Mausoleo di Galla Placidia
  • Patrimonio UNESCO
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Foto: Petar Milošević, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Mausoleo di Galla Placidia

Mausoleo di Ravenna

Ravenna (RA), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Stili
Architettura bizantina, architettura paleocristiana
Tutela
Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
Patrimonio UNESCO
Monumenti paleocristiani di Ravenna
Coordinate
44°25′16″ N, 12°11′49″ E
Indirizzo
via G. Argentario 22 ‒ Ravenna (RA)

Storia e descrizione

Il mausoleo di Galla Placidia risale alla prima metà del V secolo, all’incirca tra il 425 e il 430 d.C., e si trova a Ravenna, poco distante dalla Basilica di San Vitale.

La sua identificazione funzionale con un edificio funebre e quella della sua committente, l'imperatrice Galla Placidia, sono ampiamente diffuse in ambiente accademico, ma non vi è certezza di nessuna delle due: l'edificio potrebbe essere stato una semplice cappella pertinente alla chiesa di Santa Croce, cui era collegata con un nartece poi demolito nel 1602, come un martyrium o un oratorio.

Il mausoleo è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, all'interno del sito seriale "Monumenti paleocristiani di Ravenna".

Secondo la tradizione Galla Placidia, figlia di Teodosio, reggente dell'Impero romano d'Occidente per il figlio Valentiniano III, avrebbe fatto costruire questo mausoleo per sé, il marito Costanzo III e il fratello Onorio. Tale tradizione non è confermata da dati documentari ed è riportata come tradizione orale da Agnello Ravennate nel suo Liber pontificalis ecclesiae ravennatis.

Architettura esterna ed interna

La pianta del piccolo edificio presenta una forma a croce latina, poiché la navata centrale è leggermente più lunga rispetto al transetto, che non la interseca alla metà.

Esternamente l'edificio ha un paramento in semplice laterizio con la cupola nascosta da un tiburio a base quadrata, che si sopraeleva sulla copertura a tetto a due spioventi dei quattro bracci. Anche qui come in altri monumenti ravennati, la subsidenza ha abbassato la struttura originaria di 1,5 metri. Le poche decorazioni esterne sono la pigna posta sulla sommità, la cornice e le arcate cieche apparentemente prive dello zoccolo di base, che movimentano le pareti ad eccezione del braccio settentrionale lì dove si apre l'ingresso, e il fregio posto sopra il portale d'ingresso, raffigurante due felini che si affrontano ai lati di un cratere a volute, tra rami di vigna carichi di grappoli d'uva.

L'interno è decorato da un ciclo di mosaici, fra i più antichi della città essendo datati al secondo quarto del V secolo. Alla fine dei bracci si trovano tre sarcofagi in marmo, di epoca romana quello del braccio centrale, del IV e V secolo i due posti nei bracci laterali.

La cupola centrale domina lo spazio interno, affiancata sui lati da quattro lunette. Altre quattro lunette si trovano alle estremità dei bracci, mentre i bracci hanno volte a botte. La rappresentazione escatologico-apocalittica del sepolcro cristiano non è in asse con l'ingresso dell'oratorio che è nella direttrice nord-sud, ma è in asse con l'orientazione cristiana, in quanto la croce ha la testa verso occidente e il piede verso oriente; la croce quindi va da oriente ad occidente come Cristo sole di giustizia e di redenzione.

Mosaici

Poiché Galla Placidia soggiornava frequentemente a Costantinopoli, si potrebbe ritenere che l'artista incaricato dei mosaici fosse bizantino. Forse è più corretto pensare ad una partecipazione di maestranze di diversa provenienza, perché la volumetria realistica delle figure di san Lorenzo (lunetta di fondo) e del Buon Pastore (sopra l'ingresso del sacello) rimanda più a un ambito romano-occidentale che alle figure ieratiche e ai volumi privi di consistenza dello stile bizantino-orientale. Anche grazie ai costanti restauri operati nei secoli scorsi, i mosaici oggi si presentano estremamente ben conservati.

La cupola è dominata dalla Croce in una volta di stelle di grandezza decrescente verso l'alto, su sfondo blu, secondo un modello che durerà per tutto il Medioevo. La rappresentazione del cielo notturno continua senza soluzione di continuità verso i quattro pennacchi dove viene rappresentato il tetramorfo: i simboli sono nel testo del Libro di Ezechiele (1, 10; 1, 26) e nell'Apocalisse di Giovanni (4), non ancora però simboli degli evangelisti, un'assimilazione iconografica che avverrà solo nel VI secolo.

Le lunette della cupola presentano coppie di Apostoli, con le braccia alzate in adorazione verso il centro ideale dell'edificio, la Croce. Tra gli Apostoli si distinguono san Pietro con la chiave sulla sinistra e, di fronte a lui, san Paolo. Le colombe, sul prato tra gli Apostoli, simboleggiano le anime di fronte alla fonte della grazia divina. Al centro si aprono le finestre, coperte con lastre translucide di alabastro; anche la luce, come in tutta l'arte ravennate, rivestiva qui un ruolo simbolico di rappresentazione di Dio.

Le volte a botte e gli archi dei bracci sono riccamente decorati con festoni di fiori e frutta e intrecci geometrici. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mausoleo di Galla Placidia».

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Mausoleo di Galla Placidiavia G. Argentario 22 ‒ Ravenna (RA)
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Domande frequenti

Dove si trova Mausoleo di Galla Placidia?

Mausoleo di Galla Placidia si trova nel comune di Ravenna, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo via G. Argentario 22 ‒ Ravenna (RA). Coordinate: 44.42102, 12.19708.

Cosa vedere vicino a Mausoleo di Galla Placidia?

Nei dintorni si trovano: Museo nazionale di Ravenna (a 100 m), Mura di Ravenna (a 200 m), Museo Byron (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Mausoleum of Galla Placidia in Ravenna — Petar Milošević, CC BY-SA 4.0
  2. Ravenna - Mausoleo di Galla Placidia - 2026-09-25 11-59-47 001 — Barbara_Bertini, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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