Foto: Giovanni Battista Piranesi (1720 - 1778), Public domain · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Teatro romano di Ercolano
Teatro romano di Ercolano, Italia
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
- Coordinate
- 40°48′30″ N, 14°20′51″ E
Storia e descrizione
Il Teatro romano di Ercolano è un teatro di epoca romana, sepolto durante l'eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovato a seguito degli scavi archeologici dell'antica Ercolano: si tratta del primo edificio in assoluto ad essere scoperto non solo della città ercolanese, ma anche di tutti quei paesi che furono distrutti dall'eruzione del Vesuvio del 79.
Storia
Il Teatro di Ercolano venne costruito in un'area nei pressi del foro durante la prima fase dell'età augustea, per volere del duoviro Annius Mammianus Rufus, su progetto dell'architetto P. Numisius: poteva contenere circa duemilacinquecento persone ed al suo interno venivano interpretate commedie e satire. Subì sicuramente dei danni durante il terremoto di Pompei del 62, al quale seguirono lavori di restauro come testimoniato da alcuni inserti di mattoni e dal rifacimento di pitture in quarto stile; nel 79, durante l'eruzione del Vesuvio, venne ricoperto da una strato di ceneri, lapilli e fango, che solidificandosi produsse un solido strato di tufo, preservandolo nel tempo.
La sua scoperta avvenne nel 1710, quando per caso, un contadino, Ambrogio Nocerino, detto Enzechetta, intento a scavare un pozzo per irrigare il suo orto, rinvenne alcuni pezzi di marmo che vendette poi ad un artigiano di Napoli, il quale stava costruendo delle cappelle nelle chiese napoletane: Emanuele Maurizio d'Elboeuf, per il quale l'artigiano lavorava, venuto a conoscenza dei ritrovamenti, acquistò il pozzo e iniziò le indagini tramite cunicoli sotterranei. Esplorò il fronte della scena, il palcoscenico e i tribunalia: tuttavia poco dopo gli scavi furono interrotti per paura di crolli alle abitazioni circostanti ed il sito venne erroneamente riconosciuto come il Tempio di Giove; oltre a numerosi marmi, vennero ritrovate otto statue femminili ed una maschile, alcune conservate al museo di Dresda, altre nella Reggia di Portici ed una, la Flora, posta su una fontana all'interno dell'orto botanico, colonne in marmo africano, cipollino e giallo antico, un architrave inneggiante al console Claudius Pulcher e dolia in terracotta. …
Descrizione
L'accesso al Teatro è consentito tramite una sala, realizzata nel 1750 e poi risistemata nel 1849 per permettere un agevole ingresso ai visitatori: al suo interno sono custodite fotografie delle varie mappe dell'edificio ed un plastico del teatro realizzato nel 1808; dopo aver superato una rampa di scale si giunge ad un'altra sala dove sono esposti pezzi di marmo ritrovati durante gli scavi borbonici, tra cui un capitello in ordine corinzio ed uno ionico in tufo, un plinto e un tronco di colonna in marmo africano. Procedendo per un lungo corridoio si arriva ad un balcone sorretto da mensole in piperno, realizzato nel XVIII secolo, che si affaccia su un pozzo di luce e da cui si vede parte della gradinata della media cavea. Dopo aver percorso un'altra scalinata, si giunge alle prime strutture del teatro: questo è orientato da nord-est a sud ovest, interamente realizzato in opera reticolata e cementizia, eccetto la scena e la facciata esterna in laterizi ed è sostenuto da sette radiali uniti tramite delle volte; la cavea ha un diametro che varia dai cinquantaquattro ai quarantuno metri e la pavimentazione è in lavapesta e cocciopesto.
La facciata esterna presenta due ordini di archi a tutto sesto, per un totale di diciassette archi per piano, uguali lungo tutto l'emiciclo, poggianti su piedritti in laterizio: particolare è la decorazione della penultima arcata, con lesene, capitelli corinzi e cassettone decorato a stucco ed alla base sono presenti tre basi sulle quali erano poggiate statue di tre togati, di cui una conservata alla Reggia di Portici; tutta la facciata aveva uno zoccolo di colore rosso ed il restante in bianco. La summa cavea è composta da tre grandini, protetta da un parapetto in tufo e cadenzata da tre edicole a nicchia, originariamente rivestite in marmo, che ospitavano statue equestri in bronzo dorato, di cui vennero recuperati i frammenti, poi fusi per ricavarne monete con l'effigie di Carlo III: in particolare è ben conservata la nicchia centrale, incassata tra due colonne, realizzata in opera laterizia e stuccata in rosso. Una porta dalla summa cavea conduce ad uno dei tribunalia, pavimentato in marmo bianco e che conserva nei pressi dalla porta, le travi in legno carbonizzate: nelle sue vicinanze inoltre è stata rinvenuta la base di una statua di Marco Nonio Balbo e gli attacchi di un bisellio in bronzo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Teatro romano di Ercolano».
Foto
Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Teatro romano di Ercolano?
Teatro romano di Ercolano si trova nel comune di Ercolano, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.80833, 14.34761.
Cosa vedere vicino a Teatro romano di Ercolano?
Nei dintorni si trovano: Basilica Noniana (a 200 m), Basilica (a 200 m), Collegio degli Augustali (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Theatre herculanum Piranese — Giovanni Battista Piranesi (1720 - 1778), Public domain
- Backstage, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Ercolano L'antico ingresso al Teatro Sotterraneo orizzontale — Dommaria, CC BY-SA 3.0
- Ercolano L'ingresso al Teatro Sotterraneo — Dommaria, CC BY-SA 3.0
- Fragments 01, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Graffiti 01, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Graffiti 02, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Graffiti 03, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
- Graffiti 04, Herculaneum theatre — MumblerJamie, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze