Villa Lattes
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Foto: FavaroAlex, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Villa Lattes

Villa veneta

Istrana (TV), Veneto

Indicazioni

In breve

Stile
Architettura barocca
Architetto
Giorgio Massari
Coordinate
45°40′45″ N, 12°05′37″ E
Indirizzo
Via Nazario Sauro 50, 31036 Istrana

Storia e descrizione

Villa Lattes è una villa veneta realizzata nel comune di Istrana, in provincia di Treviso, dall'architetto veneziano Giorgio Massari. L'opera, edificata probabilmente tra il 1712 e il 1715, fu commissionata dal mercante Paolo Tamagnin. La villa prende il nome dal suo ultimo proprietario, l'avvocato Bruno Lattes.

Villa Lattes viene considerata il primo importante lavoro del Massari, dal momento che l'architetto veneziano attese alla sua costruzione dalla giovane età di ventotto anni. Tra l'architetto e l'agiato mercante committente, con ogni probabilità, correvano rapporti di amicizia se non di parentela, ipotesi supportate dal fatto che Giorgio Massari risulterà l'erede della villa alla morte del Tamagnin. Sotto il profilo stilistico la villa si inserisce perfettamente nella tradizione veneta e le citazioni palladiane sono ben riconoscibili.

La villa è incorniciata da due barchesse colonnate ad andamento curvo che ospitavano le strutture per le attività agricole (allevamento dei bachi, tessitura della seta). L'ingresso al corpo centrale si raggiunge passando attraverso il piccolo ma curato parco antistante la struttura.

Storia

Villa Lattes venne commissionata da Paolo Tamagnin (1653-1734), un borghese e agiato mercante veneziano, raffigurato in un ovale marmoreo a bassorilievo tuttora conservato nella chiesetta annessa alla villa. In questa effigie si legge in eleganti caratteri epigrafici Paulus Tamagninus erexit a fundamentis, testimoniando così la sua "qualifica" di fondatore del complesso. La data, 4 luglio 1715, rinvenuta sul retro della pala d'altare nella stessa chiesetta, relativa alla collocazione dei dipinti, è da ritenersi la data entro cui collocare tutti gli edifici dell'architetto Massari. Non vi sono documenti che accertino la paternità della villa al Massari, tuttavia è a lui riconosciuta per evidenti motivi di stile e per lo stretto rapporto che lo legava al Tamagnin. Morto il committente, nel 1735, il non più giovane Massari ne sposò la vedova Pisana Bianconi con la quale trascorse i suoi ultimi anni nella villa da lui stesso progettata; alcune ipotesi lasciano pensare ad un antico amore latente, portato avanti durante il matrimonio e felicemente concluso dopo la morte del Tamagnin. In realtà questo matrimonio serviva per garantire all'erede della sostanza ed alla usufruttuaria di unire gli scarsi introiti dell'eredità, gravata da non pochi oneri. Pisana Bianconi, che non ebbe figli dal primo matrimonio, a causa dell'età avanzata tantomeno poté darne al Massari. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1766, su disposizioni del Tamagnin, che in vita aveva previsto la situazione, la villa con tutti i terreni di pertinenza passò a Giandomenico Bianchi; dal 1772 alla famiglia Negri e nel 1842 venne acquistata da Abramo Lattes. …

Descrizione

Poco si sa di certo sulla formazione del Massari ma, essendo villa Lattes la sua prima grande opera, analizzandone attentamente lo stile si possono cogliere i modelli di riferimento del giovane architetto. Dal punto di vista compositivo si distinguono un corpo centrale emergente e due corpi ad esso collegati minori per altezza, poi la chiesetta e due padiglioni sul retro. Il complesso, così com'è descritto, si pone nella tradizione della campagna veneta a quel tempo già costellata dalle numerose ville palladiane e non solo. La distinzione volumetrica scandisce le diverse funzioni dei corpi: l'apparato centrale è la casa dominicale, unita per mezzo di archi terrazzati ai due volumi laterali, le barchesse, destinate ad uso agricolo. Le barchesse si incurvano secondo un tracciato quasi ellissoidale ripreso e portato a termine dal muro di cinta entro il quale è incastonato il fianco della chiesetta, la cui facciata principale si apre sull'attuale strada regionale.

Analizzando la pianta e l'alzato della dimora padronale si può ritrovare la consueta tripartizione verticale ed orizzontale del volume, diffusissima nei palazzi veneziani. Una delle riprese palladiane più evidenti è certamente l'asse centrale che collega visivamente il cancello centrale d'ingresso con il cancello posteriore che chiude il brolo, passando naturalmente attraverso il salone centrale del corpo padronale e il lungo viale scandito da sculture che termina in un ninfeo. Altre due direttrici simmetriche si possono tracciare dalle finestre del muro di cinta, passando attraverso gli archi terrazzati che raccordano il corpo centrale e le barchesse, raggiungendo due nicchie ornate di trofei nel muro settentrionale. Un altro motivo palladiano si riscontra osservando l'andamento dell'abbaino, le cui ali traforate da due oculi ricordano la parte terminale delle barchesse di villa Barbaro-Volpi di Maser, nella quale questo profilo fungeva da stratagemma per mascherare le colombaie con l'inserimento in facciata di due meridiane. …

Curiosità

Quanto oggi si vede in villa Lattes è soltanto una parte della vasta raccolta di quadri, oggetti e arredi accumulati da Bruno Lattes. Dipinti del Todeschini sono stati trasferiti al Museo Civico di Treviso, altri oggetti di pregio si trovano nella sala di rappresentanza di Cà Sugana, sede municipale di Treviso, e nel Teatro Comunale di Treviso. Non solo, molti altri sono conservati in un deposito ove evitare di soffocare eccessivamente gli interni della villa. La collezione Lattes infatti è piuttosto sovrabbondante e disordinata, l'avvocato non raccoglie oggetti secondo criteri razionali, come l'illustre coetaneo Nando Salce, piuttosto si lasciava ammaliare dal loro aspetto, spesso curioso, e acquistava in completa libertà.

Alfred Chapuis fu ospite del Lattes mentre rediceva il suo trattato sui meccanismi e sui carillon; nella visita del 1953 il Lattes morì in sua presenza. Amareggiato e colpito dall'improvvisa scomparsa dell'ormai amico, decise di dedicargli il suo trattato edito nel '53, l'Histoire.

Nella villa di Istrana si sono girate alcune scene del film Signore & signori di Pietro Germi e dello sceneggiato televisivo Dei miei bollenti spiriti del regista Sandro Bolchi.

Nel gennaio 1979 dei ladri hanno trafugato un'opera, il "Giuseppe Brona, capitan di mar". Pochi anni dopo l'opera fu ritrovata in una galleria di Londra mentre stava per essere venduta all'asta.

Abramo Lattes fu coinvolto in un contrasto con l'allora Vescovo di Treviso. Quest'ultimo infatti chiedeva al Lattes di murare la porta che dalla chiesetta porta alla villa e di mantenere aperta al pubblico quella rivolta alla strada. Era evidente che il Vescovo poco tollerava la possibilità che un ebreo, il Lattes, potesse entrare in un tempio cristiano. Il Lattes naturalmente si oppose con pugno fermo e con indignazione dal momento che, a sue spese, aveva ripristinato una struttura cristiana (nonostante professasse un altro credo) e l'aveva generosamente aperta alla gente di Istrana. Minacciando di ridestinarla ad uso agrario e di chiuderla per sempre alla popolazione, vinse la controversia. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Lattes».

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Come arrivare

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Villa LattesVia Nazario Sauro 50, 31036 Istrana
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Domande frequenti

Dove si trova Villa Lattes?

Villa Lattes si trova nel comune di Istrana, in provincia di Treviso (Veneto), all'indirizzo Via Nazario Sauro 50, 31036 Istrana. Coordinate: 45.67904, 12.09355.

Cosa vedere vicino a Villa Lattes?

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Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Villa Lattes, fronte principale — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  2. Villa Lattes ad Istrana — Nena Agosti, CC BY-SA 4.0
  3. Villa Lattes sotto la neve — Favaro.a, CC BY-SA 4.0
  4. Villa Lattes, fontana dei putti — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  5. Villa Lattes, gli uccellini sul ramo — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  6. Villa Lattes, il tamburino — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  7. Villa Lattes, la bambola con gabbietta — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  8. Villa Lattes, la camera per gli ospiti — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0
  9. Villa Lattes, la pianista — FavaroAlex, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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