Foto: Wilfred Krause, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 44°41′35″ N, 12°06′04″ E
Storia e descrizione
Spina fu un'importante città portuale etrusca affacciata sul mare Adriatico, presso il delta del fiume Po. Fu una delle città più importanti dell'Etruria padana, assieme a Felsina (Bologna) e a Kainua (l'attuale Marzabotto).
Fu impiantata, entro i decenni finali del VI secolo a.C., su alcuni dossi sabbiosi disposti lungo un ramo meridionale del Po, in un paesaggio lagunare che oggi si trova interamente all'interno della terraferma bonificata, nel territorio del comune di Comacchio. Il suo abitato, individuato solo nel 1965, era organizzato secondo un piano regolare in cui le vie di comunicazione erano in larga parte canali; le sue due necropoli, scavate a partire dal 1922, hanno restituito oltre quattromila sepolture e la più ampia raccolta di ceramica attica proveniente da un unico sito. La città cessò di esistere come centro urbano nel corso del III secolo a.C.; il sito fu poi obliterato dalle acque delle valli di Comacchio e la sua stessa collocazione rimase incerta fino alla metà del Novecento.
Le fonti antiche
Le testimonianze letterarie su Spina sono poche e tarde rispetto alla vita della città, e si concentrano su due tradizioni di fondazione, sulla ricchezza degli abitanti e sul loro dominio del mare.
Il più antico riferimento è il frammento della Foronide di Ellanico di Lesbo riportato da Dionigi di Alicarnasso: sotto il regno di Nana i Pelasgi, cacciati dai Greci, lasciarono le navi presso il fiume Spinete nel golfo Ionio e di là si spinsero all'interno.
Dionigi stesso, nel primo libro delle Antichità romane, racconta più diffusamente che i Pelasgi partiti da Dodona furono spinti dal vento di scirocco fino a una delle foci del Po e vi lasciarono le navi insieme alla parte di gente meno in grado di sopportare i disagi della marcia, ponendo una guardia a custodia delle imbarcazioni perché servissero da rifugio in caso di insuccesso. Quanti rimasero là fortificarono l'accampamento e, andando le cose secondo i loro desideri, fondarono una città che prese nome dalla foce; ebbero poi fortuna più di ogni altro popolo di quel mare e inviavano a Delfi decime dei guadagni ricavati dalla navigazione. In seguito i barbari confinanti mossero contro di loro in forze e gli abitanti lasciarono la città.
Nel Periplo dello Pseudo-Scilace la città, il cui nome è restituito dagli editori, è detta greca ed è collocata nel territorio dei Tirreni, presso un fiume risalibile per una ventina di stadi; da Pisa la si raggiungeva con un cammino di tre giorni. Strabone la definisce «un tempo illustre città greca», ridotta al suo tempo a un modesto villaggio dell'entroterra, e ricorda che a Delfi si mostrava un tesoro degli Spineti e che di costoro si raccontava che avessero avuto il dominio del mare; nello stesso passo attribuisce invece ai Tessali la fondazione di Ravenna. In un altro luogo della Geografia gli Spineti dell'Adriatico compaiono, accanto a Gige, a Creso e ai Sibariti, fra i dedicanti le cui offerte erano conservate nei tesori del santuario delfico con l'iscrizione del loro nome. …
Storia delle ricerche
La ricerca della città perduta ha una lunga storia erudita. Giovanni Boccaccio la collocava sull'ostium Eridanum, ipotesi che si rivelò a lungo fuorviante, e la questione fu ripresa da Flavio Biondo e Leandro Alberti nel Cinquecento e dagli eruditi ferraresi e comacchiesi del Settecento senza esito. Nell'Ottocento Elia Lombardini si servì della cartografia viennese del 1820 per ricostruire come il delta si fosse modificato e riconobbe nei cordoni sabbiosi il lido di età etrusca; continuò però a collocare Spina lungo il Primaro, perché in quel punto tornavano i novanta stadi di Strabone.
La svolta arrivò con le bonifiche novecentesche. Nel 1922 lo scavo di Valle Trebba portò alla luce le prime sepolture e riportò la città sulla carta; nel 1954 iniziarono gli scavi di Valle Pega. A partire dal 1956 le riprese aeree, eseguite dal ravennate Vitale Valvassori per conto di Nereo Alfieri, allora conservatore del Museo archeologico nazionale di Ferrara, fornirono i primi indizi utili alla localizzazione dell'abitato, rivelando una rete di canali insabbiati. Gli indizi si concentravano nel settore compreso fra Motta della Girata e la Paganella, che il progressivo prosciugamento delle valli più orientali stava rendendo leggibile. Le esplorazioni furono finanziate dall'Ente Pro Spina di Ferrara e condotte con il pilota Ugo Cassigoli: Valvassori realizzò oltre duecento fotogrammi prospettici, ai quali si aggiunsero nello stesso anno riprese aerofotogrammetriche dell'aviazione militare. Alfieri vi riconobbe un canale artificiale largo fra i quindici e i venti metri e rettilineo per quasi due chilometri, sul quale si innestava una rete di canali minori che ritagliavano spiazzi sabbiosi di forma geometrica, e riferì ai dossi Belfiore e Sabbioni i due nuclei individuati. I due pubblicarono insieme le scoperte dell'abitato, mentre Valvassori dedicò un contributo a parte agli apparecchi e alla tecnica delle prospezioni. Non ci si limitò allo spoglio delle riprese verticali già disponibili: con l'aeronautica militare furono condotte campagne apposite, all'infrarosso oltre che in verticale e in obliquo. È il motivo per cui l'impresa dei due è considerata eccezionale nella storia dell'archeologia aerea italiana: una legge del 1939, abrogata soltanto nel 2001, rese a lungo impraticabile il volo di ricognizione a fini archeologici, e la disciplina rimase in Italia legata all'analisi di fotografie scattate per altri scopi. …
Storia
Spina fu fondata nella seconda metà del VI secolo a.C., nel quadro del riassetto politico e territoriale che in quegli stessi decenni interessò l'intera Etruria padana e che vide nascere anche Kainua e l'insediamento del Forcello presso Mantova, mentre Felsina veniva riorganizzata. Lo scavo dell'Università di Zurigo ha raggiunto nel settore centrale dell'abitato la prima fase insediativa e ne ha ricavato una datazione puntuale: sotto il pavimento della casa più antica corre uno strato di fascine, steso a una quota di 4,05 metri sotto il livello marino, e più sotto non si trova che l'argilla naturale e la sabbia di una duna, senza alcun livello antropizzato né alcun materiale archeologico. Le importazioni greche più antiche recuperate in quella casa collocano la nascita della città attorno al 530-520 a.C., in accordo con la cronologia dei primi vasi attici già noti dal sito; quelli provenienti dalle tombe risultano di poco più recenti di quelli dell'abitato. Alla stessa cronologia rimanda la data proposta per l'iniziativa felsinea di dotarsi di uno scalo alla foce del Po. La datazione entro il terzo quarto del VI secolo, a lungo corrente in letteratura, si fondava su un numero esiguo di materiali diagnostici ed è stata messa in dubbio: il resto della documentazione appare in sintonia con l'avvio delle aree funerarie, di orizzonte tardo-arcaico.
La fondazione viene comunemente spiegata come una contromossa etrusca di fronte ai Greci, che nell'alto Adriatico erano arrivati per primi e la cui presenza ad Adria è attestata con chiarezza già nei decenni iniziali del VI secolo; Spina è comunque posteriore ad Adria. Con la sua fondazione il centro di gravità del controllo etrusco sulla costa adriatica si spostò verso nord: la funzione di scalo che nell'età precedente era stata di Verucchio passò a Spina, e Verucchio conobbe da allora una fase di relativa decadenza. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Spina».
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Domande frequenti
Dove si trova Spina?
Spina si trova nel comune di Comacchio, in provincia di Ferrara (Emilia-Romagna). Coordinate: 44.69306, 12.10111.
Cosa vedere vicino a Spina?
Nei dintorni si trovano: Museo Delta Antico (a 6,4 km), Ponte dei Trepponti (a 6,5 km), Casa museo Remo Brindisi (a 12,5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Spina Plan 0609-1 — Wilfred Krause, CC BY-SA 3.0
- Reperti archeologici Etruschi - Antica città di Spina - Museo Delta Antico Comacchio — Vanni Lazzari, CC BY-SA 4.0
- Reperti archeologici Etruschi - Antica città di Spina — Vanni Lazzari, CC BY 4.0
- Resti Etruschi antica città di Spina — Vanni Lazzari, CC BY 4.0
- Spina 0709-1 — Wilfred Krause, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze