Foto: Unknown author Unknown author, Public domain · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Stabia
Ancient city, located near the current Castellammare di Stabia
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 40°42′11″ N, 14°29′56″ E
Storia e descrizione
Stabia (in latino Stabiae) è un'antica città, corrispondente all'attuale Castellammare di Stabia, la cui storia ha origine intorno all'VIII secolo a.C. per terminare simbolicamente nel 1086, quando in un documento compare per la prima volta il nome di Castrum ad Mare; venne distrutta insieme a Pompei ed Ercolano durante l'eruzione del Vesuvio del 79, anche se il ripopolamento avvenne immediatamente dopo, al contrario delle altre due città.
Stabia comprendeva un territorio chiamato ager stabianus, corrispondente agli odierni comuni di Castellammare di Stabia, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Santa Maria la Carità e Sant'Antonio Abate.
Originariamente borgo fortificato, dopo la conquista di Lucio Cornelio Silla divenne luogo di villeggiatura per i patrizi romani, i quali costruirono principalmente ville d'otium, incentrate principalmente sulla collina di Varano. Nel territorio circostante sorgevano invece ville rustiche, adibite all'agricoltura.
Sulla spiaggia di Stabia, durante l'eruzione del Vesuvio, trovò la morte Plinio il Vecchio.
Storia
I popoli già residenti della piana del Sarno dal IX secolo a.C., come Opici prima e Osci poi, iniziarono a migrare nell'VIII secolo a.C. verso le coste; cominciò quindi il popolamento di quella zona che a partire dal III-II secolo a.C. avrebbe preso il nome di stabiano: la prima testimonianza di questa denominazione viene data da un'iscrizione in lingua osca, risalente proprio a tale periodo, ritrovata nei pressi di porta Stabia a Pompei, e che dovrebbe ricondurre al latino stabulum, che significa stalla, forse a rimando dell'attività agricola che si svolgeva nella zona.
Un insediamento stabile, con la costruzione di un vero e proprio villaggio, si ebbe nel VII secolo a.C., sul pianoro di Varano, una collina a picco sull'odierna Castellammare di Stabia, al confine con Gragnano, sia per la disponibilità di acqua, sia per la vicinanza con il mare: a conferma di questa ipotesi è il ritrovamento in una necropoli in località Madonna delle Grazie, utilizzata in questo periodo; inoltre resti di passaggi umani sono stati rinvenuti anche presso Pozzano, Quisisana, Fratte e monte Coppola.
Stabia, così come altre città vicine, risentì dell'influsso della cultura greca intorno al VI secolo a.C. quando divenne una sorta di emporion: ne sono conferma l'individuazione, durante studi stratigrafici a Villa San Marco, di ceramica greca, ma anche la stessa architettura delle case, che si avvicinava molto a quella ellenica, caratterizzata dalla mancanza di atrio; l'influsso greco tuttavia si pensa provenire maggiormente da Sorrento che da Pompei. …
Urbanistica
Stabia fu una città costiera situata nell'angolo sud est del golfo di Napoli, protetta dalla catena dei monti Lattari e ubicata sulla collina di Varano, un pianoro di ottanta metri di altezza, formatosi dalle ceneri del Vesuvio durante un'eruzione in età preistorica e in seguito solidificatosi in un banco tufaceo, delimitato dalla gola di Scanzano e dal rivo San Marco, che ne ha eroso in parte le pareti: ricco di sorgenti e con un terreno particolarmente fertile con humus prodotto dai materiali alluvionali provenienti dai monti circostanti, fu il posto perfetto per i primi insediamenti umani. Incerta invece fu la posizione di Stabia dopo l'eruzione del Vesuvio del 79: ipotesi remota è quella che l'oppidum sia stato spostato a Lettere, mentre è probabile che la città si sia sviluppata nella zona collinare di Castellammare di Stabia tra Scanzano e Quisisana oppure, come sostenuto da Galeno, lungo la costa, spostata verso Sorrento, in quella zona compresa tra piazza Fontana Grande e la concattedrale, nell'area dove poi si sarebbe sviluppato il centro antico di Castellammare di Stabia, e il sepolcreto paleocristiano rinvenuto sarebbe da considerarsi già fuori dal centro. …
Scavi archeologici
Dopo primi ritrovamenti sporadici e casuali nel corso del XVI e XVII secolo, i primi scavi archeologici sulla collina di Varano per ritrovare le vestigia di Stabia iniziarono ufficialmente il 7 giugno 1749 per volere di re Carlo III di Spagna: così come per Pompei ed Ercolano le indagini nacquero dall'esigenza di fornire uno strumento per aumentare il prestigio in Europa della dinastia borbonica. Gli scavi furono condotti da Roque Joaquín de Alcubierre e Karl Jakob Weber, i quali, mediante cunicoli, esplorarono le ville spogliandole di suppellettili e staccando le pitture che ritenevano importanti, per portarle alla reggia di Portici prima e al museo archeologico nazionale di Napoli successivamente. La prima sessione di scavi terminò nel 1762, mentre una seconda si ebbe tra il 1775 e il 1782. Quasi nulla fu l'attività durante il XIX secolo, se non il ritrovamento dell'area Christianorum al di sotto della concattedrale, esplorata tra il 1875 e il 1879. Nonostante altri ritrovamenti sporadici, un'attività sistematica di scavo si ebbe solo a partire dal 1950, a opera del preside Libero D'Orsi, il quale riportò alla luce alcune ville sia nella zona di Varano che nelle campagne circostanti: nel corso degli anni successivi alcune di queste vennero nuovamente seppellite, mentre altre, dopo opportuni restauri, furono aperte al pubblico.
Le ville visitabili sono Villa San Marco, Villa Arianna e il secondo complesso, tutte con zone ancora da esplorare: le decorazioni pittoriche presenti all'interno di esse variano dal secondo al terzo e al quarto stile e i temi principali sono quelli architettonici e vegetali, oltre a paesaggi e animali; tra le pitture più celebri spiccano la Flora e la Venditrice di amorini, entrambe provenienti da Villa Arianna: si tratta di pitture a figure nuove o che si avvicinano a quelle di Roma. Pochi invece sono i reperti rinvenuti, forse a causa della scarsa frequentazione delle ville, in restauro: si tratta per lo più di attrezzi agricoli, pezzi di ceramica, oggetti in ferro, poche anfore e lucerne, così come scarsissime le statue. I reperti sono conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli, all'Antiquarium stabiano, chiuso in attesa di nuova ricollocazione, e al Museo diocesano sorrentino-stabiese.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Stabia».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Stabia?
Stabia si trova nel comune di Gragnano, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.70306, 14.49889.
Cosa vedere vicino a Stabia?
Nei dintorni si trovano: Villa San Marco (a 0 m), Scavi archeologici di Stabia (a 0 m), Grotta di San Biagio (a 700 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Wall painting from Stabiae, 1st century — Unknown author Unknown author, Public domain
- Room 4 of the Charles X museum - Painted ceiling - Stabiae (Louvre) — Tangopaso, Public domain
- Ancient Roman fresco of Hermes with two flying female figures — Chappsnet, CC BY-SA 4.0
- Frangment of an Ancient Roman Mosaic now at Chateau de Chantilly (13040996565) — Ken and Nyetta, CC BY 2.0
- Museo diocasano sorrentino-stabiese 001 — Mentnafunangann, CC BY-SA 4.0
- Ninfeo di Villa San Marco — Andreaboy88, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
