fu venduta incompiuta ai Mosconi, nel 1769, che completarono la costruzione aggiungendo un magnifico parco romantico di otto ettari in stile inglese oltre ad espanderne l'attività vinicola rendendola una delle maggiori cantine dell'epoca nel Nord Italia.

Durante la proprietà dei Mosconi fu inoltre importante salotto letterario frequentato da esponenti della cultura del tempo, tra cui il poeta e letterato Ippolito Pindemonte.

Nella prima metà del Novecento la villa conobbe anni di abbandono e opere vandaliche che rovinarono il parco e alcune sue stanze. Nel 1953 venne acquistata e ristrutturata dalla famiglia Bertani per farne sede di rappresentanza dell'omonima cantina. Dal 2012 è proprietà della famiglia di Gaetano Bertani che in questa sede continua la tradizione di famiglia nella produzione di vini.

Architettura

Il complesso è un tipico esempio dell'idea palladiana della Villa Veneta con integrazione nel progetto architettonico sia della parte produttiva e agricola legata al vino che di quella residenziale e padronale, rappresentando al centro della valle una sorta di tempio neoclassico a riferimento di una comunità che contava trentacinque famiglie residenti nella tenuta. È costituito da un edificio principale con due ali basse avanzate, terminanti in due facciate simmetriche. Sopra l'ala orientale si erge il campanile della cappella (consacrata a San Gaetano), mentre da ambo le parti due cancelli danno accesso ai rustici e alle cantine.

La costruzione di tutto l'impianto, ossia il corpo centrale della villa, la cappella e le cantine, avvenne nella prima metà del Settecento, ad opera dell'architetto veronese Adriano Cristofali su commissione del primo proprietario della tenuta Giacomo Fattori. Egli la fece erigere su un nucleo abitativo preesistente del Cinquecento.

L'intervento della famiglia Fattori iniziato nel 1710, finalizzato a dare alla dimora un tono aristocratico, aveva un chiaro scopo autocelebrativo, dal momento che erano stati insigniti del titolo comitale. Il progetto fu inizialmente affidato all'architetto Lodovico Perini che morì prima dell'inizio dei lavori e fu completato daI Cristofoli che seppe elaborare con maestria il corpo centrale, di chiara matrice classicista e revisionare le due ali perpendicolari. In tal modo creò il giardino antistante, riuscendo anche a celare la vista dei rustici laterali, poco aristocratici, separando la zona dedicata all'ozio da quella più propriamente agricola.

L'edificio padronale è a tre piani e consta di un'intelaiatura architettonica scandita da un doppio ordine: tuscanico al pianterreno e ionico al piano superiore. Nella parte centrale, la facciata principale, si conclude con un timpano che contiene lo stemma aggiunto dai Trezza, sul quale spiccano cinque statue di divinità mitologiche. Le statue del giardino sono attribuite allo scultore Lorenzo Muttoni.

Affreschi

Nella parte inferiore domina l'uso del finto bugnato. Nelle nicchie dipinte sono racchiuse le statue monocrome che rappresentano le Muse delle Arti: l'Architettura, la Scultura, la Pittura, la Geometria, l'Astronomia e la Musica;

Il salone delle Muse, splendidamente affrescato, dove si notano i due stemmi dei Mosconi, comprende in altezza i tre piani della villa, divisi dalla balaustra in legno dipinto che li suddivide in due fasce orizzontali sovrapposte:

Nella parte superiore si trovano architetture fantastiche a trompe l'oeil, che danno una connotazione prospettica all'insieme. I dipinti monocromi laterali rappresentano le statue dell'Abbondanza e della Giustizia, mentre i satiri dipinti sopra le porte richiamano le quattro stagioni.

Le quattro stagioni e quindi lo scorrere del tempo (con un chiaro riferimento al contesto agricolo nel quale ci si trovava e ancora ci si trova) rappresentano il tema principale dell'affresco sul soffitto. Al suo centro, seduta tra fiori variopinti, spicca Flora e alla sua sinistra in basso si hanno la Primavera e l'Estate, dipinte con tonalità calde e brillanti. Sul lato opposto, in evidente contrasto cromatico, in quanto rappresentati tra cupe nubi temporalesche, si trovano l'Autunno e l'Inverno. Tra tutti poi, sta Zefiro, che si libra nell'aria seguito da festosi angioletti, mentre sullo sfondo si scorge Apollo sul suo carro.

Gli autori degli affreschi furono artisti emiliani, attivi a Verona. In particolare, il ciclo decorativo delle due fasce orizzontali è stato attribuito al pittore quadraturista Prospero Pesci, della scuola di Filippo Maccari, mentre l'affresco centrale sul soffitto è stato attribuito a Giuseppe Valliani, detto il Pistoiese.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Mosconi Bertani».

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  1. 1735Costruzione

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Villa Mosconi Bertani
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Domande frequenti

Dove si trova Villa Mosconi Bertani?

Villa Mosconi Bertani si trova nel comune di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona (Veneto). Coordinate: 45.50360, 10.94640.

A quando risale Villa Mosconi Bertani?

La datazione indicata da Wikidata è: 1735.

Cosa vedere vicino a Villa Mosconi Bertani?

Nei dintorni si trovano: Villa Sartori (a 800 m), Villa Turco, Zamboni (a 1,2 km), Villa Serego (a 1,7 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 7 foto
  1. Villa Mosconi Bertani 2013 — Gyozvr, CC BY 3.0
  2. Villa Mosconi Bertani - Parco dei Poeti — Gyozvr, CC BY-SA 3.0
  3. Villa Mosconi Bertani 01 — Syrio, CC BY-SA 4.0
  4. Villa Mosconi Bertani and Amarone della Valpolicella Classico vineyards — Gyozvr, CC BY-SA 4.0
  5. Villa Ganerale — Gyozvr, CC BY-SA 3.0
  6. VillaBertaniMosconiNegrar — Adert, CC BY-SA 3.0
  7. ParticolareVillaMosconiNegrar — Adert, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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