- UNESCO
Foto: Accurimbono, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Teatro storico
- Architetto
- Luigi Poletti
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°50′38″ N, 13°01′02″ E
- Indirizzo
- Piazza Venti settembre, 1, 61032 Fano
Storia e descrizione
Il Teatro della Fortuna è un teatro italiano, sito nella città di Fano. Si tratta del principale teatro cittadino. All'interno si svolgono spettacoli di lirica, prosa e danza.
Il nome deriva dalla denominazione latina della città di Fano, Fanum Fortunae, il tempio della Fortuna.
Storia
Il palazzo del teatro nasce nel 1299 come palazzo del Podestà. Nel piano inferiore mostrava pilastri di un triplice loggiato, mentre il piano superiore ospitava un vasto salone con pareti affrescate. Nei lacerti degli affreschi, tutt'ora presenti nella sala riammodernata, s'individuano sacre rappresentazioni (tra le quali una maestà della Madonna col Bambino) e gli stemmi del Comune e di Galeotto I Malatesta signore della città.
Un'epigrafe posta su un pilastro tramanda data e nomi di coloro che vollero il palazzo, con il nome dell'architetto che lo edificò: Magister Paulutius me fecit (me fecit significa "mi costruì"). Inizialmente questo edificio era destinato alle assemblee del consiglio civico, e, secondo la tradizione, Egidio di Albornoz avrebbe qui promulgato il 29 aprile 1357 le note costituzioni egidiane.
Sull'arcata centrale del prospetto è posto il trittico dei protettori: la nicchia centrale raffigura San Paterniano, patrono della città, con la cattedra e un ricco tortiglione risalente all'inizio del XIV secolo, mentre le due nicchie laterali contengono statuette in cotto di San Fortunato e Sant'Eusebio, risalenti al XVI secolo.
In origine il palazzo del Podestà presentava un semplice sostegno murario per la campana. Un primo progetto di costruzione di un campanile si ebbe nel 1414: venne eretta una piccola struttura, che crollò nel 1491 per un evento atmosferico. Venne sostituita nel 1526, ma anche questa crollò per un nuovo turbine nel 1568. Ricostruita nuovamente, riportò danni a causa di un terremoto nel 1688, e per questo venne demolita. In quel periodo Luigi Vanvitelli era attivo nelle Marche: ricevette dunque il compito di realizzare un progetto, mai concretizzato, per la nuova struttura. Fu invece realizzato il più semplice progetto dell'architetto riminese Gian Francesco Buonamici, in seguito abbattuto dalle mine delle truppe tedesche nell'agosto 1944, sorte che toccò a tutti gli altri campanili fanesi, considerati punti strategici. …
Struttura del teatro
Poletti nel realizzare il Teatro della Fortuna si ispirò a quello realizzato a Faenza da Giuseppe Pistocchi, in stile neoclassico. Egli aveva già realizzato dei teatri a Terni e a Rimini, e su modello di questi, correggendo alcuni difetti, realizzò quello di Fano.
Il perimetro è a ferro di cavallo e presenta tre ordini di ventuno palchi e un loggione. Il basamento, di altezza inusuale rispetto ai teatri tradizionali, sorregge i palchi del primo ordine, divisi da sfingi posizionate davanti a un pilastro in muratura decorato, che a loro volta sorreggono il secondo ordine. A separare i palchi del secondo e terzo ordine ci sono delle colonne corinzie che sorreggono il fregio e la cornice del loggione. Il parapetto di questo è decorato da statue. Le balaustre del loggione e del terzo ordine sono decorate con il motivo del traforo che alleggerisce l'impalcatura, mentre quelle del primo e del secondo sono abbellite con stucchi decorati. Il soffitto, realizzato dall'urbinate Giuliano Corsini, è decorato a corone concentriche i cui tondi e riquadri presentavano tempere del romano Francesco Grandi: i fasti di Apollo, i genietti delle arti e sette muse. Queste tempre furono distrutte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Di Grandi si è invece salvato il sipario, ancora in uso e che raffigura l'ingresso di Cesare Ottaviano Augusto nell'antica fanum fortunae. L'imperatore è ritto su un carro tirato da quattro cavalli bianchi mentre riceve l'acclamazione dei magistrati e dei cittadini, tra loro c'è Vitruvio raffigurato con le fattezze di Poletti che tiene in mano il progetto della basilica che svetta oltre il muro della città. Viene raffigurato anche l'Arco di Augusto e il faro, e le mura che però presentano i torrioni quadrati anziché tondi. La ricostruzione della Fano romana è immaginaria e forse lo stesso artista non si è mai recato a Fano.
A causa della mancanza di spazio, Poletti costruì un palcoscenico troppo poco profondo rispetto a ciò che l'opera avrebbe richiesto. Furono costruite anche numerose macchine tra cui anche quella che permetteva il sollevamento della platea a livello del palco in caso di feste.
Il teatro presenta due atrii: uno è stato decorato nel 1863 in stile pompeiano, dall'altro partono i due scenografici scaloni che conducono ai palchi. …
Attività del nuovo teatro
La stagione lirica inaugurale si tenne dal 24 agosto a al 27 settembre 1863. Per la serata inaugurale si decise di chiamare tutti i cinque cantanti fanesi attivi a livello internazionale. Solo il tenore Antonio Giuglini e il baritono Enrico Storti poterono partecipare. Per i ruoli femminili vennero chiamate cantanti non fanesi. Furono rappresentate in totale 23 serate ma le opere principali furono Il trovatore e Macbeth di Verdi e fu richiesto ad Alessandro Nini, compositore fanese, un'opera, non realizzata, che venne sostituita con La favorita di Donizetti.
A partire dal carnevale del 1864 si alternarono una stagione di lirica e una di prosa. Dopo la decadenza che si ebbe con il teatro provvisorio, si sentì la necessità di riportare la stagione del teatro di Fano al suo originario splendore. Nel 1866 furono messe in scena il Rigoletto di Verdi e la Lucrezia Borgia di Donizetti. Nella stagione successiva, che fu paragonabile per successo a quella inaugurale, furono chiamati due cantanti fanesi che non erano potuti venire precedentemente: il soprano Marcellina Lotti Della Santa e il baritono Davide Squarcia. Il comune non pagò con i propri fondi, come era avvenuto fino ad allora: iniziavano a registrarsi dei problemi economici, e infatti non si tennero le stagioni dei due anni successivi. Dal 1870 le stagioni andarono di anno in anno migliorando. Nel 1881 venne di persona a Fano il compositore Cesare Dall'Olio che fu così apprezzato da ricevere una corona d'alloro, una fiaccolata e una serenata sotto la sua finestra.
Nel carnevale del 1888 fu messa in scena come quarta opera straniera a Fano la Carmen di Georges Bizet, che riscosse grande successo. Il teatro fu chiuso per tre anni a causa di crolli, e le stagioni fino a quella del 1892 si trasferirono allo stabilimento balneare. Quella del 1893 fu una stagione acclamatissima per il ritorno del tenore Francesco Tamagno, che cantò nell'opera Gualtiero Swarten di Andrea Gnaga, amico del cantante, e La forza del destino di Verdi. Si chiuse così un'epoca: da questo momento sarebbe stato molto più difficile realizzare un vasto e dispendioso programma di opera lirica in un teatro di provincia come quello fanese. …
I restauri del Novecento
Alla fine dell'Ottocento i nove palchi centrali del terzo ordine furono trasformati in galleria abbattendo le pareti divisorie, per aumentarne la capienza e per "sfollare la platea"
Nel 1930 un terremoto lesionò l'edificio, che fu chiuso al pubblico. I restauri avvennero sotto la supervisione di Carlo Ughi. Fu scavata una fossa per l'orchestra riducendo ulteriormente l'ampiezza del palco. Furono inoltre rifatti gli impianti di illuminazione e di riscaldamento, eretto un nuovo sipario color amaranto e sostituito il lampadario centrale. Dopo la riapertura del 1936 venne distrutto e ricostruito in scala ridotta l'antico pontile ideato da torelli per ampliare lo spazio scenico e che collegava il palazzo Malatestiano al teatro. Lì, all'epoca di Poletti, venne costruita l'unica sala realizzata nel casino; ospitò poi la prima sala della pinacoteca civica.
Il teatro fu abbattuto dal crollo della torre civica nel 1944. Ottenuto il contributo ministeriale per danni di guerra, i restauri iniziarono già nel 1951. Per prima cosa venne rimosso il tetto e la struttura portante di legno. Tutto ciò avvenne in pieno inverno: le acque piovane distrussero le decorazioni in stucco della sala e danneggiarono le strutture portanti. La rimozione del tetto portò alla totale perdita della volta polettiana, compresi gli stucchi di Grandi. La volta fu ricostruita con un numero di tegole insufficienti che causarono infiltrazioni di acqua. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Teatro della Fortuna».
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- 1863Apertura
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Eventi e persone da Wikidata (CC0).
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Domande frequenti
Dove si trova Teatro della Fortuna?
Teatro della Fortuna si trova nel comune di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino (Marche), all'indirizzo Piazza Venti settembre, 1, 61032 Fano. Coordinate: 43.84399, 13.01736.
Cosa vedere vicino a Teatro della Fortuna?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Malatestiano (a 100 m), Basilica di Fano (a 100 m), Palazzo Bracci Pagani (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Teatro della Fortuna (69476) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
- Biblioteca Federiciana, Alberto Eusebi, Fano, Scolaresche al Teatro della Fortuna, 1930 circa, gelatina a sviluppo — Alberto Eusebi, Public domain
- Fano (PU) - Teatro della Fortuna - interno — Bultro, CC BY-SA 4.0
- Fano (PU) - Teatro della Fortuna - sipario — Bultro, CC BY-SA 4.0
- Fano interno del Teatro della Fortuna — Giuseppe Barberis, Public domain
- Teatro della Fortuna (43570) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
- Teatro della Fortuna, Fano - Loggione — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
- Teatro della Fortuna, Federico Mondelci e la FORM, 24 gen 2026 (58795) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
- Teatro della Fortuna, Federico Mondelci e la FORM, 24 gen 2026 — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze