Sito archeologico, Napoli (NA)

40°51′10″ N, 14°15′34″ E

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Sito archeologico

Scavi archeologici del duomo di Napoli

Napoli (NA), Campania

  • Nel Centro storico di Napoli, patrimonio UNESCO
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In breve

Coordinate
40°51′10″ N, 14°15′34″ E

Storia e descrizione

La Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta è il duomo di Napoli, in Campania, sede vescovile dell'arcidiocesi di Napoli. È monumento nazionale italiano. L'altezza di circa 48 metri, fino alla croce.

Sorge lungo il lato est della via omonima, in una piazzetta contornata da portici, e ingloba a mo' di cappelle laterali altri due edifici di culto sorti autonomamente rispetto alla cattedrale: la basilica di Santa Restituta, che custodisce il battistero più antico d'Occidente, quello di San Giovanni in Fonte, e la reale cappella del Tesoro di san Gennaro, che conserva le reliquie del santo patrono della città.

Si tratta di una delle più importanti e grandi chiese della città, sia da un punto di vista artistico, essendo di fatto la sovrapposizione di più stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico ottocentesco, che sotto un profilo culturale, ospitando infatti tre volte l'anno il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro.

Storia

Le più antiche fonti agiografiche, non anteriori al IX secolo, attribuiscono la fondazione della Chiesa di Napoli a San Pietro. La presenza di una comunità cristiana nel II secolo, è attestata con certezza dalle testimonianze archeologiche del complesso catacombale di Capodimonte.

Secondo la Cronaca di Partenope, risalente al XIV secolo, nell'area in cui insiste il complesso religioso sorse l'oratorio di Santa Maria del Principio dove Aspreno, il primo vescovo della città databile al I secolo, decise di insediare l'episcopato di Napoli. A partire dal IV secolo nacquero diversi edifici di culto nell'insula episcopale e tra queste si ricordano la basilica di Santa Restituta, edificata nel 334 dal vescovo Zosimo sulle rovine del preesistente tempio di Apollo, il battistero di San Giovanni in Fonte e diverse cappelle annesse come quelle di San Lorenzo, Sant'Andrea e Santo Stefano.

Nel XIII secolo (più precisamente sotto Carlo II a partire dal 1290) fu iniziata la costruzione dell'edificio sacro inglobando le precedenti strutture paleocristiane del battistero e della primitiva basilica; la costruzione della cattedrale comportò anche la demolizione di altre strutture, come la basilica Stefania, voluta dall'arcivescovo Stefano I (fine del V secolo - inizi del VI) e rimaneggiata dopo un incendio dall'arcivescovo Stefano II (seconda metà dell'VIII secolo), il cui quadriportico è visibile nel palazzo arcivescovile. La struttura era stata decorata con mosaici e panni dipinti, collocati negli intercolumini delle navate dall'arcivescovo Attanasio I (849-872). …

Descrizione

La facciata della cattedrale fu ricostruita più volte nel corso dei secoli: quella attuale fu rifatta in stile neogotico da Errico Alvino alla fine dell'Ottocento ed inaugurata solo nel 1905. Il progetto dell'Alvino è peraltro incompleto in quanto mancano le due torri campanarie ai lati del corpo centrale della struttura, i cui lavori furono interrotti all'altezza del basamento.

Il decoro della facciata aveva il compito di assemblare alle preesistenti strutture gotiche dei portali, risalenti ad una prima fase ricostruttiva avvenuta nel 1407, altre opere in marmo per le quali furono chiamati importanti scultori del panorama artistico di fine XIX secolo: Salvatore Cepparulo, Domenico Jollo, Alberto Ferrer, Giuseppe Lettieri, Raffaele Belliazzi, Salvatore Irdi, Michele Busciolano, Stanislao Lista e Tommaso Solari. Ai lati del finestrone centrale ci sono sculture di Francesco Jerace e Domenico Pellegrino.

La facciata presenta una struttura a salienti, con tre portali gotici e tre cuspidi, ornate da sculture in marmo, in corrispondenza di ognuna delle tre navate; in quella centrale, entro un rosone cieco, si trova la statua del Cristo Benedicente. Nel progetto di Alvino fu previsto dunque l'inserimento di opere risalenti ai lavori di rifacimento di inizio Quattrocento, infatti il portale centrale, sostenuto da leoni stilofori consumati dal tempo di Tino di Camaino, così come i due portali laterali, in stile gotico internazionale, sono pressoché originali ed eseguiti su committenza del cardinale Enrico Minutolo, appartengono allo scultore Antonio Baboccio da Piperno, che eseguì nella lunetta centrale anche le sculture dei Santi Pietro e Gennaro ed il Cardinale Minutolo adorante, ai lati della Madonna col Bambino ancora del Camaino. Nella facciata si aprono inoltre cinque finestre, anch'esse in stile gotico: due bifore nei due basamenti dei campanili, due trifore, una per ognuna delle due navate laterali, e la quadrifora nella navata centrale. …

Palazzo arcivescovile

Un primo palazzo fu eretto per volere di Enrico Minutolo intorno ai primi anni del Quattrocento. Questo si sviluppava dietro al duomo e sul suo lato destro, fino a via Sedil Capuano, su cui era l'ingresso principale in stile gotico.

Dopo alcuni lavori di ristrutturazione avviati nei primi anni del Seicento dal cardinale Decio Carafa, si arriva intorno alla metà dello stesso secolo quando, per volontà del cardinale Ascanio Filomarino e su disegno dell'architetto bolognese Bonaventura Presti, si avvia un allungamento longitudinale dell'edificio che lo porterà a svilupparsi sul lato sinistro del duomo, fino al largo Donnaregina, su cui insisterà quella che è ancora l'odierna facciata principale. Qui si aprono tre portali, di fronte alla chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova; quello di sinistra, che conduce agli uffici della Curia ed all'entrata settentrionale del duomo, è caratterizzato nella parte superiore da una scultura su San Gennaro di Giulio Mencaglia.

L'interno vede alcuni resti archeologici, come le diverse colonne ed archi probabilmente risalenti all'antica chiesa di San Lorenzo ad Fontes, databili intorno al V secolo, le lastre marmoree del calendario napoletano del IX secolo e rilievi del XII secolo. Infine, affreschi e fregi di Giovanni Lanfranco decorano alcune sale.

Scavi archeologici

Scesi nei sotterranei della basilica di Santa Restituta, ci si trova di fronte a un muro greco, appartenente al tempio di Apollo, in opus reticolatum, che si sovrappone a dei massi in tufo giallo appartenenti al IV e V secolo, probabilmente appartenenti a un tempio pagano.

Sotto l'abside di santa Restituita, durante i lavori di sottofondazione, fu trovato il peristilio di una domus tardo imperiale il cui canale di scolo del peristilio è ancora evidente, anche se negli anni successivi questa struttura ha subito modificazioni così come tutta la domus.

A ridosso di quest'area si sviluppa un tratto di acquedotto di età romana, nato successivamente alla fondazione della città; emerge in questo sito un tratto di strada greca con un piano inclinato che raggiunge una strada a quota differente e proprio al lato di questo piano è collocato un foro per lo scolo dell'acqua piovana. Proseguendo il percorso ci si trova di fronte a resti di pavimenti antichi appartenenti alla Stefania di età paleocristiana, con tessiture più grandi rispetto a quelle del mosaico del battistero di San Giovanni in Fonte. Durante tutto il percorso scorgono pezzi di sopraelevazioni di opere di età differente, che spesso distruggono o assorbono l'impianto preesistente.

Sotto al duomo di Napoli si trova anche una zona che doveva appartenere al cortile dell'archivio diocesano, nel quale sono collocati i resti di un'antica abside con un paramento musivo raffigurante un cantharos databile intorno al VI secolo, eretto dal vescovo Vincenzo (il cui nome è stato ritrovato su una targa).

Si trova anche una successione di ambienti uguali adibiti a cisterne, realizzate con un intonaco a cocciopesto che rendeva le pareti pressoché impermeabili. Le stesse cisterne sono inoltre coperte da volte concrezionali rivestite in malta e presentano diverse scale che servivano ad accedervi nel momento in cui veniva effettuata la pulizia periodica. In una cisterna, infine, è ancora visibile l'arco di scarico e una volta concrezionale con i fori delle travi traverse che reggevano l'impalcatura.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Scavi archeologici del duomo di Napoli».

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Scavi archeologici del duomo di Napoli
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Domande frequenti

Dove si trova Scavi archeologici del duomo di Napoli?

Scavi archeologici del duomo di Napoli si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.85280, 14.25932.

Cosa vedere vicino a Scavi archeologici del duomo di Napoli?

Nei dintorni si trovano: Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini (a 100 m), Palazzo arcivescovile (a 100 m), Museo del tesoro di San Gennaro (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 3 foto
  1. 32 white, blue rounded rectangle — Pufui Pc Pifpef I, CC0
  2. Catedral Nápoles fachada 05 — Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0
  3. Cathedral (Naples) - Ceiling — Livioandronico2013, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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