Foto: Stefano Muratori, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 44°20′13″ N, 11°12′14″ E
- Indirizzo
- Via Porrettana Sud, 13, 40043 Marzabotto BO
Storia e descrizione
Kainua (Kàinua) è un'antica città etrusca che sorgeva sul Pian di Misano e sulla soprastante altura di Misanello presso l'attuale comune di Marzabotto, nella città metropolitana di Bologna. In passato era nota con il nome di Misa dal nome del luogo del ritrovamento.
Fondata nel V secolo a.C. a poca distanza dal fiume Reno, Kainua fu una delle città-stato più importanti dell'Etruria padana, assieme a Felsina (Bologna) e Spina, nonché un importante snodo commerciale tra l'Etruria tirrenica e la Pianura Padana, fino ad oltralpe. L'esistenza della città è nota fin dal 1551, quando frate Leandro Alberti nel suo Descrittione di tutta Italia ipotizza la presenza di una città antica sulla base del ritrovamento di alcune rovine di edifici, mosaici e monete.
A soli 28 km dalla vicina Bologna, si accede all'area archeologica e all'annesso Museo nazionale etrusco di Marzabotto risalendo la Strada statale 64 Porrettana (Bologna-Pistoia).
Storia
La presenza degli Etruschi è attestata in Valle Padana fin dalla fase villanoviana (IX secolo a.C.). Nel VI secolo a.C. una nuova fase espansionistica, dettata questa volta dalla necessità di trovare nuovi sbocchi commerciali (a seguito del declino dell'Etruria campana), spinsero gli Etruschi di nuovo in Valle Padana, dove venne sviluppata l'Etruria padana, occupata, oltre che da centri di nuova costituzione, anche da antichi insediamenti etruschi di epoca villanoviana. È a questo periodo che viene fatta risalire la fondazione della città di Kainua.
Secondo i ritrovamenti venuti alla luce in seguito agli scavi, la fondazione della città avvenne in due fasi:
Marzabotto I (550 - 500 a.C.): in questa prima fase l'insediamento etrusco era semplicemente costituito da villaggi di capanne di stampo primitivo disposti su tutto il pianoro. Qui gli Etruschi vivevano già ben organizzati: oltre alle abitazioni e ai terreni adibiti all'agricoltura, l'insediamento poteva vantare di templi o altari per il culto (a nord-est del villaggio, in prossimità di una sorgente d'acqua), una necropoli, un sistema di canalizzazione delle acque, una fonderia e almeno una bottega artigianale. Un reperto di particolare rilievo attestante la datazione a questo periodo è stato trovato sul fondo del pozzo sulla plateia D: un coperchio di pisside in avorio molto elaborato e prezioso (soprannominato il signore dei leoni), in stile orientalizzante, databile tra il 620 e il 580 a.C. e probabilmente appartenuto a un nobile di alto rango.
Marzabotto II (500 - 350 a.C.): a questo periodo risalirebbe la fondazione della città vera e propria secondo l'etrusco ritu, e cioè costruita rispecchiando la suddivisione del templum celeste. La città così costituita comprendeva case-bottega di tipo atrium tuscanicum, un'acropoli, diversi santuari e luoghi di culto, almeno due necropoli, acquedotti, sistemi fognari e una grande fornace, oltre alla fonderia preesistente. …
Urbanistica
Situato su un pianoro reclinato di circa 11 gradi verso il fiume Reno, delimitato da un ingresso monumentale ad est (di cui rimangono solo le fondamenta in ciottoli a secco, mentre al momento è solo supposta l'esistenza di una porta nord nei pressi della necropoli settentrionale) e privo di mura difensive, ma dotato di un terrapieno con fossato che circondava l'abitato, Kainua rimane a tutt'oggi l'unico caso conosciuto di una città etrusca avente una planimetria regolare studiata preventivamente e basata su un preciso progetto teorico. Considerando proprio l'aspetto regolare della planimetria, per risalire all'originaria pianta urbana si è proceduto a proiettare in maniera speculare il settore settentrionale dell'abitato a sud del decumano (plateia C).
L'impianto cittadino risultante si presenta attraversato da quattro principali assi ortogonali (plateiai in greco), orientati secondo i punti cardinali. Di essi, uno (plateia A) attraversa l'abitato in senso nord-sud (equivalente al cardo romano) e tre invece (plateiai B, C, D) in senso est-ovest (con funzioni equivalenti al decumano romano), ortogonali all'asse nord-sud. Il reticolato di strade suddivide l'abitato in otto aree quadrangolari regolari chiamate "regioni" (regiones in latino), mentre una serie di strade secondarie (chiamate stenopoi in greco) parallele al cardo, ma poste a distanze irregolari tra loro, suddividono ulteriormente le regioni in isolati (insule in latino) dalla forma stretta ed allungata.
È da notare come i confini meridionali della città fossero costruiti sul fiume Reno, la cui naturale erosione - associata alla friabile composizione geologica della marna - provocarono la frana di quella parte del pianoro, causando anche il collasso delle strutture etrusche lì erette (fra cui probabilmente un'altra necropoli).
Altra considerazione riguarda i confini settentrionali dell'area etrusca di Kainua che, probabilmente, vanno ben oltre i confini attualmente conosciuti, ma i cui territori non possono essere esplorati né tantomeno oggetto di scavi archeologici, poiché a tutt'oggi di proprietà privata della famiglia Aria. …
Edifici
Il reticolato formato dall'intersezione delle strade (plateiai e stenopoi) suddivideva ogni regio in diverse insule, ovvero aree della diversa larghezza su cui venivano eretti gli edifici. La maggior parte degli edifici presenti a Kainua era costituita da case. Queste erano ad un solo piano, ma disponevano di molteplici ambienti sviluppati in larghezza e alcune di esse vantavano di una superficie che andava dai 609 m² agli 805 m² (come nella Regio IV, Insula 1). Pur presentando una diversa planimetria e lunghezza, in genere gli edifici occupavano l'intera larghezza dell'isolato (ad esempio 35 metri, che era la larghezza dell'Insula 1, Regio IV).
Le case di Kainua vengono comunemente definite case-bottega o case-officina poiché generalmente divise in due aree: l'area produttiva e l'area residenziale. Quest'ultima era posta nella parte più lontana rispetto all'entrata, mentre la parte adibita ad officina era posta il più vicino possibile alla strada, così da avere accesso diretto alle vie di comunicazione e favorire gli scambi commerciali. L'area produttiva era costituita da una serie di ambienti, ognuno dei quali destinati ad una differente fase di lavorazione: ad esempio la Casa 1 della Regio IV, Insula 2, specializzata nella produzione delle ceramiche, presenta un vano che fungeva da cava per l'estrazione diretta della materia prima (argilla), un vano contenente delle vasche destinate alla raccolta delle acque per la lavorazione dell'argilla, un vano (posto vicino all'area cortilizia a cielo aperto) per l'essiccazione dei prodotti da cuocere e diversi vani adibiti a vere e proprie fornaci per la cottura dei prodotti.
Nella maggior parte delle case si può notare una planimetria ad atrium tuscanicum, tipico dell'età coloniale etrusca. L'entrata, in alcuni casi probabilmente porticata, dava su un corridoio che percorreva la casa per tutta la sua lunghezza e portava ad un cortile cruciforme porticato a cielo aperto. Dal cortile si aveva l'accesso ai diversi ambienti, mentre all'interno del cortile, in posizione decentrata (e più precisamente in corrispondenza di una falda del compluvio), era spesso presente un pozzo per il rifornimento idrico. …
Aree sacre e templi
L'acropoli si trova a nord-ovest della città, su un pianoro (altura di Misanello) posto a 15 metri circa di dislivello sopra l'abitato e modificato dagli Etruschi nel VI secolo a.C. in modo da ricavarne due terrazzi naturali sui quali furono distribuiti gli edifici sacri, la maggior parte dei quali orientati verso sud, ovvero verso la città. L'acropoli era collegata all'abitato tramite la plateia B (oggi solo parzialmente scavata), che in quel punto avrebbe assunto una decisa pendenza per coprire il dislivello e raggiungere le pendici dell'acropoli stessa.
Tra il 1830 e il 1860 circa il conte Giuseppe Aria fece eseguire dei lavori per realizzare un parco. Durante gli scavi vennero alla luce le rovine di edifici sacri, più precisamente di cinque sul terrazzo inferiore (più ampio rispetto al terrazzo sovrastante), mentre solo di uno su quello superiore. Danneggiate pesantemente dall'erosione naturale del tempo e dagli stessi lavori di riqualificazione dell'area di metà Ottocento (che portarono alla demolizione ad opera di mine di parte dei terrazzi dell'acropoli - specialmente il lato est del terrazzo inferiore - e, quindi, delle strutture sacre sopra edificate), delle costruzioni originarie rimangono per lo più solo le fondazioni in ciottoli a secco, dei resti di porticati e alcuni altari-podio in travertino modanato, ovvero piccoli altari posti in posizione sopraelevata a cui si accedeva per mezzo di una breve scalinata. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Kainua».
Foto
Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Kainua?
Kainua si trova nel comune di Marzabotto, in provincia di Bologna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Porrettana Sud, 13, 40043 Marzabotto BO. Coordinate: 44.33705, 11.20386.
Si può visitare gratis Kainua?
Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.
Cosa vedere vicino a Kainua?
Nei dintorni si trovano: Museo nazionale etrusco di Marzabotto (a 0 m), Museo Marconi (a 11,6 km), Villa Griffone (a 11,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Marzabotto città etrusca nei pressi della plateia D — Stefano Muratori, CC BY-SA 3.0
- Kainua au sténopé 01 — MartiAgo13, CC BY-SA 3.0
- All'angolo — MTeresa Tenaglia, CC BY-SA 3.0
- Fondamenta nel bosco — MTeresa Tenaglia, CC BY-SA 3.0
- La necropoli — MTeresa Tenaglia, CC BY-SA 3.0
- Marzabotto - Acropoli Villanoviana Museo Etrusco - panoramio — ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0
- Marzabotto - Etruscan necropolis — Whiteghost.ink, CC BY-SA 4.0
- Marzabotto - Museo Etrusco - panoramio — ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0
- Marzabotto Acropoli podio D — Stefano Muratori, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

