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Sito archeologico
Villa di Agrippa Postumo (Pompei)
Villa romana di Pompei
Boscotrecase (NA), Campania
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Proprietario
- Marco Vipsanio Agrippa Postumo
- Coordinate
- 40°46′28″ N, 14°27′43″ E
Storia e descrizione
La villa di Agrippa Postumo, denominata anche villa Augusta, villa Imperiale o villa di Tiberio Claudio Eutichio, è una villa suburbana di epoca romana dell'antica Pompei, ubicata nell'agro pompeiano.
Storia
La villa venne costruita presumibilmente tra il 20 e il 16 a.C.: ne è testimonianza il ritrovamento di una tegola del tetto che riportava il bollo Pupili(li) Agrip(pae) Tub Fabio cos, ossia il nome di consoli in carica nell'11 a.C.; il ritrovamento di un graffito
fa suppore che la villa fosse di proprietà di Marco Vipsanio Agrippa Postumo, un nipote di Augusto, figlio di Marco Vipsanio Agrippa: quest'ultimo aveva commissionato la costruzione della dimora e probabilmente indicava come decorare gli ambienti mentre governava nelle province romane orientali ispirandosi ai modelli delle domus romane dove erano di moda decorazioni in terzo stile. Con la morte di Agrippa, avvenuta nel 12 a.C., la villa ancora in costruzione venne appunto ereditata dal figlio, ma essendo questo non ancora neanche nato al momento della morte del padre, il completamento dell'opera fu affidato alla madre, Giulia.
Alcuni archeologi ritengono che alla morte di Agrippa Postumo divenne proprietario Tiberio: Publio Cornelio Tacito nei suoi Annales infatti menziona l'imperatore condurre affari da una villa che si affacciava su una scogliera. È invece certo, grazie al ritrovamento di un sigillo in bronzo nell'atrio avvenuto il 5 maggio 1904, che l'ultimo proprietario fu un liberto di Claudio, Eutichio. La villa venne sepolta sotto una coltre di cenere e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio del 79.
La villa fu scoperta il 23 marzo 1903 durante i lavori di sbancamento di un terrapieno per livellare il terreno per permettere la costruzione della ferrovia Napoli-Poggiomarino tra le stazioni di Boscotrecase e Torre Annunziata, nel fondo del cavaliere Ernesto Santino, a una profondità di circa dieci metri. Le indagini archeologiche vennero curate dall'archeologo Matteo Della Corte: tra il 1903 e il 1905 furono rimosse le decorazioni pittoriche ritrovate al suo interno, vendute in parte al Metropolitan Museum of Art di New York, in parte al Museo archeologico nazionale di Napoli. A seguito dell'eruzione del Vesuvio del 1906 la villa fu nuovamente seppellita sotto il materiale vulcanico, non facendo quindi proseguire e completare le esplorazioni.
Descrizione
La villa doveva essere posta sulla sommità di una collina, immersa tra le viti, con posizione panoramica sul golfo di Napoli, poco fuori le mura di Pompei, nell'odierna Boscotrecase; fu esplorata solo parzialmente e secondo la mappa redatta nel 1922 da Matteo Della Corte su volontà di Vittorio Spinazzola, si denota che la zona residenziale era posta nella parte sinistra mentre quella agricola sulla destra: non furono ritrovati torchi, cella vinaria e panificio, probabilmente posti in un edificio vicino non raggiunti dallo scavo.
L'ingresso era posizionato lungo un tratto di strada basolato con massi di lava in notevole pendenza e consentiva l'accesso alla parte agricola della villa: probabilmente la parte residenziale aveva un ingresso autonomo, mai esplorato. Nella zona dell'ingresso era anche l'accesso all'orto, nel quale era posto un larario con nicchia sostenuta da due semicolonne intonacate in bianco. L'ingresso si contraddistingueva per una porta a doppio spiovente, con cardini in ferro e soglia realizzata con cinque blocchi di lava, opportunamente separati per permettere sia il deflusso delle acque piovane che per il passaggio dei carri. Nel cortile furono ritrovati cinque pali posti in modo equidistanti utilizzati per il ricovero dei cavalli, un abbeveratoio a due bracci, un fusorio, una cucina e un armadio; presente anche i resti di una scala che conduceva al piano superiore. Intorno al cortile si aprivano tredici ambienti quasi tutti privi di decorazione e pavimentati in terra battuta: era possibile riconoscere una cella ostiaria, un ergastulum, nel quale fu ritrovato uno strumento in ferro utilizzato per punire gli schiavi, e una stalla con mangiatoie, nella quale fu ritrovata una coppa in bronzo; in una delle stanze furono inoltre rinvenute pietre preziose e cammei, uno decorato con la Vittoria, uno con Venere e uno Minerva: tra gli altri reperti oggetti in bronzo, ferro, marmo, alabastro, vetro e terracotta, lucerne, monete, zappe, un martello e una briglia per cavalli. Uno degli ambienti, posto nei pressi dell'ingresso, presentava una decorazione pittorica in quarto stile anche se in pessimo stato di conservazione, costituita da quadrati rossi e gialli e quadretti centrali che raffiguravano rispettivamente Apollo, Diana e Atteone e una capra che veniva condotta da alcune figure non identificate; da questa camera una scala conduceva al piano superiore: sotto di essa furono trovati oggetti da cucina e in bronzo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa di Agrippa Postumo (Pompei)».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa di Agrippa Postumo (Pompei)?
Villa di Agrippa Postumo (Pompei) si trova nel comune di Boscotrecase, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.77431, 14.46204.
Cosa vedere vicino a Villa di Agrippa Postumo (Pompei)?
Nei dintorni si trovano: Palazzo d'Amaro (a 200 m), Villa Pelosio (a 800 m), Villa Regina (a 1,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Parete con paesaggio idillico-sacrale 002 — Unknown author Unknown author, Public domain
- Naples NAM 20230628 55 — Argo Navis, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
