Foto: Giovanni Rizzi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Coordinate
- 45°42′39″ N, 11°30′15″ E
Storia e descrizione
Villa Franzan, situata nella contrada del Barcon nel territorio posto a nord-ovest del comune di Sarcedo, è un complesso di villa veneta. La sua storia è legata a quella della località in cui fu edificata, tanto che il nome con cui si indicavano i suoi edifici fu subito proprio Il Barcon, con questo nome è ancor oggi chiamato dai locali il grande complesso architettonico, che nel Novecento ospitò il seminario minore della Diocesi di Padova e che si trova in uno stato di abbandono e rovina da ormai quattro decenni.
La contrada del Barcon
La contrada del Barcon, posta nella zona limitrofa del paese, si è conservata per ampi tratti nelle sue caratteristiche originali (soprattutto i campi che si estendono ad est della villa fino al torrente Igna), vale a dire di terreno pianeggiante a prevalente funzione agricola, e ha origini molto antiche. Attualmente, la prima attestazione del termine Barcon che emerge dai documenti, si ricava dal Balanzon (estimo delle case e dei terreni) degli anni 1541-1544, nel quale il nobiluomo Rizzardo Alidosio di Vicenza risulta possedere, oltre a numerose altre proprietà, anche “campi 75 in contrà del Barchon con una teza susso presso la via comuna”. Dobbiamo poi aggiungere un'altra data, che si ricava dall'iscrizione presente nel capitello posto all'angolo di nord-ovest del recinto di mura del Barcon, la quale recita:
che ricorda l'apparizione mariana che, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta il 26 maggio 1432 nelle campagne circostanti Caravaggio, in Lombardia.
Da queste note si può quindi affermare che questo territorio fu ritenuto importante per i suoi terreni fertili e la sua conformazione geografica e quindi certamente, fin dai tempi antichi, coltivato e abitato dall'uomo.
Proprio la sua antica origine ha fatto sì che il termine Barcon (che in breve significa “grande recinzione di campi”) oltre alla contrada del paese, andasse ad indicare anche la grandiosa struttura architettonica lì edificata dai Franzani intorno al 1665 con il recinto di campi annesso.
La villa
I Franzani (Franzan) erano originari del Lago di Como ed immigrarono a Thiene verso la fine del Cinquecento per svolgere la loro attività di commercianti di panni ("merzari"); col tempo accumularono molte fortune e investirono i loro capitali nell'acquisto di numerosi appezzamenti di terreno nei paesi limitrofi a Thiene. Più tardi coronarono la loro ascesa sociale acquistando il titolo nobiliare.
L'unica datazione certa che possediamo del complesso edilizio del Barcon è quella relativa all'erezione della chiesetta di S. Antonio, anno 1666. La villa fu sicuramente costruita nello stesso periodo, se non addirittura prima di tale data, visto che nel 1665 il conte Domenico Franzani denunciò di possedere a Sarcedo
A questi 145 campi se ne aggiungevano altri quattordici circa, per un totale di quasi 160 campi solo in questa contrada; complessivamente i campi posseduti da Domenico a Sarcedo sommavano a 395 circa.
Una mappa del 1673 mostra il Barcon come doveva presentarsi in quegli anni, una volta ultimato il progetto edilizio.
Da questa straordinaria mappa appare, a volo d'uccello, un complesso signorile davvero imponente: il corpo della villa padronale, residenza dei Franzani, si presenta tale e quale a come lo si può ancora vedere oggi; parte in linea con il palazzo e parte ad angolo retto con esso si trovavano le barchesse con un lunghissimo porticato ad archi che, ad un certo punto, era interrotto da una torre colombara alta, all'incirca, come la villa; c'era, inoltre, una terza ala di edifici a sud. In tutti questi edifici rustici dovevano trovar posto le stalle, i fienili e gli appartamenti dei lavoratori che servivano alle funzioni di carattere agricolo del complesso. Sono indicati anche i due accessi alla corte chiusa da un alto muro di cinta a ponente: un portello più piccolo e un portone grande, che si sono mantenuti nel corso dei secoli; a nord si vede l'oratorio di Sant'Antonio affacciato sulla strada e l'area, recintata sempre da muro, che era adibita all'orto. …
Il recinto del Barcon
Un'altra mappa del tempo del 1675, ci fa comprendere meglio come si configurava l'intera area del Barcon a fine Seicento; tale mappa fu disegnata in seguito alla supplica inoltrata dai conti Franzani agli Ufficiali alle Rason vecchie di Venezia per sistemare il recinto di campi del Barcon e le strade che lo servivano.
Essa mostra che il progetto, in seguito realizzato, era quello di costruire un unico grande quadrilatero, cinto da muro, all'interno del quale si venivano a trovare la villa con le barchesse e la chiesetta, assieme all'altra unità residenziale della Palazzina, anch'essa all'epoca di proprietà dei Franzani; questo diverrà propriamente il recinto del Barcon di cui ancora oggi rimangono evidenti tracce. Soprattutto va notato che, al posto della tortuosa strada a levante, si doveva dar vita ad una diritta e lunga strada che chiudeva il recinto da quel lato. Di questa strada, che nel catasto austriaco ottocentesco verrà poi chiamata “di dietro al Barcon”, non rimangono oggi tracce, ma si possono ancora vedere alcuni residui della muraglia che la costeggiava.
Per quanto riguarda l'antica casa padronale denominata Palazzina posta a nord della villa e non molto lontano da essa, si nota che nel Seicento appare dotata di colombara, barchesse, orto e corte, il tutto cinto da mura: questi caseggiati hanno subìto negli anni varie modifiche (le ultime si sono ultimate in questi mesi), ma si è conservato, ad esempio, il grande arco a ponente che permette l'accesso alla proprietà dalla strada proveniente da Thiene.
Per finire questo sguardo sul passato degli edifici e del territorio del Barcon ci viene in aiuto la mappa d'avviso napoleonica del comune di Sarcedo, datata 1809. …
La chiesetta di Sant'Antonio
Sono complessivamente tre i luoghi di culto che furono in funzione nel complesso del Barcon. L'ultimo e il meno interessante dal punto di vista artistico fu edificato nella seconda metà del Novecento per ovviare alle esigenze della numerosa comunità del Seminario minore di Padova; tale cappella fu aggiunta all'estremità orientale dell'ala di edifici in linea con il palazzo.
Al piano nobile della villa, invece, i Franzani costruirono nel Seicento la loro cappella privata, dedicata all'Immacolata, che rimase in funzione fino ai tempi del Seminario quando veniva utilizzata dai professori-sacerdoti.
La più importante, artisticamente ma anche storicamente, fra le tre costruzioni religiose al Barcon, fu l'oratorio gentilizio dedicato all'Immacolata Concezione di Maria e a Sant'Antonio di Padova. Tale oratorio si affaccia sulla strada del Barcon, a poche decine di metri dalla villa, e presenta una porta d'ingresso a frontoncino triangolare, incorniciata fra quattro lesene corinzie che, a loro volta, reggono il frontone triangolare. All'interno esso presenta l'aula coperta da volta a botte e il presbiterio da volta a crociera; l'altare seicentesco, intarsiato di marmo, è adornato da una pala dell'Ottocento rappresentante Sant'Antonio al quale appare la Vergine. Secondo il Cevese "la sicurezza dei rapporti e la raffinatezza delle sagome non possono essere spiegate se non con l'intervento di architetto assai provveduto" che egli identifica, come detto, in Antonio Pizzocaro.
Sopra l'altare della chiesa, in una lastra di marmo nero, si trova incisa la seguente iscrizione: …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Franzan».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa Franzan?
Villa Franzan si trova nel comune di Sarcedo, in provincia di Vicenza (Veneto). Coordinate: 45.71085, 11.50429.
Cosa vedere vicino a Villa Franzan?
Nei dintorni si trovano: Villa Suman (a 1,6 km), Teatro comunale di Thiene (a 2 km), Castello di Thiene (a 2,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Villa Franzan esterno — Giovanni Rizzi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
